La Chiacchiera del vicolo,
Emnotork,
Città di Velen,
MEKONOR, 24°giorno, A.D. 1415
Testimonianza di:

Carissimi affezionati,
questa volta vi dovrò deludere un po’. Non posso parlare. Sul serio, non fatemi troppe domande perché davvero, non posso parlare. Posso soltanto dirvi questo: ieri notte ne abbiamo viste delle belle. Diciamo che questa storia la divideremo in due episodi, perché adesso non ho il tempo di raccontarvela tutta ma vi prometto che la prossima volta non vi risparmierò dovizia di particolari.
Posso intanto dirvi questo, che ho imparato tre importanti lezioni di vita:
La Prima: i bordelli sono postacci, soprattutto se parliamo di quelli a basso costo. Un lerciume tale non l’ho visto nemmeno quella volta in cui ho avuto una dissenteria e sono dovuto andare in uno di quei bagni pubblici a Seta di Sabbia! Date retta a Ermellino, trovatevi una brava ragazza, sposatela e spassatevela con lei! Oppure se proprio dovete cercare gentili compagnie…meglio recarvi alla Casa del Piacere. Sarà più costosa ma almeno non rischi di prenderti le piattole, o peggio. (“Sodek, è inutile che mi guardi male, io te l’avevo detto! Adesso non ti lamentare se ti stai grattando in continuazione! Mettici quella pomata che ti ho comprato!”)
La Seconda: organizzare un Piano per tutti prima di agire, è meglio che seguirne tre contemporaneamente. Si rischia troppo. Soprattutto quando non sei tu a dettare le regole.
La Terza: non giudicare mai dalle apparenze. Mai. E non parlo soltanto delle persone. No, no, mi riferisco proprio a tutto. D’altro canto, come è vero che non tutti i topi sono ratti di fogna, è anche vero che la pulce salta su entrambi. Sì, sì, mi son capito io, va bene così non fateci caso.
Comunque, una povera ragazza ci ha messo le penne, noi siamo alla ricerca della mamma che ha abbandonato un povero orfano, a quanto pare la ragazza morta non è la mamma che cercavamo e per di più, adesso è spuntato fuori un nome che per poco non ha fatto pigliare un embolo a Reagan. Ecco, diciamo che la situazione si sta un po’ complicando.
Adesso è meglio che vada, no, non fatemi altre domande perché per oggi non vi dirò altro.
A presto amici!

Un nano delle colline devoto al Dio del Tempo.


Eroe e Primo Guerriero della Tribù del Popolo delle Sabbie.

Nobile Vendicatore della Folgore.

Agente segreto al servizio delle Congregazioni del Deserto e delle Autorità Legali di Velen.
Co-Protagonisti (PNG):

Nano delle Colline e Viandante dell’Orizzonte.
- Velen, Quartiere Portuale. I protagonisti hanno ritrovato alcuni indizi sul luogo in cui qualcuno, presumibilmente una donna, ha abbandonato un neonato di razza Tiefling. I sospetti ricadono su una certa “Anastasia”, una prostituta che lavora alla Casa di Beatrice.
- Il gruppo si reca presso il bordello in questione, incontrando sin da subito le prime difficoltà, tra Nadar che non vuole separarsi dalle sue armi (è vietato entrare nel bordello armati) e Reagan che, nel frattempo, non solo non riesce a trovare un accordo con la proprietaria del Bordello sul pagamento di alcune informazioni su Anastasia, ma alla fine riesce persino a farla adirare, ritrovandosi ad essere accompagnato fuori da quel luogo, in compagnia di Nadar, Ermellino e Killit che già si trovavano all’esterno.
- Talal nel frattempo decide di giocarsi una carta differente, accettando la compagnia di una delle prostitute (con cui passerà due ore molto piacevoli) e da cui riuscirà ad ottenere qualche informazione su Anastasia.
- Dopo un paio di ore, Talal esce dal bordello riunendosi ai suoi compagni per rivelare loro cos’ha scoperto, ovvero: indirizzo di casa di Anastasia ed in più, la ragazza erano tre giorni che non si vedeva al locale. Oltre a ciò, si scoprirà che Anastasia, a quanto pare, non era incinta. Ciò farà nascere il dubbio che forse la donna non era la madre del neonato Tiefling.
- Il gruppo raggiunge il quartiere popolare, fino ad arrivare presso l’abitazione di Anastasia. Come già preannunciato dalla prostituta con cui aveva parlato Talal, la porta è chiusa e se i PG bussano, nessuno viene ad aprire. Dopo aver scassinato la serratura, il gruppo entra in casa iniziando a ispezionare l’appartamento.
- Dopo un po’ di ispezione in giro, Killit sarà il primo a scoprire il cadavere della povera Anastasia, appesa per il collo ad un cappio legato ad una trave.
- Il gruppo inizia ad esaminare il cadavere dopo averlo sciolto dalla corda e sdraiato a terra. Killit, dopo una visita, stabilisce che la ragazza è morta per asfissia giacché il collo non si era rotto al momento dell’impiccagione. Non ha subito segni di violenza e non sono presenti segni tipici di un parto nei suoi organi genitali, convalidando così il fatto che Anastasia non era la madre del Tiefling. Secondo l’analisi forense, la ragazza è morta da circa un giorno e mezzo/due giorni. I tempio coincidono con la sera dell’abbandono del neonato.
- Mentre Killit esamina il corpo, Nadar e Talal scoprono altri due indizi interessanti nell’appartamento: un foglio con scritto sopra il numero “74” ed un piccolo fazzoletto di seta bianca con due iniziali: E.M.
- Killit decide di lanciare un incantesimo, chiedendo al Dio Aenerion di permettergli di Parlare con la salma di Anastasia. Così, il gruppo inizia a farle alcune domande, confermando alcuni dubbi ed aprendone altri. Anastasia si è suicidata. Quando le è stato chiesto il perché, lei ha risposto “Paura”. Chiedendo ulteriori spiegazioni sulle origini della sua paura, Anastasia ha risposto “74”. Quando le è stato chiesto di chi fosse il fazzoletto, lei ha risposto “Mio. Dono”.
- Come ultima domanda, il gruppo decide di chiedere alla salma di Anastasia a quale nome corrispondano le iniziali ricamate sul fazzoletto. Tutti, in particolare Reagan Malarosa, rimangono di sasso nell’udire il cadavere pronunciare il nome di quelle due iniziali: “Eliana Mortet”.