EMNOTORK – “Le Dodici Vie” – Sessione 31 – 25.01.23

Chiacchiera del Vicolo – Sessione 31
“Realtà celate”
Estratto dal Diario della Capra che fu Leggenda

La Tribù delle Mani Blu

Flavia C. è Attesor, la Sciamana Visionaria
Mattia L. è O’Koko, il Portatore del Sole
Alessandro B. è Ki’temm’uhurut, il Portavoce del Sole
Raffaele M. è Mazimbo, lo Stregone Erborista
Davide S. è Marek, lo Zelota di Weinal
Arturo R. è Tomotomo, il Cantore della Capra
Dario D. è Torfin, il Campione delle Asce

Il destino ci arrise, e le nostre preoccupazioni furono placate, quando vedemmo respirar le regine-che-adorano-la-luna, ed i loro petti sollevarsi sofferenti ma costanti, quando l’aria riempiva i di loro polmoni. Lo tristo lupo era riuscito dunque a salvarle, con le capacità fornitegli dagli spiriti della natura e l’assistenza della Grande Capra.

Quando i miei rumorosi compagni di viaggio dalle mani cerulee si accertarono del fatto che le due donne sarebbero sopravvissute, lesti corsero alla ricerca di collegamenti con la traditrice-dal-facile-e-funesto-coltello, cercando di rintracciare la-meretrice-che-era-madre-della-traditrice ma essa, così come altre undici donne-figlie-della-luna, presumibilmente anch’esse meretrici-traditrici, era scomparsa, datasi alla fuga con le complici complottanti, infiltrate dei Tredicesimi-ai-quali-il-Drago-sta-quantomeno-antipatico.

E dunque, senza meretrici ma con determinazione, i Grandi-Barbari-che-venerano-il-Sole-con-Nani-annessi… decisero di mettersi a dormire. Nano prima, Barbari poi e barbari permettendo.

Venne il giorno, ascese il sole, ed un nuovo passo era prossimo all’essere compiuto. Li reagenti per lo rituale-che-avrebbe-invertito-la-comunione erano pronti, ma mancava qualcosa per completare ciò che avrebbe mostrato la verità agli uomini-vicini-agli-animali. La regina dalla pelle scura e dalle lunghe gambe decise di non cedere allo tentennamento, e di dar fiducia agli amici-del-sole, e consegnò nelle loro mani lo Sacro Diamante che la sua tribù proteggeva, perfetto per essere il focalizzante dell’anti-rituale! Guidati dal saggio-ma-comunque-tristo-lupo, tornammo alla sua grotta , nascondiglio sacro dell’ancor più sacro altare del Drago, dove il parlatore-col-Sole potè ultimare i preparativi, insieme ai suoi folli-amici-dalle-mani-bu.

Nuovamente, partimmo. Ci muovemmo in direzione delle grotte abitate dagli animali-uomini, ma costoro non ci accolsero come amici, pronti a sbranarci spronati dalle infide parole della menzogna del topo-che-è-morto-ma-anche-no. Preparati dal (sempre) tristo lupo, ci appellammo alle antiche tradizioni e chiedemmo di esser messi alla prova, per poter conferire con lo leonide-Re. Non combattemmo, ma realizzammo lo rituale, ed il controllo del sangue fu spezzato. Liberi, gli uomini-un-po’-bestia-ma-un-po’-uomini cominciarono a dubitare, mentre il topo gridava le sue menzogne. Oramai perso il suo potere, lui ed altri ci attaccarono, mostrando le loro vere sembianze: uomini senza lineamenti, individui senza identità. Si scagliarono su di noi come onde sugli scogli… ma come gli scogli, resistemmo.

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