La Chiacchiera del Vicolo,
Lande delle Nebbie,
Regno di Salenero,
Borgo di Callistus
Estratto da – Cronache degli Eroi di Callistus – L’Alba Nera,
Scritto da:

Bardo itinerante, cacciatore di storie e
narratore di vite.
…a casa Osbourne la situazione era tesa. Nel soggiorno, gli Eroi di Callistus sedevano vicino al focolare per trarre giovamento dal gentile tocco di un fuocherello scoppiettante accompagnato da una tazza calda di vin cotto fumante. Rea camminava avanti e indietro senza trovar pace interiore, Rekar era avvolto in una pesante coperta standosene seduto accanto al caminetto. Ray era seduto al fianco del dragonide mentre Jamie contemplava fuori la finestra con aria assorta. Un silenzio assordante rimbombava nella stanza, colmato da poche parole scambiate tra Rea e i compagni.
Ad un tratto, Ninfadora ritornò in soggiorno con le componenti che le occorrevano.
<<Eccomi. Adesso scopriamo dove si trova papà>>, disse la donna nel tentativo di rassicurare la figlia. Ninfadora poggiò le componenti su un tavolino, estrasse la bacchetta che agitò nell’aria mentre mormorava le parole di un incantesimo di localizzazione. Da come però la bacchetta cadde sul tavolo e, a giudicare dall’espressione contrariata della maga, era evidente che questo primo tentativo non desse il risultato sperato. Così, Ninfadora accese un incenso, estrasse un piattino sacrificale su cui versò un po’ del proprio sangue dopo essersi tagliata con un piccolo coltello argentato. Tracciando alcuni segni con un dito, la donna iniziò ad intonare una litania prima di cadere in uno stato di trance. Rea ed i compagni rimasero in religioso silenzio in attesa che la donna terminasse la sua Divinazione.
<<…lo vedo legato ad una pietra in un antro oscuro. Quando la luna splenderà, il suo sangue scorrerà assieme a quello di altre anime innocenti, nutrendo la terra da cui uscirà radice oscura. Vedo una mano avvilupparsi attorno al destino di papà…una mano cinta intorno a spighe di grano…>>, disse Ninfadora in trance con volto perlato di sudore ed occhi ridotti a due sottili fessure bianche.
Dopo che la donna si fosse ripresa da quello che si rivelò essere un incantesimo complesso e faticoso, Rea parlò con lei in privato e così, sua madre decise di portarla in cameretta sua in modo da rivelarle alcune verità sul suo conto. La giovane maga ascoltò con attenzione quanto detto, scoprendo una incredibile verità sul suo passato.
<<Madre>>, le disse, <<A tua memoria io ho mai avuto visioni in passato?>> e nel confessarle ciò, Rea raccontò a Ninfadora della visione avuta sull’incerto destino del Regno.
<<No, tesoro mio. Non hai avuto visioni ma…quando avevi dieci anni è successo qualcosa che ti ha coinvolto e di cui tu non hai memoria…>>. Le rivelazioni di Ninfadora furono piuttosto toccanti per Rea, la quale scoprì che fu proprio a dieci anni che il suo potere nascosto si risvegliò per la prima volta. In quell’occasione generò una distorsione spazio temporale che richiese l’intervento di <<forze esterne superiori>> per porvi rimedio. A seguito di quell’evento, Rea era rimasta in coma per due settimane e fu proprio quel suo potere ad aver convinto gli Arcimaghi di Numasor nell’accettarla come Apprendista presso la Torre di Cronomanzia. Era chiaro che, se Rea avesse voluto trovare risposta al mistero sul suo potere celato, avrebbe dovuto ampliare le sue ricerche non solo in ambito arcano, ma anche in campo mistico e divino. Non v’era certezza alcuna, infatti, che il suo potere avesse origini di tipologia arcana.
<<Durante il periodo di coma, eri solita parlare e muovere le mani in maniera non controllata. Fu in quell’occasione che decidemmo di mettere tra le tue mani un foglio di carta ed una matita. Ecco cos’hai disegnato…>>, le disse Ninfadora mettendo tra le mani di Rea un foglio di carta ingiallito dagli anni. Il disegno contenuto al suo interno mostrava strutture, edifici a torre e palazzi talmente alti da toccare il cielo. <<Secondo gli Arcimaghi di Numasor, potresti aver avuto una visione e ciò che hai disegnato corrisponderebbe a ciò che hai visto. L’ipotesi è che tu abbia disegnato il futuro. Un futuro remoto e lontano…>>.
Poco dopo bussò la porta e quando Ninfadora aprì, si ritrovò Erkin dall’altra parte.
Lo gnomo era rimasto fino a prima alla Taverna del Ritrovo in compagnia di suo padre. Mastro Forgiapiombo aveva palesemente esternato i suoi sospetti sul fatto che ad aver causato la distruzione della Fucina con l’ausilio degli Spiriti Elementali, fosse stata la Mano del Grano e non l’Alba Nera. Quando Erkin condivise queste informazioni con il resto dei compagni, una volta riunitosi con loro presso Casa Osbourne, anche Rea rivelò la sua teoria a riguardo, convinta che la Mano del Grano e l’Alba Nera avessero collaborato in qualche modo. Il tempo per scoprirlo purtroppo, non era favorevole e la priorità era un’altra: salvare il padre di Rea, assieme ad altre persone scomparse, probabilmente catturate dalla Mano del Grano. Stando a quanto riferito dal padre di Erkin, infatti, anche alcuni gnomi sarebbero scomparsi a seguito dell’incidente in fucina. Inoltre il tempo era poco; a mezzanotte la Luna Piena avrebbe raggiunto il suo culmine. I nostri eroi avevano meno di dodici ore per ritrovare quelle persone e salvarle da quello che sarebbe stato un sacrificio di natura rituale. Ma rituale per cosa? Per trovar risposta, gli Eroi di Callistus decisero di recarsi dall’unica persona in città che abbia avuto contatti diretti con la Mano del Grano: Gillian Sweetfoot, chierico e sacerdote di Okna che nelle ultime due settimane aveva ospitato alcuni pellegrini druidi appartenenti proprio a questa organizzazione. I nostri eroi, ben poco sapevano riguardo la Mano del Grano, se non che fossero degli estremisti fanatici devoti a ideali basati sulla salvaguardia dei territori selvaggi e naturali, con forti antipatie nei confronti di arcanisti e tecnomanti. Ma perché?
I nostri eroi raggiunsero la Chiesa di Okna e parlarono con Gillian. Il chierico, un halfling tozzo dall’animo gentile e i modi temperati, rimase molto colpito del fatto che la Mano del Grano fosse responsabile della tragedia che ha colpito la fucina degli artefici. Purtroppo però, seppur volenteroso nell’aiutare la Compagnia di Callistus, il buon Gillian non seppe dire dove si trovassero i druidi della Mano del Grano in quel momento.
<<Sono soliti andare nella Foresta Ululante. So che c’è un santuario druidico da qualche parte nel cuor della foresta ma non saprei dirvi con esattezza dove si trovi.>>.
I nostri eroi, invece, conoscevano piuttosto bene la Foresta Ululante. Tuttavia, nessuno di loro era memore dell’esistenza di un santuario druidico. Cercarlo avrebbe implicato ore, forse giorni di esplorazione; tempo che i nostri eroi non avevano.
Mentre uscivano dalla chiesa di Okna, i nostri eroi incontrarono tre persone colte da un malessere. Uno di loro in particolare sembrava soffrire dolori intensi. Spinti dal buon animo, i nostri eroi si avvicinarono per assisterli ma si resero conto sin da subito che ci fosse qualcosa che non andasse. I corpi dei tre avventori iniziarono a lacerarsi mentre un groviglio di radici uscì dalle loro carni avvolgendoli e trasformandoli in tre Abomini Arborei. Le creature assalirono subito gli Eroi di Callistus. Fortunatamente i nostri eroi erano armati, avevano recuperato parte delle forze spese durante lo scontro con gli Elementali e così, riuscirono a distruggere le tre creature senza troppi problemi. Tuttavia, mentre Jamie infilzava l’ultimo avversario, si resero conto di qualcosa che non avevano previsto. Sotto quel groviglio di rampicanti mostruosi c’era il corpo delle povere persone afflitte da chissà quale male oscuro…persone oramai uccise dagli incantesimi e gli attacchi dei nostri eroi, inconsapevoli che sotto quel groviglio mostruoso si celassero persone ancora in vita…
(Continua)…
La Compagnia degli Eroi di Callistus:
METAGAME
- La sessione riprende con gli Eroi di Callistus riuniti a casa Osbourne. L’atmosfera è tesa, con Rea che cammina nervosamente e Rekar che si scalda vicino al camino. Dopo alcuni scambi di battute, Ninfadora inizia un rituale per localizzare suo marito.
- Il primo tentativo fallisce, quindi Ninfadora ricorre a una Divinazione più avanzata. Durante la trance, descrive una visione: il padre di Rea e altri prigionieri sono legati in un antro oscuro. Un sacrificio avverrà quando la luna sarà alta, alimentando una forza oscura legata alla Mano del Grano.
- Terminato il rituale, Rea parla in privato con sua madre. Ninfadora le rivela che da bambina ha manifestato poteri incontrollabili, causando una distorsione spazio-temporale. Gli Arcimaghi di Numasor la accolsero nella Torre di Cronomanzia proprio a causa di quell’evento. Le mostra un vecchio disegno fatto da Rea durante un coma di due settimane: raffigura una città con edifici altissimi, forse una visione del futuro.
- Poco dopo, Erkin bussa alla porta. Porta notizie dal padre: è convinto che la distruzione della fucina sia opera della Mano del Grano, non dell’Alba Nera. Rea ipotizza che le due fazioni possano aver collaborato, ma il gruppo non ha tempo per approfondire.
- Con meno di dodici ore prima del sacrificio, gli Eroi decidono di indagare su Gillian Sweetfoot, un chierico che ha ospitato alcuni membri della Mano del Grano. Raggiungono la chiesa di Okna e parlano con lui. Il chierico si dice sorpreso dal coinvolgimento dei druidi nell’attacco, ma conferma che erano soliti recarsi nella Foresta Ululante, dove si troverebbe un santuario segreto.
- Il gruppo esce dalla chiesa e incontra tre individui in preda a un malessere. Mentre si avvicinano per aiutarli, i corpi dei tre si contorcono, ricoperti da radici e rampicanti, trasformandosi in Abomini Arborei. Lo scontro è inevitabile.
- Dopo un combattimento rapido ma intenso, gli Eroi sconfiggono le creature. Tuttavia, mentre Jamie finisce l’ultimo mostro, si accorgono che sotto i rampicanti si trovano i corpi di persone ancora in vita. Il gruppo realizza di aver ucciso inconsapevolmente degli innocenti, vittime di una qualche corruzione oscura.






Una risposta
Ho tempo solo fino a stanotte …papà non ci provare minimante a morire…Non posso sopportarlo .
Jaimie , ragazzi perché non avete provato a stordirli quegli alberi umani …era gente di qui , di Callistus . Non sappiamo se l’intervento di un Chierico potesse guarirli . Perché ci ritroviamo sempre ad uccidere …Non ne posso più di sta serie di uccisioni infinita . Quanta gente dovremmo ammazzare ancora per conto della Regina ?
Lo so che quando veniamo attaccati si entra in modalità sopravvivenza …ma non tutti sono i cattivi ….quelle persone erano vittime indirette .
E che gli diciamo allo sceriffo ora ?!!
Ci avete pensato razza di idioti !!!!
Avete una cazzo di statua , siamo gli eroi di Callistus …gli eroi non uccidono gente innocente .
Vorrei almeno vedere del rimorso sulle vostre facce .