Emnotork – L’Avvento Del Vuoto – Sessione 8 – 05.05.2024

Chiacchiera del vicolo – Sessione 8

“Matrimonio Di Sangue”

Dai diari di Parsy Vorianek

Tradotti e pubblicati da Ozxys Thynemenos 

Gli “Anche Oggi Ci Pagano Domani”

Antonino R. è Kion Frost, Istruttore delle guardie di Synistas

Stefano Z. è Snow, il Viandante della Trama

Valerio B. è Hasher Ral, mago dell’aria “Cuore di Drago”

Igor F. è Kalador, il Redentore 

Andrea è Brifyr, l’Artefice della Vita Meccanica

“Un matrimonio coi fiocchi”, 5 di Cothia, anno 1418

Le urla che riuscii ad udire tramite il mio povero Sbuffo d’Aria mi fecero accapponare la pelle e sussultare sulla poltrona, sicché rischiai di perdere il contatto con l’elementale e non riuscire più a vedere od udire ciò che i miei protetti stavano vivendo. Qualcosa di oscuro ed impronunciabile sembrava esser accaduto al matrimonio, e li osservai correre verso la piazza mentre una folla di creature scappava nella direzione opposta, in preda al panico ed all’ansia. Una sola creatura sembrava esser al di fuori di quel trambusto, un giovane mezz’elfo seguito da un cane robotico che a quanto pare aveva assistito a tutta la scena e più che esserne terrorizzato ne era rimasto sconvolto; la sposa, quasi al terminare della cerimonia, aveva estratto un pugnale dalla giarrettiera ed aveva pugnalato in pieno stomaco il futuro sposo, lasciandolo sanguinante all’altare, poi dirigendosi verso il tempio di Vorrath a pochi passi da lì. I miei protetti si lanciarono, in compagnia del nuovo arrivato Brifyr e del fedele Brandon, sul patio che fungeva da altare in piena piazza, prestando i dovuti soccorsi all’uomo morente ed impedendo così alla sua anima di incontrare il creatore ben prima del suo tempo, ma… diciamo che le informazioni ch’egli sembrava avere erano poche, stantie ed inutili, oltre ad aver dimostrato un carattere oserei definirlo disdicevole, nonché fastidioso… Senza perder altro tempo, e con un piccolo battibecco tra gli altri e Snow, accorsero dentro il tempio, e videro lo scempio che la mezz’elfa della notte aveva compiuto: corpi su corpi di sacerdoti, suore e credenti colmavano il pavimento inermi, in pozze di sangue sì grandi da rendere indubbia la loro morte, insieme ad alcuni tanto sfigurati e colpiti dal Vuoto intenti a tramutarsi in creature indicibili. Riuscivo quasi a sentire il dolore dei miei cari ragazzi, mentre privavano quelle creature della vita non per cattiveria, non per il male, bensì per salvarle prima che la loro umanità venisse del tutto consumata da questo male incurabile che è il Vuoto… sopra l’altare del tempio, a sostituire la statua di Vorrath che sembrava un tempo dominare le navate, vi era un singolo orbo emanante una luce oscura, un bagliore malvagio e sinistro che sembrava assorbire tutto al suo interno come fosse un buco nero. Oh, solo i miei amati alunni al Palazzo dell’Aria mi sentirono gridare, quasi piangere, quando vidi Hasher avvicinarsi al globo, ed esso entrare nel suo petto e prendere a consumarlo pezzo per pezzo… temevo sarebbe divenuto una creatura mostruosa, di temibili facezie, eppure in quel primo momento non accadde nulla, chissà se e quando si attiverà… Ahimè, i miei lunghi studi da Arcimago mi hanno portato a comprendere che un tale male non può essere rimosso, non ti lascerà mai libero, ed un giorno reclamerà ciò che vuole, siamo noi volenti o nolenti. Proseguirono seguendo la scia di sangue fino al cimitero retrostante il tempio, le cui bare erano state scoperchiate, tumuli scavati, e mausolei e cripte spalancate; sapevano ormai che si sarebbero ritrovati incontro ad una necromante, ma sapevo che nulla li avrebbe fermati… neanche la mastodontica creatura cornuta e scheletrica che sbarrò loro la strada, brandendo la sua ascia bipenne e cercando di sferrare un colpo dopo l’altro in compagnia dei suoi ghoul e scheletri. Kion parò e sferrò un colpo dietro l’altro, le fiamme sacre di Kalador avvolsero i loro corpi e li consumarono, i morsi di Brandon dilaniarono le carni di quelle creature sotto i comandi del suo adorato padrone Brifyr, intento a sparare incantesimi al fianco di Snow, e le scosse di Hasher rischiavano di aprire il suolo sotto i non-morti e risucchiarli da dove erano venuti. Fu uno scontro acceso, all’ultimo sangue e senza esitazione di colpi, che terminò con la vittoria dei miei protégée, ma non era ancora arrivato il tempo per festeggiare. Infatti, la loro ritrovata nemica, la figlia di Lorarieth, sembrava essersi rifugiata all’interno di una delle cripte del cimitero (la cripta del padre Barhiro Wolzin), ed avere chissà quale piano nefando in mente; la seguirono in modo rapido ma cauto, notando la mole pressoché infinita di non-morti presenti dentro la cripta ed intenti a pregare Vorrath solo sa cosa… non ci volle molto affinché la raggiunsero, la videro sittata su un trono d’ossa del padre stesso compiaciuta delle sue gesta. Ne seguì uno scambio piuttosto acceso, nel quale ella non fece che insultare i miei protetti e le loro doti, affermando che tutto era stato pianificato a dovere affinché loro si trovassero in quel posto ed esattamente in quel momento storico, quasi come se lei… no, ciò che penso è impossibile. La povera madre Lorarieth cercò con tutte le sue forze di perdonare la figlia, di mostrarle che vi era ancora una via buona, e giusta… tentò di avvicinarsi a lei, ma Kalador comprese subito quali erano le intenzioni della mezz’elfa senza nome, e colpì Lorarieth alle spalle. Ma il bene sa sempre quando esitare, sia quando serve, sia quando non dovrebbe… il colpo non fu mortale, e fece erompere una risata dalle sadiche labbra della figlia, che si avvicinò per finire il lavoro, ed uccidere la madre con il pugnale trasudante magia. Sapevo che i miei protetti non sarebbero riusciti a restare inermi davanti ad un tale gesto, e li vidi attaccare la Maligna con tutto ciò che avevano, prima di cadere uno dopo l’altro.

“Un brusco risveglio”, 13 di Cothia, 1418

Questi giorni d’attesa mi hanno mozzato il fiato, mio diario, ma finalmente posso scrivere con somma gioia che i miei protetti hanno tutti riaperto i loro occhi, riuscendo finalmente a scampare alla morte ed al dolore provocato da quel mostro più di una settimana fa. Quella meschina donna si è rivelata misericordiosa, o forse stolta, e non ha lanciato il colpo finale contro Hasher, Snow, Kalador, Kion e Brifyr… ha rubato loro il carro, li ha privati del loro orgoglio, ma ha permesso loro per qualche strano motivo di vivere. Che il suo piano sia più subdolo di così..? Nonostante questo, li vidi finalmente rialzarsi e rimettersi in sesto, pronti a ripartire e far scorte alla volta di Synistas. Non prima di aver fatto tuttavia amicizia con uno strano figuro… un mezzo gigante di nome Joe Mama, unico mercante di Sobborgo Ibis che sembrasse non parteggiare per i Wolzin ed il loro modo di “gestire” i sobborghi. Insieme a lui, ed al suo gigantesco carro trainato da buoi, li ho visti riprendere il viaggio verso di me, e verso la loro nuova e vecchia casa, Synistas.

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