La Chiacchiera del vicolo,
Isola del Tempo
Estratto dal Diario di:

Carissimi affezionati,
sarà meglio che parta dal principio, così che possiate avere una chiara idea della situazione. In pratica, Arwel ci ha chiesto di condurla nel bosco sacro di Altoscoglio dove ha potuto parlare con il mio carissimo amico Nym Ràca, il Gran Druido protettore del suddetto bosco e dell’Albero Madre che lo alimenta con le sue sacre energie mistiche. Cercavamo risposte sul Clan dei Figli del Cielo e su dove possano essere gli elfi del suddetto clan in modo da salvarli. In sintesi: sono stati rapiti e probabilmente sono in mano agli elfi oscuri. Sembra che sia in preparazione un malvagio rituale oscuro che prevede il sacrificio di numerosi bambini elfici. Sì, avete capito bene: gli unici superstiti del Clan dei Figli del Cielo sono per la maggior parte dei bambini, fatta eccezione per qualche adulto tra cui una cara cugina di Arwel, la Matriarca del suddetto clan. Ad ogni modo, ci siamo recati a Velen poiché Nym ci ha suggerito di interpellare Killit, un nostro vecchio compagno di avventure nonché sacerdote di Aenerion il quale ci avrebbe dato qualche risposta.
Raggiunto Killit, presso la Casa delle Conchiglie Perdute, abbiamo saputo che per ottenere le risposte che cerchiamo, avremmo dovuto metterci sulle tracce dell’Isola del Tempo.
Ora, io non sono un pozzo di genio, però onestamente ho sempre pensato che l’isola fosse un posto leggendario e, pensate un po’? Invece, esiste, eccome se esiste! Per raggiungerla abbiamo dovuto usare una bussola ed una clessidra magica che ci ha dato Killit, abbiamo dovuto navigare per il mare senza una vera e propria meta, fino ad arrivare a perderci! Durante la notte abbiam navigato alla deriva in una misteriosa nebbia fittissima, da cui abbiamo udito strane voci cantilenare i nostri nomi. Bardak è impazzito e per poco, nella sua follia, non finisce in acqua. Parlava di una strana “cosa” muoversi nel buio ed essere pronta ad incombere su di noi. Secondo me erano quelle voci ad averlo fatto impazzire…!
Ad ogni modo, alla fine abbiamo trovato l’isola del tempo, nella quale siamo stati accolti da un misterioso elfo il quale ci ha detto che se vogliamo ottenere le risposte che cerchiamo avremmo dovuto come prima cosa superare tre prove: la prova del coraggio, dell’astuzia e dell’anima. A quanto pare, solo Daeron le ha superate tutte e tre…cosa ne è stato di noi? Beh, difficile dirlo. Devo ancora capire se sono morto e sto scrivendo nell’aldilà, oppure sono vivo e mi trovo da qualche altra parte…tutto ciò che ricordo è stato un raggio di luce che mi ha colpito, ho provato un grande dolore e poi più nulla….mi sono ritrovato qui a scrivere il mio libro, senza sapere se sono vivo o morto. Spero la prima ipotesi, perché altrimenti morire è davvero noioso, fatevelo dire da uno che se ne intende!
La Compagnia degli Eroi dei Miraggi di Velen:

Bardak il Mezzorco,
un guerriero barbarico senzaclan, perseguitato da un passato vergognoso, cerca di preservare l’onore e la dignità con il suo coraggio e la sua forza, nonostante un evidente “problema fisico” (una voce ridicola) che è per lui motivo di vergogna e imbarazzo.
Co-Protagonisti (PNG):
META GAME:
- La sessione riprende da dove era stata interrotta l’ultima volta: i PG si trovano ad Altoscoglio ed Arwel, matriarca del clan dei Figli del Cielo di Rahym nonché madre di Lebolas e Daeron, chiede di incontrare Nym Ràca, Gran Druido del bosco sacro locale. Dopo averlo incontrato, il Druido accetta di consultare la saggezza ancestrale degli alberi della memoria che scorre nell’albero madre del bosco e scoprire informazioni sugli elfi del clan dei Figli del Cielo ancora dispersi da qualche parte a nord del Canale di Quata. I PG scoprono di doversi recare a Velen e consultare Killit, ex membro del gruppo nonché chierico di Aenerion, Dio del Tempo.
- Raggiunta Velen i PG parlano con Killit, il quale dona loro una bussola magica, una clessidra magica ed alcune informazioni che permetteranno loro di raggiungere l’Isola del Tempo, luogo dove avrebbero trovato le risposte che cercavano.
- Il gruppo acquista una imbarcazione di medie dimensioni, imbarcandosi per il mare e seguendo le indicazioni che permetteranno loro di raggiungere l’isola leggendaria. Una votla raggiunta saranno avvicinati da una strana creatura, forse un elfo molto alto e di bellezza ultraterrena, il quale dirà loro che dovranno dimostrarsi Degni di accedere al Santuario dell’Oltretempo, superando tre prove: la prova di coraggio, d’astuzia e dell’anima.
- I PG affrontano la prima prova, quella del coraggio, dovendo attraversare una stretta gola prima che lo sguardo di un volto-statua inciso sulla parete della gola non apra gli occhi usando i suoi raggi mortali per disintegrarli. Ermellino e Sodek falliscono miseramente. Rashad viene ferito a causa del suo tentennamento. Paradossalmente sarà Bardak il primo a superare la prova, entrando in Ira senza alcuna paura. Gli altri PG dovranno vedere due compagni morire e Rashad venire ferito, per capire che devono correre per superare la prova.
- Superata la prima prova i PG raggiungono la seconda ,due porte sigillate sorvegliate da due guardiani. IUno di questi è l’elfo che li aveva accolti, il quale cercherà di convincerli che non sono pronti e che la precedente prova è stata fallita. L’altro guardiano è una mostruosa creatura che li invita a seguirla, bramosa di nutrirsi delle loro carni ed accusando l’elfo di essere un impostore. I PG alla fine danno fiducai alla mostruosa creatura, superando così la prova d’astuzia. La creatura infatti non era altri che l’elfo sotto false sembianze, mentre la figura dell’elfo era soltanto una illusione molto realistica.
- Raggiunto il luogo della terza prova, i PG si ritrovano in una camera piena di specchi magici che riflettono le loro più terribili paure. Purtroppo, Bardak, Lebolas e Rashad falliscono la prova cadendo preda delle loro paure più grandi. Daeron invece no, egli riesce a convincersi che ciò che vede nello specchio è falso e così, lo oltrepassa, raggiungendo trionfante il Santuario dell’Oltre-Tempo. Ora è il momento di risposte. Fine.



