“Destini incrociati”
Ballata udibile nei sobborghi di Synistas, musicata da Filiberto Grancassa “il Bardo dall’ugola d’oro” sui testi di Regina la Dotta
La nuova compagnia:
Enrico D. è Ravnar Ulmira
Stefano F. è Khemed (Edrahil) Rein
Davide G. è Baltoris Nightbreeze
Stefano A. è Skie
Alain C. è Gotrek Fortebraccio
Nulla e nessuno si ergevan di fronte
a Ravnar e Gotrek che scendevan dal monte
mentre il cielo per nulla stellato
si preparava ad un temporale dannato.
I nostri eroi notaron poco lontano
un crocevia che poteva dar loro una mano:
vi si trovava infatti il “Grillo brillo”
un dormitorio con un padrone arzillo.
Bartolomeo era il suo nome
e accolse i nostri da vero anfitrione
“Fermatevi pure, graditi messeri
e togliete una moneta dai vostri averi,
qui al “Grillo brillo” passerete la notte
ma ricordate: non tolleriamo bisbocce.”
Poco più tardi nello stanzone
si unirono anche altre persone:
Khemed, Baltoris e anche Skie
perchè non si lascia fuori nessuno mai.
Tra giocate a dadi e qualche bevuta
la sera alla fine venne vissuta,
conoscendo anche gli altri avventori
che si presentarono tra mille stupori.
Ma alla fine mentre la tempesta fuori infuriava
il sonno colpì tutti come una clava.
Durante la notte i nostri furon svegliati
da delle urla che li resero preoccupati
si fiondarono fuori dal “Grillo brillo”
e nel cortile trovarono un assillo:
dei malefici briganti stavan tentando
di derubare un pover’uomo menando.
Il malcapitato era a terra piangente
con vicino qualcuno con un accidente.
I luridi assassini volevan la borsa
ma avevan già fatto finire la corsa
a una persona che non meritava
una tal fine lontano da casa.
I nostri eroi vedendo questo
menaron le mani senza ulteriore pretesto:
con l’ascia di Gotrek, il Fortebraccio,
la fede di Ravnar nonostante il tempaccio,
la destrezza di Baltoris e l’’arguzia di Skie,
con poi anche Khemed dei briganti temer non dovrai.
In pochi istanti il gruppo unito
ebbe la meglio sul nemico ormai perito
salvando così il vecchio Jaffar
da chi il suo denaro voleva arraffar.
Ma la cosa più strana la videro poi
trovando tra i corpi ciò che immaginare puoi:
un’empia ampolla di una sostanza
che aveva portato belligeranza
nei taglialegna che da quella mattina
l’avevan bevuta con adrenalina.
La meraviglia i nostri avevan trovato
e non potevan aver immaginato
che da quel momento il loro futuro
sarebbe stato un po’ più insicuro.