Chiacchiera dal Vicolo – Sessione 2
“Plenilunio Rovente”
Dalle Memorie di Klimt, Dita d’Inchiostro
La Compagnia delle Anime Virtuose:
Gian Marco L. è Edmond Kalomar
Alessandro M. è Ander Brightwood
Emanuele C. è Era
Non riuscivo più a starmene buono e zitto al di fuori di quell’austero magazzino all’interno del quale sommesse e deliranti parole venivano pronunciate da qualcuno disperato e furibondo; nessuno spiraglio mi permetteva di gettare lo sguardo al di là delle marcescenti travi di legno, le cui finestre erano diventate una futile decorazione perché pesanti casse erano state accuratamente sistemate in modo da evitare che occhi troppo lunghi potessero gettare verso l’interno sguardi inquisitori e che lingue troppo taglienti potessero far correre voci alle orecchie di chi non doveva sentire. Il tempo passava e continuavo a vagare nei pressi del deposito; non potevo più attendere, la mia curiosità era incontenibile e scelsi di entrare, ancora nascosto nella trama magica, ma loro si erano accorti di me da tempo e adesso non potevo più celarmi dietro cigolanti folate di vento. Conoscerli quel giorno mi ha permesso di capire come spesso il destino si accompagni all’ironia.
Il loro animo pacato e la loro capacità di ascoltare prima di giudicare, ci ha permesso di mantenere la calma, evitando che il tutto potesse dilagare in uno scontro in cui io sicuramente avrei avuto la peggio; tutti eravamo concentrati e decisi a capire chi questi aguzzini fossero e perché avessero preso di mira la gente di Synistas; le informazioni che il gruppo era riuscito ad estorcere, rivolgendosi con toni severi ed intimidatori all’ultimo superstite del manipolo di malviventi, immobile e terrorizzato, riguardavano la consegna nei prossimi giorni di parte delle casse, piene di monete, nei pressi del Porto di Riva Alta; continuando a cercare dettagli ed informazioni il terrore aveva cominciato a farci raggelare il sangue vedendo chiaramente che il marchio dell’eterno fuoco era stato inciso a fiamma viva sia sulle casse sia sui corpi senza vita degli altri strozzini, come se avessero suggellato il loro operato compiendo un violento atto di fede.
Tutto questo non poteva che far pensare al peggio; cominciammo a correre a perdifiato tra le vie di Synistas ed in breve tempo riuscimmo ad attirare l’attenzione della milizia che senza cerimonie ci portò al Tempio di Malvar al cospetto del Gran Sacerdote Orin Lakala, dove la situazione costrinse la compagnia a dover affrontare una prova di sincerità; sono rimasto lontano ed invidioso ho scrutato i volti crucciati di quelle anime buone che nelle loro menti si stavano sottoponendo alla sfida, della quale non ho ancora osato chiedere, anche se la curiosità continua mi sta facendo impazzire; le rughe che incorniciavano il loro viso hanno presto lasciato il posto ad un’espressione più sollevata, fino a quando riaprendo gli occhi hanno ritrovato il mondo che avevano lasciato; diversa è stata la sorte toccata al criminale che perdendo il controllo ha attinto al fuoco imprigionato in lui divampando in un incontrollabile incendio, mettendo in pericolo tutti coloro che si trovavano nel tempio. Fuggendo nella concitazione generale ho guardato dietro di me rimirando come, con estremo coraggio, il gruppo coeso si fosse messo a difesa, insieme al Gran Sacerdote e ad un ristretto gruppo di chierici e paladini, del Tempio di Malvar.
Una volta ancora, cortesi e di buon cuore, non hanno rifiutato l’invito a partecipare alla Cerimonia del Plenilunio che si sarebbe svolta quella sera al tempio; è stato un momento di estrema solennità che ha visto la presenza di gran parte degli abitanti di Synistas e delle figure più rappresentative della città, tra cui il Re Ragno Tal-Vashot. Le Anime Virtuose sono rimaste poi a pernottare al tempio per concessione del Gran Sacerdote che come Malvar insegna, ha visto nel loro arrivo, in una nottata di luna piana, un presagio di buon auspicio; quando li ho lasciati ho notato i loro occhi preoccupati per le condizioni di salute in cui ancora adesso si trova Albert Roka che, motivato dalle liete voci che lo hanno raggiunto, ha scelto di donare l’Emporio del Kraken alle sole persone che negli ultimi anni hanno ascoltato le sue parole aiutandolo a trovare quella pace che da troppo tempo continuava a sfuggirgli.