La Chiacchiera del vicolo,
Lande delle Nebbie,
Regno di Kravendam, Ducato di Notteluna,
Estratto dal Diario di:

Lord Conestabile di Notteluna
Ho ricevuto il rapporto del Comandante Sigfried, il quale coincide con la testimonianza dei miei uomini fidati. La mia Compagnia si è scontrata con alcune persone di malaffare, presumibilmente dei sicari, presso il vecchio birrificio abbandonato dei Makrov. Convinti di trovare una pista sulle tre bambine scomparse, si erano recati sul posto per cadere vittime di un agguato al quale, fortunatamente, sono sopravvissuti. Nonostante ciò, tre guardiacaccia, tra cui un membro della Compagnia di Notteluna, sono stati brutalmente uccisi da un assassino ignoto. Sulla base del rapporto, l’assassino avrebbe girato la testa a due di loro fino a rompergli l’osso del collo, dopo aver frantumato il cranio ad uno e cavato gli occhi all’altro. Il guardiacaccia di nome Jerrard, invece, è stato trovato morto inchiodato contro un albero, con le sue daghe conficcate direttamente nelle cavità oculari. Le modalità con cui sono state uccise queste persone evidenziano chiaramente una natura sadica, maligna ed efferata di colui che si è macchiato di questi delitti. Che sia la medesima persona che si è resa responsabile della morte delle povere donne uccise nei giorni addietro? E che ci sia sempre lui dietro la scomparsa delle bambine e delle persone di cui si è persa traccia nelle ultime settimane? La presenza di una setta dedita ad attività illecite ed inquietanti, è oramai una verità incontrovertibile. Non possiamo continuare ad ignorare determinati misfatti. Il Duca Radovir è furibondo a riguardo ed ha ordinato che le indagini continuino, costi quel che costi. Ho così autorizzato i miei uomini a continuare, dando altresì il mio benestare nell’accogliere nella Compagnia un nuovo giunto. Un paladino di Weinal sarà senza dubbio una risorsa capace di apportare un valore aggiunto alla Compagnia.
Al di là di questo, sono preoccupato per un’altra questione riportatami proprio dagli uomini della Compagnia; indagando ed ascoltando un testimone (la cui attendibilità è ancora da verificare), sembra che la carrozza che ha prelevato due delle tre bambine scomparse, si sia distinta non soltanto per il colore nero e per il fatto che fosse trainata da sei destrieri neri, frisoni purosangue Junkratiani, ma anche per la presenza di borchie d’oro massiccio presenti sulle ruote. Le borchie avevano l’inconfondibile forma di una testa di leone. Esiste una sola famiglia qui in città ad avere uno stemma analogo; spero che sia soltanto una svista poiché, se ciò dovesse essere confermato e se i miei uomini trovassero delle prove schiaccianti, lo scandalo che si creerebbe uno scompiglio non indifferente. Per ora attenderò l’evoluzione degli eventi ed eviterò di fare menzione di questo fatto al Duca; voglio prima avere la certezza che ci sia del vero dietro queste illazioni.
La Compagnia di Notteluna:
META GAME:
- La sessione riprende da dove era terminata l’episodio precedente. Imre, Reginaldo, Ezra e Jerrard si trovano al vecchio birrificio abbandonato fuori città. Ezra si occupa di spegnere l’incendio da lui stesso provocato mentre nel frattempo, al birrificio giungono Leilo e Eulard assieme ad un nuovo giunto: Gabriel Rowe, Paladino vendicatore di Weinal nonché membro del Corpo di Guardia Ducale e membro delle Guardie Templari di Notteluna. Attirati dai fumi dell’incendio sono giunti ad indagare, ricongiungendosi con i compagni.
- Il gruppo si scambia convenevoli, informazioni ed inizia una lenta indagine all’interno della struttura. Nel frattempo vengono perquisiti corpi, Imre apre una porta chiusa a chiave ed oltre essa, i PG recuperano un paio di forzieri nei quali sono presenti diverse bottiglie di un vecchio distillato fuori produzione che potrà fruttar loro qualche soldo, una volta venduti al miglior offerente. Oltre a ciò, il gruppo recupera anche una scarpa di bambina con un misterioso messaggio scritto sulla suola: “STO TORNANDO”. I loro sospetti vanno subito su Thorke. In questa occasione, Ezra spiega a Gabriel su cosa stanno indagando ed Eulard e Leilo ascoltano quanto lo stregone ha scoperto nei giorni addietro, consultando i libri della Dimora dei Sapienti.
- Ad un tratto Jerrard, che si era appostato fuori l’edificio, chiama i PG dicendo loro di aver notato qualcuno celato tra la vegetazione della macchia boscosa all’esterno. Lui, Eulard e Gabriel vanno ad indagare mentre intanto il resto della compagnia perquisisce i cadaveri all’interno. Fuori, gli altri tre trovano i cadaveri di due guardiacaccia. Essi avevano accompagnato Gabriel fino al birrificio, guardandogli le spalle. Indagando i PG capiscono che sono stati uccisi prima che avessero avuto il tempo di reagire; qualcuno dotato di ottime capacità furtive ed una forza spropositata, ha rotto loro l’osso del collo frantumando la testa ad uno e cavando gli occhi all’altro.
- Scosso, Jerrard si reca in città ad avvertire il capitano Sigfried, sotto insistenza dei compagni. Nel frattempo i PG passano le due ore successive a ispezionare il posto alla ricerca di altre prove che però non trovano. Ad un tratto, notando che ancora non arriva nessuno, decidono di ritornare in città ma, dopo nemmeno duecento metri dall’edificio (che ricordiamo, si trova FUORI le mura della città), trovano il cadavere di JErrard; qualcuno gli ha conficcato le sue daghe nel cranio attraverso le cavità oculari, inchiodandolo direttamente ad un albero. I PG recuperano il corpo (Assieme al cadavere di uno degli aggressori ed un forziere pieno di cose che hanno trovaot, tra cui i distillati di valore) e si recano da Sigfried per fargli rapporto.
- Dopo l’incontro con Sigfried i PG vanno a parlare con il Conestabile. Dopo aver spiegato tutto quanto a Lord Aurelius, gli chiedno informazioni sulle borchie a forma di testa di leone presenti sulla sospetta carrozza responsabile del rapimento dei bambini. Lord Aurelius dice loro che quel simbolo raffigura lo stemma di una delle famiglie nobiliari di Notteluna, nonché di un membro del Consiglio dei Lord. Quello è lo stemma della casata dei Rivar. Fine episodio.




