Chiacchera del Vicolo – Sessione 25
“Infiltrazione”
Storie di un bardo di ventura
I Raminghi del mare sotterraneo, formata da:
Veronica, nel ruolo di Nienna
Gianni, nel ruolo di Jeanfi Avalain
Andrea, nel ruolo di Aranir di Corvo Bianco
Matteo Maria, nel ruolo di Ratziel
Emanuele, nel ruolo di Rollo
Angelo Danilo, nel ruolo di Cafre Calabra
“Il cuore e la ragione discutevano. E il dubbio sedeva tra loro”
In seguito alla battaglia nell’infermeria, i raminghi si sono diretti alla stanza assegnatagli, ma Rollo e Nienna, con un’abile scusa, si sono lontanati per discutere di Ennan. Qualcosa in lui non va, è semplicemente… diverso.
Senza prove concrete, è difficile avere la forza di agire, specie quando la persona di cui sospetti e un fratello.
Dopo un ultimo incontro con Unghiarotta, vien il tempo di discuter del piano: raggiungere i laboratori, scoprire come oltrepassare la barriera magica a protezione dell’ingresso e rendere il posto inutilizzabile.
Delle parole di incoraggiamento sono l’ultima cosa detta, perchè il tempo di attaccare è giunto.
Attraverso le gallerie, le fate di Nienna iniziano a provare inquietudine, mentre Cafre è costretto a fermarsi, il suo corpo pesante, stanco. Sul suo petto uno strano segno, come radici attorno al suo cuore, appare, ma la via è una sola, non ci si può fermare qui.
Giunti vicini al laboratorio, non resta altro che infiltrarsi nella grotta e scovare un modo per aver accesso. Con abilità e rapidità, riescono a catturare un lavoratore, un tale Ivor, dedito a bighellonare e strappargli di bocca tutto ciò che sa: una codice è necessario per otrepassare la barriera, ma non tutti lo conoscono. Sembra aver visto anche figure particolari all’interno, un funzionario, o qualcosa del genere, ma non sa davvero abbastanza. Decidendo, dopo alcune difficoltà, di liberarlo, proseguono con la loro marcia, ma un Duegar pare notarlo, così come fa Cafre. Faccia a faccia, con estremo ardore, Cafre riesce a convincere il Duegar che non ci sia nulla di strano nella sua presenza e quella di Ratziel.
Oltre un fiume di lava, in uno strano giardino sotterraneo, Rollo, travestito da cultista del vuoto, riesce a ingannare ogni presente e tendere una trappola, allacciando le stringhe delle scarpe dei presenti tra loro.
Un assalto fulmineo segue subito dopo, portando gli eroi ad ottenere un biglietto con tre rune naniche, una sequenza.
Giunti alla barriera, prima di immettere il codice, attirano un tizio impegnato a pisciare da loro e lo fanno fuori, liberandosi di lui, così come degli altri cadaveri, nel magma.
Superando il ponte hanno finalmente accesso alla struttura, dove notano dei Duegar pisolanti e due elfi, una con i capelli rosa e un altro nascosto in abiti larghi, appariscenti e decorati d’oro, dalla voce indecifrabile.
Il tentativo di infiltrarsi silenziosamente viene interrotto da Ennan, che inizia ad avanzare con calma all’interno. I tentativi di fermarlo vengono accolti con una fuga disperata via l’invisibilità dell’elfo. Con un rapido gesto di Ratziel riescono a vanificare la magia grazie ad un sacco di farina, ma come se ciò non bastasse, una volta placcato Ennan, questo inizia a gridare, rivelando di “essere tornato e aver avuto successo” di “eliminare queste persone”, la stesse persone che lo hanno aiutato, che lo hanno accolto.
Mentre la figura in oro svanisce attraverso un portale, la battaglia inizia. Una battaglia di proporzioni enormi.
“Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova, dubita che la verità sia mentitrice, ma non dubitare mai del mio amore. “