EMNOTORK – “L’OCCHIO CHE SCRUTA I CIELI” – SESSIONE 87 del 08/11/2023

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei NANI, formata da

Marco B. nel ruolo di Ruzzolo detto mestolo, il guerriero nano con la passione per la cucina
David B. nel ruolo di Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Stefano L. nel ruolo di Remo Greyforge detto rantolo, fiero chierico nano devoto a Weinal
Davide B. nel ruolo del vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Roberto G. nel ruolo di Rosaspina detta biancaneve, l’avvenente e letale mezzelfa paladina


A niente valgono i tentativi del cultista di sfuggire al suo destino: dopo essere stato intercettato dai Nani, Greyforge riesce a neutralizzarlo con la trama del sonno, trovando il tempo di studiare la sua fisionomia con attenzione: il sacerdote si accorge di un rigonfiamento vicino alla strozza che incide con perizia, trovando un altro di quei semi blu. Il primo, trovato tra i resti di Kraven, conferma l’idea degli eroi che qualcuno li abbia somministrati ai soggetti in questione.
I due ranger Stout e Porter vengono inviati a Snubekk da Marlow Garlavan con il simbolo della gilda di Otto e la promessa che il Fortilizio non potrà torcergli un capello, in quanto sotto la protezione del tempio di Weinal e della parola degli Agenti della Folgore.
I due uomini ringraziano il gruppo e si allontanano con la cavalcatura di Rosaspina, da lei offerta per il viaggio di ritorno. Il loro compito è avvertire le truppe delle capacità dei cultisti e della pericolosità di quei semi: Mestolo, nel tentativo di distruggerne uno, scopre che una nube arcana ha la capacità di mutare chi gli si dovesse trovare troppo vicino, rimediando due corna ossee che gli spuntano immediatamente dalla fronte.
Il viaggio prosegue e finalmente nell’oscurità, i Nani vedono uno sprazzo di luce: si tratta dell’Adras, il secondo sole magico che sormonta la torre dal medesimo nome che si erge al centro della città fortificata di Althea.
Diversa gente attende di entrare per ripararsi dal buio e Althea, come un faro, pare aver attirato più persone di quante ne possa gestire.
Khamut, un nano di guardia, accenna agli eroi dei problemi in cui potrebbero incorrere se accettassero chiunque senza i dovuti controlli, ma quando il gruppo gli mostra il sigillo dei Belegard il suo atteggiamento cambia: come Agenti della Folgore patrocinati dai Belegard, i Nani vengono accompagnati all’interno dell’insediamento e mandati alla locanda Cruna Splendente, dove gli viene detto di attendere il sovrintendente Drurgan del Concilio di Dodici.
La locanda è gremita di persone: elfi e nani che condividono gli stessi tavoli sembrano detenere agio e ricchezza, mentre gli umani, storicamente gli ultimi a cui Althea aprì le porte, sembrano occupare le posizioni più umili.
Dopo aver goduto dei privilegi della locanda, il sovrintendente Drurgan appare nella locanda attirando l’attenzione di tutti gli avventori: particolarmente amato dalla gente, il nano dalla corazza scintillante si presenta agli eroi e si siede con loro. Drudgan ordina una colazione abbondante e apprende il perché di quella visita così inaspettata. Il nano offre subito l’aiuto di Althea per portare gli avventurieri alle Pietre di Quata con il circolo di trasporto che possiedono; tuttavia, deve interpellare la sovrintendente Idril per una questione scomoda. L’elfa, a quanto pare l’incantatrice più potente dei ranghi di Althea, conferma a Drurgan che gli elfi non possiedono abbastanza cristallo di Neveluce per utilizzare il circolo di trasporto. Idril afferma che dei criminali presenti sotto la città, in quello che loro chiamano il Maipiù, abbiano sottratto diverse scorte di cristalli impedendogli di usarlo per le loro necessità magiche.
La sovrintendente elfica propone agli Agenti un accordo: se loro troveranno i responsabili nel Maipiù riportando le scorte rubate, allora il Concilio dei Dodici non avrà alcun problema a spedire il gruppo verso le Pietre di Quata.
I Nani, senza alternative, accettano di buon grado e partono per il Maipiù. La mattina successiva però, Khamut la guardia si presenta alla locanda con una missiva da parte di Re Khalimat III in persona: il Re dei nani dell’Ovest invia come aiuto una figura che dalle loro parti è un esperto nella caccia ai mostri, l’iracondo mezzo orco e mezzo nano Gammark, un fiero barbaro delle terre selvagge proveniente dai Giganti di Sabbia. Il guerriero barbaro attende gli eroi per procedere assieme nella missione affidatagli dal Re nano in persona, dandogli la possibilità di combattere le mostruosità e le aberrazioni che questa insolita oscurità sembra aver richiamato.

Insieme, la compagnia si reca da Lianna, esperta di cristalli di Neveluce. La giovane elfa dagli occhi cangianti in base all’umore racconta di come i criminali siano stati visti introdursi nei magazzini vicino la Torre di Adras e inseguiti fino ad uno dei tanti accessi al Maipiù, luogo senza regole né legge, una terra di nessuno su cui pare Althea non abbia alcun controllo. I cristalli sono come diamanti ma più opachi e soprattutto luminosissimi. Lianna conduce gli eroi all’accesso dove i criminali sono stati visti l’ultima volta e, seguito un fiume sotterraneo, trovano un casello di passaggio sul fiume dove non sembra esserci anima viva.
Dopo una lunga ricerca i Nani si accorgono di macchie di sangue che portano verso l’acqua dalla quale, poco dopo, vengono assaliti da un gruppo di aberrazioni anfibie: si tratta di incroci tra pesci mangiauomini e umani stessi.
Nonostante i morsi dolorosi il gruppo si concentra sull’accerchiamento e uno dopo l’altro, i nemici vengono sconfitti.
Qualcuno però sembra aver assistito allo scontro e, battendo sonoramente le mani, esce allo scoperto con uno sgraziato accento del posto: si tratta di due nani e di un’elfa scura… che dice di conoscere Rosaspina e di averla vista combattere nelle arene di Velen!

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