EMNOTORK – “LA MEMORIA DELL’ACQUA” – SESSIONE 74 – 22.10.2023

La Compagnia degli Incubi, formata da
Diego V. nel ruolo di Uthar Greenleaf, il Vendicatore di Vorrath
Marta A. nel ruolo di Valkyrie, la Giullare Nera e Guitto del Pierrot Cremisi
Nicola P. nel ruolo di Till Kruspe, il Cultista di Isith
Sebastiano S. nel ruolo di Malamè, il Servo della Biblioteca Vivente
Giovanni A. nel ruolo di Eadi Ohesi, il Sussurratore di Anime Morte

– Mentre confrontano lo strano capro nero, da un boschetto vicino emergono due figure nascoste. Uno di loro, con una bianca maschera dalle fattezze diaboliche, dice di essere un monaco errante vicino al culto della Fiamma Sacra, lo stesso di Uthar, mentre l’altro, Ohesi, afferma di avvertire una strana familiarità verso Malamè, apprendendo che anche lui non ha molte delle memorie del suo passato. Intanto però, l’antico spirto caprino ammantato di fango, che si fa chiamare “Abisso”, propone a Till un patto per dare loro l’assistenza dei suoi figli, in cambio di collaborazione nel suo reale compito di “risanare le ferite della montagna”. Till crede possa trattarsi degli strani buchi oscuri, in parte coperti da pilastri, trovati lungo il viaggio e che pensa siano collegati all’imminente minaccia del Vuoto. Glade, saputo di più sull’identità del capro, accetta di fare il patto, ma in cambio anziché l’aiuto dei figli di “Abisso” richiede la possibilità di liberare qualcuno che lui chiama “Fiaccola” e che ora è imprigionata. Lo spirito acconsente, preparandosi a riscuotere a tempo debito.

-In cerca dei pozzi legati forse alla scomparsa delle ragazze di Triberd, vedono che da uno di essi sia alza del fumo nero. Accorsi, tra le fiamme di alcune case, trovano decine di nani scheletrici che li assalgono, mentre i paesani fuggono urlando. Ingaggiano una dura battaglia, ma ben preparati a tali creature sorte dall’oltretomba, la lotta volge velocemente in loro favore senza troppe perdite. Ohesi tra il fumo nota che le tracce dei morti non provengono dal pozzo come sospettato, ma da una collinetta innevata poco distante. Ed è proprio da lì che discende un uomo trafelato, urlando che qualcosa si è preso sua figlia.

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