Chiacchera del Vicolo – Sessione 30
“Sangue”
Storie di un bardo di ventura
I Raminghi del mare sotterraneo, formati da:
Veronica, nel ruolo di Nienna
Gianni, nel ruolo di Jeanfi Avalain
Andrea, nel ruolo di Aranir di Corvo Bianco
Matteo Maria, nel ruolo di Ratziel
Emanuele, nel ruolo di Rollo
Angelo Danilo, nel ruolo di Cafre Calabra
“Il sangue ci rende uomini, più che uomini, e non più uomini”
I Raminghi vagano per le strade di Kargrand, che trovano vuote, mentre la luna crescente illumina la loro via.
La locanda del Sangue Eterno si mostra infine, il guidando Ratziel alle sue porte tramite uno squisito profumo.
All’interno incontrano Margherita, la forte, alta locandiera dai capelli e barba color carota, che gli accoglie e, dopo un momento di contrattazione, garantisce vitto e alloggio ai viaggiatori.
Dopo cena, Cafre discute con Ennan su come risolvere la situazione con il braccio mancante, a cui l’elfo risponde che sarà la sua prima priorità, ma che gli serviranno gli strumenti adatti.
Ma dopo la discussione, la risolutezza deve aver preso Ennan, poichè ha raggiunto sua sorella per parlarle, prima di farlo con gli altri, rivelando che desidera allontanarsi dal gruppo per cercare una soluzione per il seme, pensando che il loro fato al momento abbia scelto direzioni diverse. Chiede a Nienna se desidera seguirlo, cosa vuole davvero fare, ora che è qui, quale sia l’obiettivo dei Raminghi, ora che sono al sicuro.
Nel mentre che Cafre e Ennan escono per fare un giro in città, il resto dei Raminghi inizia a riposare, almeno finchè degli uomini in armatura non bussano alla loro porta: epuratori, giunti chiedendo di seguirli.
I raminghi vengono portati al tavolo davanti ad un giovane androgino, dai capelli lunghi e il volto inespressivo.
Si presenta come Laurentius e inizia a fare domande, informandoli che il loro ingresso non ha seguito la procedura regolare.
Aranir, senza mostrare alcuna preoccupazione o espressione, rivela tutto ciò che il ragazzo vuole sapere, al punto tale che riesce a portare un cambiamento nel suo volto, come di sorpresa.
Laurentius, ora più calmo, prosegue con le domande, rivelando il fatto che non ci saranno problemi per i Raminghi, che si sono dimostrati degni di fiducia, ma che sarà necessario comunque controllare lo stato del loro sangue.
Attraverso un mai visto rituale, il sangue di Ratziel viene analizzato, rivelandolo pulito.
Poco prima che venga prelevato quello di Aranir, nella locanda entra un uomo di bell’aspetto, altro e dai capelli bioni, che si mostra in amicizia con Laurentius e afferma di aver ingaggiato lui i Raminghi, ma che c’è stato un errore negli archivi che ha portato alla confusione della serata.
Aranir afferma di non aver mai visto l’uomo, causando visibile preoccupazione neglio occhi del biondo, ma alla fine Laurentius viene convinto, ma che il sangue di Aranir sarà comunque analizzato, dal momento che era tutto pronto.
Macchie nere, striature metalliche; questo compare nel suo sangue, ma l’inespressivo ragazzo rivela che tutto ciò non lo rende un sanguesporco, un macchiato dall’energia dei Worth, bensì un portatore di corruzione demoniaca, riconducendola al loro passaggio attraverso le terre corrotte.
Posticipando le future discussioni al giorno successivo, Laurentius e i suoi epuratori lasciano la locanda, lasciando soli avventurieri e il biondo che aveva inventato una bugia su di loro, che rivela il suo nome: Aristide Belleli.
Fa parte della stessa organizzazione di Unghiarotta e spiega che stava cercando di aiutarli.
Spiega come a Kargrand ci sia un rigore imposto estremamente severo, cosa che però ha portato alla quasi completa eradicazione della meraviglia dalla zona, sebbene i problemi non sono comunque scomparsi: bestie mostruose vagano nei territori circostanti e puro caos è emerso quando un Worth è comparso nella città. Un worth che però è stato chiuso.
Rivelando che sarà comunque necessario che i Raminghi gli reggano il gioco prima che possano andarsene dalla città, cerca di dagli speranza rivelando che probabilmente ciò che hanno fatto durante il viaggio potrebbe bastare.
Nel frattempo Ennan e Cafre visitano la città, godendosi la sua bellezza e scomprendo che c’è effettivamente altra gente in città, seppur le strade siano vuote.
Cafre incontra, nella parte più inferiore della città, vicino ai canali di scolo, un vagabondo con cui prova a parlare. Dopo un iniziale ritrosia, Cafre riesce a far aprire l’uomo, che si dimostra una fonte di informazioni valida sulla situazione di Kargrand e sugli epuratori, su ciò che sono e su come abbiano abbandonato la loro umanità per diventare altro, svelando anche alcuni particolari su Bocca del Titano.
Cafre, dona alcuni soldi all’uomo, che rimane stupito, portandolo infine a rivelare il suo nome, qualcosa che aveva deciso di abbandonare.
Tornando indietro, anche Ennan si dimostra stupito, un sentimento condiviso.
Il giorno dopo, Ennan rivela al resto del gruppo le sue intenzioni, ma con sua sorpresa scopre che i Raminghi desiderano assisterlo, che i loro destini sono ancora uniti.
Scendendo, trovano il locale molto più affollato e vivo, almeno fino a che Laurentius e Aristide non entrano e si siedono al tavolo dei nostri eroi.
Una missione, l’incarico per cui sono stati ingaggiati: raggiungere delle rovine in cui si è aperto un Worth e chiuderlo.
Laurentius svela che gli Epuratori sono poco efficaci nelle vicinanze dei Worth e per questo spera nell’assistenza dei Raminghi, che però chiedono a loro volta aiuto: poter usufruire delle strutture della città e di rifornimenti; le richieste vengono parzialmente accolte, lasciando gli avventurieri di fronte ad una nuova avventura.