Emnotork – “Le Cronache dei Monti Eterni: Guerre Nascoste” – sessione 37 – 01/05/2024

Chiacchiera del Vicolo

Stefano C. Nel ruolo di, Talissa Piedelesto, Leporidion dal pelo danzante
Danilo T. Nel ruolo di, Najbet Magista, l’Artigiana Druidica
Giuseppe I. Nel ruolo di, Farnam, il Guerriero Esiliato
Mosé G. Nel ruolo di Aurous il Pugnofantasma
Enrico T. Nel ruolo di Julius Welton, dalla Lama e Lingua Affilate

-Dopo il combattimento vi prendete il tempo di risanare le vostre ferite, e ponderate su come procedere. Talissa studia a livello arcano i cadaveri delle Tigri, e capisce che c’è qualche tipo di trama su di loro, ma essendo morte non può capire di più.

-Vi avviate verso la caverna dove dovrebbe esserci colui che ha assoldato i tagliagole e che pare comandare le tigri. Proseguendo nel bosco avvertite dei ruggiti in lontananza, e, allarmandovi, vi preparate al loro attacco, che difatti non tarda ad arrivare.

-La battaglia cessa nel momento in cui legate l’ultima delle tigri, e Talissa  studia la parte arcana dell’esemplare, scoprendo che la scuola di magia non appartiene a maghi o stregoni, comprendendo che probabilmente si tratta della trama di un druido. Najbet al solo pensiero é amareggiata e ancora più innervosita.

-Presi i denti delle tigri, proseguite per il vostro cammino fino ad arrivare all’ingresso della grotta, dove entrate cercando subito delle trappole. Dinnanzi a voi percepite che ci sono dei punti con della trama, per cui ritenete saggio attendere affinché Najbet faccia un rituale per identificarla. Decidete che sia meglio fare un salto per superare questo ostacolo, per poi continuare all’interno della grotta, dove trovate altre Tigri, ma soprattutto quello che non vi aspettavate di trovare: l’Alfa. Ed ecco che un altro combattimento comincia, durante il quale sentite una cantilena che proviene da un individuo con una maschera da cervo, che rende il combattimento più complesso rispetto ai precedenti, ma riuscite comunque, anche se subendo ingenti ferite, a sconfiggere tutte le tigri e a lasciare solo e ferito il druido.

-Il nemico scappa arrancando, e nel momento in cui é messo alle strette e sembra sconfitto, il suo corpo comincia a contorcersi, le sue braccia si dislocano e le gambe si spezzano, fino a diventare una creatura completamente diversa. Comincia ad urlare sbattendo le sue mani a terra sfaldandola, facendovi precipitare nelle profondità.

-Vi ritrovate in un altro luogo sotterraneo, e prima di proseguire cercate di rattopparvi le ferita. Talissa nota dei funghi intorno ad un masso, e sentendo provenire delle tracce di magia da esso, decide di frantumarlo, facendo rimanere davvero poco da comprendere riguardo ad esso.
Attendendo il ritorno dello spirito di Najbet, Farnam fa una gran scorta di funghi, e nel frattempo si può percepire una flebile quantità di trama da essi e dal terreno su cui crescevano, comprendendo che in realtà quelli non sono funghi autoctoni delle grotte, ma sono stati coltivati qui di proposito.
Talissa analizza un fungo, e comprende che la trama che questi funghi usavano come nutrimento, é in realtà meraviglia.

-Quando lo spirito torna gli racconta quello che ha visto di sopra, per poi proseguire nel profondo della nuova grotta. Trovate altri funghi, questa volta di dimensioni maggiori e di un colore più acceso attorno ad un altro masso, e Talissa non ci pensa due volte a distruggere tutto, facendo un gran fracasso, e facendo fuoriuscire dai funghi ormai obliterati, una nube carica di meraviglia, che debilita ulteriormente il povero Julius. Dall’acqua vicino a voi escono fuori delle creature che sembrano dei funghi a quattro zampe semi senzienti, che inizialmente vi studiano, e nel momento in cui Farnam prova sollevarne uno, gli altri reagiscono male, scagliandosi addosso a lui, mordendolo. Sembra che non vi facciate sfuggire mezza battaglia quando ce n’è l’occasione, cominciandone una nuova con queste creature. Gli unici che sembrano non aver voglia di combattere nuovamente, sono Julius e Najbet, che provano a riappacificarsi con le creature.

Najbet intuisce che forse sarebbe meglio smettere di attaccarli, perché potrebbero essere creature autoctone delle grotte, così uno dopo l’altro smettete tutti di combattere. Julius suona il suo liuto, e le creature sembrano attratte dalla melodia, interrompendo il combattimento.

-Najbet comprende che queste creature sono di origine puramente naturale, non sono state mutate dalla meraviglia, e per cercare di fare amicizia, donate loro del cibo, facendole pian piano rilassare.
Da un angolo della caverna sbuca circospetta un altra creatura fungina, molto più grande e bipede, ma soprattutto in grado di comunicare verbalmente.

-Si instaura subito una conversazione, dove il grande Fungo li invita nella sua tana per poterli far riposare e mettendoli in guardia che il più grande pericolo non è il Druido, da lui chiamato “il cornuto” (nella sua innocenza), ma la sua creatura.

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