La Chiacchiera del VicoloDal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei NANI, formata da
Marco B. nel ruolo di Ruzzolo detto mestolo, il guerriero nano con la passione per la cucina
David B. nel ruolo di Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Stefano L. nel ruolo di Remo Greyforge detto rantolo, fiero chierico nano devoto a Weinal
Davide B. nel ruolo del vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Roberto G. nel ruolo di Rosaspina detta biancaneve, l’avvenente e letale mezzelfa paladina
Andrea G. nel ruolo di Gammark, l’iracondo mezzorco barbaro dai riflessi ferini e la forza sovraumana.
Dopo aver recuperato le forze, i Guardiani del Mattino comunicano agli Agenti della Folgore che dopo la sconfitta dell’emissario del Vuoto, i cultisti che avevano circondato Snubekk si sono ritirati. Eldach, l’assistente di Soleman, è stato inviato a controllare nei sotterranei della tenuta degli eroi per localizzare le rune del circolo di trasporto, pronto ad essere attivato dal sommo sacerdote stesso.
Ai Nani però non è concesso riposare a lungo: l’oscurità che si è abbattuta su Emnotork richiede ancora il loro intervento, e l’unica strada resta sempre indagare sulla traccia nascosta lasciata da Kraven prima di morire, le Pietre di Quata.
Gli avventurieri recuperano tutto l’equipaggiamento di cui hanno bisogno, pronti a far visita a Lianna. L’elfa scorta la compagnia nel giardino di una vecchia torre elfica requisita dalla sovrintendente Idril. Il luogo è stato messo in sicurezza poiché nei suoi sotterranei si trova un antico arco usato per il trasporto planare. L’arco fu trovato assieme all’Adras durante la prima spedizione nell’insediamento costruito attorno al Secondo sole. I cristalli di Neveluce vengono collocati nei rispettivi alloggiamenti da Lianna, tuttavia, prima di evocare il portale, l’elfa condivide le poche informazioni in suo possesso sulle Pietre di Quata: il portale di arrivo si trova in una caverna, protetto dai miasmi tossici provenienti dall’esterno. La dispersione della trama utilizzata per creare il canale ebbe degli effetti collaterali nei anni successivi. Oggi respirare quell’aria è pericoloso, così come ciò che potrebbe nascondersi nell’area circostante. Lianna prega i Nani di fare attenzione alla Valle delle Lance, un passaggio naturale obbligato da attraversare per raggiungere le Pietre.
Pronti a tutto, gli Agenti della Folgore assistono all’attivazione delle rune magiche necessarie a creare il potente portale. Con un balzo dall’altra parte, avvolti dalla luce smeraldina della magia elfica, gli avventurieri si trovano all’altro capo del circolo di teletrasporto.
La piccola caverna presenta il volto intimidatorio di un troll, scolpito per scoraggiare gli sconosciuti a curiosare in quelle gallerie, ma le acque torbide e scure già fanno presagire agli eroi che il luogo è ancora corrotto.
Fuori di lì, i Nani devono fare subito i conti con l’aria malsana che li circonda, intorpidendo i loro sensi ad ogni passo. Una grande piana scura e desolata, senza flora e fauna visibili per centinaia di metri, si staglia all’orizzonte. La compagnia decide di seguire il corso di un grande fiume contaminato che si assottiglia fino a passare per un crinale di nere rocce affilate. La strettoia obbliga i Nani a risalire il fiume fin quando non si accorgono di un accampamento e le prime tracce di vegetazione: dei rovi dal fusto duro e attorcigliato escono dalle rocce in grandi cespugli taglienti, mentre al centro del campo c’è il residuo di rocce annerite dal fuoco. Mentre gli eroi cercano di capire chi oltre loro si arrischierebbe mai a passare di lì, notano sopra di essi delle ombre mescolate ai pinnacoli rocciosi. Poco dopo, delle orrende viverne mutate dall’aria malsana calano sugli Agenti della Folgore costringendoli a difendersi.