Chiacchiera del vicolo
GDR 19 – Sessione 41
“Garreth sceglie il nero”
20 di Mekonor 1415 Emnotork
Articolo di Alendir, lo spettro

Non posso biasimare Garreth, fossi ancora in vita avrei altri pensieri riguardo alla sua condotta, ma dal mio mondo fatto di specchi e spiriti posso soltanto raccomandare a tutti, specie a quelli che come noi elfi possono vivere sino a 2000 anni, di evitare giudizi, di rifuggire dai pensieri di condanna.
Garreth 4 corde ha scelto la via della necromanzia, quella di Kamill “La strega del lago” per arrivare a padroneggiare le 9 corde dell’anima.
Molte sono le rivelazioni scioccanti fatte da Kamill, quella che fra tutte, non farà perdere il sonno a Garreth riguarda i soggetti che dovrà legare alle corde per usare le 9 cantiche notturne. Kamill spiega che saranno i suoi amici e che potrebbe trovare il modo di legarvi qualcun altro, prendendo un accordo con le 9 corde, ma che non è cosa semplice.

“Gli artefatti dell’anima sono fatti per fare impazzire il loro possessore. Prima l’artefatto ti toglierà gli amici, poi ti dissiperà, ti farà dubitare di qualsiasi confine tra quello che per logica e buon senso si ritiene giusto e quello che è sbagliato e dulcis in fundo, sarai inebriato dal potere dell’artefatto, al punto tale da non renderti conto di quanto stai sacrificando.”
Più che la scelta di per sé, quel che mi sono promesso di analizzare sono le ragioni che stanno dietro ad una tale condotta.
La vanità gioca un ruolo preponderante, diventare il nuovo Dyhair Delroy, essere ricordato nel tempo, ma c’è anche dell’altro, c’è la speranza che si insinua nello spazio del fascino dell’ignoto. C’è la pretesa di essere diverso da qualsiasi persona che abbia ricoperto il ruolo di 9 Corde, la pretesa di utilizzare un potere negativo per portare ad Emnotork qualcosa di buono.
L’impresa sembra titanica, impossibile, ma ha il fascino del viaggio dell’eroe che si lancia nella folle sfida. Sono curioso di vedere come andrà a finire, per adesso, grazie agli artefici di Kamill e ad un poco di fortuna, Garreth è riuscito a tenere a bada le 9 corde.
Presa la decisione, Garreth torna tra gli amici confessando la sua scelta e implicitamente sembra decidere per ognuno di loro il da farsi, non si andrà a Numasor con il diplomatico Moasha, si passerà dai Corridoi della Morte, ripulendo dei non-morti quella che una volta era considerata la periferia dell’Impero dell’Ovest di Kalimath I.
Le reazioni sono differenti per ognuno dei compagni d’arme, ma uno fra tutti, nell’arco di una mezza giornata, rappresenta la vasta gamma dei sentimenti d’amicizia che possono passare tra due uomini.
Otto non ci sta, è deluso, sconcertato dalla scelta dell’amico, tanto da non riuscire a digerirla. Si rivolge al gruppo dando appuntamento a Numasor e sta già organizzando il viaggio con Moasha, quando la rabbia lascia la presa sul cuore e il respiro torna regolare. Bastano poche parole di Garreth per fare avvenire la trasformazione:
“Ho bisogno di te, ho fatto una scelta che comporta un grande sacrificio, ma sono sempre io e ti chiedo, vi chiedo, di supportarmi in questa scelta.”
Otto non ha ancora preso una vera e propria decisione in merito, non sa fino a che punto a parlare sia l’amico o le 9 Corde, ma cede, non riesce a figurarsi di vedere il suo gruppo morente di fronte a qualche non-morto lasciato lungo la strada da Xereo Prescott in persona.
Il cammino sotterraneo rivela diverse abilità che oggi Garreth padroneggia, alcuni non-morti non lo attaccano, anzi lo considerano un punto di riferimento, altri invece ancora non lo accettano e sono perfino più aggressivi.
Quando compare davanti al loro un occhio gigante non-morto fluttuante, capace di ridurre ai minimi termini Dezrel e di mettere in difficoltà tutto il gruppo, le 9 Corde dell’anima nulla possono per fermare la sua furia, ma il gruppo è pronto. Otto scocca le sue frecce, Gilestel fa ricorso la potere naturale, Lady Hurricane fa ricorso ad una meticolosa violenza che raramente manca di proteggere gli amici e di colpire gli avversari. Kaspar, Garreth e Dezrel non mollano mai e alla fine, il nemico viene distrutto e impossibilitato a ritornare.
Il buon Dezrel trova, così come gli aveva detto Kalimath I, una zona sacra profanata e la restituisce ad Okna che finalmente gli dona i suoi poteri.
La sacerdotessa Jelen, colei che vide suo figlio morire, aveva visto la necromanzia privarla della dignità che avrebbe dovuto avere, ma grazie al paladino di Okna, ha ritrovato il suo posto in Emnotork e la sua anima riposa finalmente serena. Quando Dezrel finisce la preghiera perfino Otto comincia ad interessarsi all’equilibrio della dea. Dezrel mette le mani anche su un tesoro di 5.000 pezzi sacri che dovrà spendere per riabilitare i templi di Okna lungo la via tra Valenium e Numasor.
Il viaggio sotterraneo li impegna per poco meno di una settimana e alla fine l’obbiettivo è a portata di mano. Numasor è sopra le loro teste, spuntano al quartiere Alabastro dove la realtà è peggio di qualsiasi descrizione che Gilestel gli avesse regalato a seguito del suo passaggio in forma di aquila sopra la città.
Il puzzo del sangue, la mestizia nell’aria, corpi dilaniati in ogni angolo delle strade e fulmini, sfere infuocate, tsunami d’acqua e vortici di oscurità si ripetono in ogni dove. La Cattedrale di Weinal, dove Nathaniel Prescott ha dato appuntamento a Garreth ai tempi delle prime investigazioni presso Sartach, è a 20 metri da loro. Sembrerebbe un breve spazio, ma la morte sfida il coraggio, talvolta la vita si gioca in un colpo solo, il resto è attesa. (Rounders)
Alla prossima puntata
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