Emnotork – “Lame nella notte” – Sessione n°3 – 05/01/2024

“La fine di Kalima”

Fiaba per bambini raccontata attorno al fuoco da nonna Selina “Zucca rigata” ai suoi nipoti in un villaggio nella zona di Synistas 

La nuova compagnia:

Enrico D. è Ravnar Ulmira

Stefano F. è Khemed (Edrahil) Rein

Davide G. è Baltoris Nightbreeze

Stefano A. è Skie

Alain C. è Gotrek Fortebraccio

Sedete pure bambini, la minestra non è ancora pronta. Vi racconterò della fine di Kalima il Sultano, malvagio brigante che aveva derubato chiunque in passato.

“C’era una volta un cattivissimo predone che si faceva chiamare Kalima il Sultano. Giunto nei pressi di Synistas, occupò una spiaggia con una grotta e vi fece la base per le sue malefiche scorribande.

Ogni carovana, ogni mercante e tutte le fattorie nei dintorni iniziarono a temere lui e la sua banda, che di giorno in giorno si accresceva sempre di più con nuovi banditi, attirati dalla facilità con cui Kalima si arricchiva e terrorizzava la regione.

Un giorno un gruppo di avventurieri incontrò il famoso bardo Filiberto Grancassa, a cui Kalima aveva rubato tempo prima il suo magnifico mandolino rosso. Filiberto chiese, in cambio di un compenso e della gloria imperitura, di riportargli lo strumento musicale e ovviamente loro accettarono. 

Dopo aver ricevuto le informazioni necessarie per trovare il covo del bandito, Baltoris, Skie, Khemed, Gotrek e Ravnar (ecco i loro nomi) senza alcun timore si recarono verso quella che era la loro missione, raggiungendo in men che non si dica la spiaggia che celava Kalima e i suoi.

Il malvagio predone era appena tornato da una scorribanda lontano dal covo e aveva lasciato liberi i suoi scagnozzi di gozzovigliare, mettendone solo pochi a guardia dell’ingresso della grotta. Proprio per questo i nostri eroi riuscirono a sorprenderli, avendo la meglio in un baleno dei tre briganti trovati sulla spiaggia.

Grande fu lo stupore in quei momenti per i compagni nel vedere Khemed trasformarsi sotto i loro occhi in un possente leone, che anche solo con il ruggito fece impallidire gli avversari, prima ancora di fare loro provare i suoi denti affilati.

Per sfruttare il momento, una volta che Baltoris, infiltratosi nello stretto tunnel di ingresso della grotta, aveva scoperto la presenza all’interno della grotta di una porta di legno e metallo socchiusa semiaperta, il gruppo decise di procedere velocemente, entrando nel covo vero e proprio. Appena entrati in quello che sembrava una sorta di magazzino, videro in una successiva stanza degli altri briganti e decisero di attaccarli. Da qui, in pochi minuti, si scatenò un vero inferno, con banditi che, attirati dai rumori della battaglia, fuoriuscivano da porte laterali, per cadere sotto i colpi di Gotrek e di Baltoris, mentre le fauci di Khemed azzannavano chiunque gli si parlava di fronte, gli incantesimi di Skie e la fede di Ravnar davano il loro massimo supporto ai compagni.

Improvvisamente però due pericoli calarono sugli eroi: l’arrivo di Kalima, furioso alla vista dei numerosi cadaveri dei suoi compagni e di un giovane mago, su cui, nonostante il dolore provocato da un potente incantesimo, si lanciò Ravnar.

Nel caos seguente, mentre Khemed, terminato l’effetto della sua prima trasformazione, decise di diventare un lupo, Baltoris dovette andare in soccorso di Ravnar, addormentato dal mago.

Ma l’esistenza della banda di Kalima era ormai agli sgoccioli: infatti il perfido predone, maledicendo chi aveva distrutto la sua banda, venne eliminato, insieme al mago e agli ultimi seguaci.

Così trovò la fine Kalima il Sultano, che aveva raccolto con le sue malefatte un cospicuo tesoro in monete e oggetti d’arte, trovati dai nostri eroi insieme al famoso mandolino rosso di Filiberto Grancassa e a misteriose boccette piene dello stesso liquido di cui tante altre volte, bambini, avete sentito parlare.”

Ma ora la minestra è pronta, a tavola!

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