“Tradito dalla passione”
La nuova compagnia:
Stefano A. è Astral
Alain C. è Gotrek Fortebraccio
Raffaele F. è Throk Torvilt Spezzalance
Monica è Morrigan Luden
Stefano B. è Fal Tyrnar
Elia C. è Sitaeel
La nebbia che saliva tutto attorno al villaggio, come aveva imparato a scoprire nel suo precedente soggiorno, poteva essere, agli occhi degli stranieri che capitavano in questo villaggio sperduto, un aspetto pauroso, tetro, quasi nefasto. Ma non per lui.
Per lui, per il villaggio, questa invece era protezione. Protezione da cosa? Da chi? Non gli interessava, gli bastava sapere che anche i suoi “guardiani”, che si tenevano a distanza di sicurezza di solito attorno a dei centri abitati, qui erano ancora più lontani, come se una forza invisibile non gli permettesse di avvicinarsi ulteriormente.
Eppure, anche senza di loro, non aveva alcun timore: il villaggio era povero, abitato da grandi lavoratori, gente chiusa nelle loro idee e tradizioni. L’unica persona degna di nota era il Magister: lui sì che gli incuteva soggezione, ma il suo intuito gli aveva fin dall’inizio detto che non gli avrebbe mai fatto del male.
Poi erano arrivati loro, in quella locanda insulsa, quando lui era già lontano da Glimmerwood con il plico che gli era stato chiesto di prendere, e gli avevano rovinato il lavoro. Aveva promesso vendetta e, tornando sui suoi passi, prima di tornare a Synistas, aveva deciso di concedersi qualche giorno di meritato riposo con l’unica persona che in quel fottuto paese potesse portare un raggio di luce: Eugenia.
Con somma sorpresa, i fottuti stronzi lo avevano però seguito, quindi ormai poteva muoversi solo con le tenebre e la protezione della nebbia. Santa nebbia…
“Eugenia mi ha aspettato sveglia, sarà una bella ed intensa notte…”
[…]
“Brutti porci! Hanno intuito qualcosa. Dai Eugenia, respingili, fallo per noi…
Falli andare via! Chissà cosa potrebbero fare quei buzzurri che non sanno godersi la vita, se solo mi trovassero…
Merda, sono entrati…”
I pensieri di Leonardo da questo momento sono censurati per non rivelarli a eventuali lettori troppo sensibili a scene cruente o a improperi che toccano le divinità.
Una risposta
Noi buzzurri?
Ma insomma, se si fosse dimostrato subito collaborativo se ne sarebbe tornato a casa con le proprie gambe invece che zompettando su un piede solo.
Si vede che poverino non è buon giudice d’uomini nani o mezz’orchi