La Chiacchiera del vicolo,
Città di Velen,
Testimonianza narrata da:

un mezzelfo scuro nato e cresciuto nei bassifondi di Velen, letale assassino al servizio delle più influenti organizzazioni segrete locali, attualmente collabora con i Protagonisti per conto della Confraternita dei Ladri di Velen nella lotta contro la Congrega dei Supplizianti del Vuoto.
Non è nella mia natura scrivere un diario che tenga traccia di ciò che faccio, ma considerato il fatto che probabilmente, le prossime ore della mia vita potrebbero essere le ultime, tanto vale lasciare una testimonianza della mia vita e di ciò che ho fatto.
Chi sono io? Mi chiamano in molti modi, ma tanto vale che vi dica il nome che più mi piace, quello che mi ha dato la mia mamma: mi chiamo Lahel e sono un assaassino. E’ così. Ammazzo la gente per denaro e la cosa mi piace. Sono una brutta persona? Non è un mio problema. Una cosa che invece è un mio problema? Il Vuoto. Proprio così. Tra qualche ora schiatteremo tutti. Questo, quanto meno, è ciò che ci ha detto l’Oracolo delle Sabbie. Occorre soltanto decidere come crepare; soccombere sotto la forza dei nostri nemici oppure a seguito del nostro trionfo. E’ palesemente una missione suicida e sinceramente, la tentazione di andarmene era molto grande. Perché non l’ho fatto? Mi piace pensare che se non farò la mia parte falliremo tutti e, in caso di fallimento, il Vuoto ci prenderebbe con sé. L’Oracolo è stato abbastanza chiaro, quando ha parlato dell’avvento di alcune profezie e l’apertura dei “neri cancelli”. Worth, li ha chiamati. Pur non essendo io qualcuno di pratico in questi argomenti, ho avuto abbastanza esperienze con il Vuoto da farmi un’idea di ciò che sta per accadere. Se si dovessero aprire nuovi Strappi connessi ai Reami del Vuoto, tutto ciò che si troverà dall’altra parte invaderà la nostra realtà. Il risultato? Neanche lo voglio immaginare. A malapena sono sopravvissuto alla Nera Notte calata su Velen alcuni mesi fa e sinceramente, tutt’oggi ho gli incubi sulle mostruosità che abbiamo dovuto affrontare. Spero solo che stavolta sia l’ultima, poiché sto iniziando ad essere stanco. Sto seriamente pensando di andarmene da qui e, nella remota possibilità che sopravviva, penso proprio che lo farò. Magari potrei imbarcarmi per andare a visitare una delle lontane terre oltremare, come le terre di Illica o le leggendarie terre di Aesiria. Mi piace sognare ad occhi aperti e non escludo che ciò accadrà. Prima o poi. Per ora, mi tocca rimanere qui e continuare ad andare avanti assieme ai nostri compagni. E che compagni poi….un Paladino decaduto che si è venduto l’anima per diventare qualcosa che ancora fatico a capire…un incantatore che sta soccombendo ad una maledizione che lo consuma dentro…un mercenario che se non gli pianterò un pugnale tra le scapole alla prima occasione, probabilmente sarà lui a mollarci non appena gli farà comodo…sinceramente? Non avrei mai immaginato che avrei riposto fiducia in un chierico, ma quel Konstantine mi sembra l’unico che stia andando avanti seguendo un ideale, piuttosto che il proprio tornaconto personale. Oh, non fraintendetemi, non ho nulla in contrario ad un po’ di sano egoismo…solo che in casi come questi, trovo molto più affidabile chi è pronto a sacrificarsi senza chiedere nulla in cambio, rispetto a chi lo faccia per secondi fini. Lo dico solo per questioni prettamente pratiche, di certo non dico ciò per questioni morali. Chi è rimasto? Ah sì, Ka’jiin, il mio carissimo amico. Amico caro, magari ti porterò con me nei miei viaggi futuri e fonderemo insieme una nuova Gilda…se sopravvivremo a tutto questo. Bah, non so cos’altro scrivere per ora. Sarà meglio andare. La Cittadella Nera ci aspetta.
La Compagnia di Velen:

Ka’jin “il Fortunato”,
un Furfante della Confraternita dei Ladri di Velen specializzato in vari campi e con un oscuro passato alle spalle da cui si sta nascondendo.

Foravor il Rinato,
un tempo conosciuto come Tristan della Conchiglia, Paladino di Weinal, questo Apostata ha rinnegato il Dio della Folgore ed i suoi giuramenti sacri per servire un nuovo Padrone ed accettare dentro di sè l’oscuro potere della Fiamma del Caos Primordiale, così da usarlo nella sua guerra personale contro il Vuoto.

Konstantin “Voce del Mare”,
un Alto Chierico della Vita devoto a Malvar, il Dio del Mare. Dopo più di un decennio passato a vivere in mare tra una nave e l’altra, ha deciso di ritornare a Velen per combattere un Antico Male, il Dio del Vuoto, che minaccia la sua città natale.
META GAME:
- La sessione riprende dal capitolo precedente. Il gruppo si lascia Velen alle spalle e, guidati da Thaldrin, iniziano ad attraversare il deserto fino a quando, tre giorni dopo, non raggiungono le colline dei Lamenti.
- Attraversando la regione rocciosa e collinare, il gruppo giunge in una valle con un insediamento di una delle tribù del deserto. Qui incontrano Zarina, la sciamana della tribù con la quale parlano per avere informazioni sul luogo dove recarsi per affrontare la Congrega dei Supplizianti. L’imminente arrivo di una tempesta di sabbia ed il cielo oscurato in maniera innaturale lascia presagire che qualcosa di nefasto è incombente su tutta la valle.
- La sciamana indirizza i PG nel templio dell’Oracolo delle Sabbie, dove dovranno rivolgersi all’omonimo oracolo in modo da scoprire l’esatta ubicazione del luogo segnato sulla mappa. Zarina dirà ai PG di averli visti in sogno ed è certa che il loro ruolo sia fondamentale per sconfiggere un “Antico male in procinto di ritorno”.
- Raggiunto il Templio, i PG entrano al suo interno ed iniziano ad esplorarlo. Al suo interno, si ritrovano ad affrontare una serie di enigmi. Il primo tra tutti, un enigma con tre sudari incisi ed una porta da aprire. I Sudari coinvolgono il sole, la luna ed una stella cadente ed i PG superano il rompicapo usando alcuni incantesimi associati a ciò che rispecchiano i simboli (Luce per il sole; la proiezione di un’ombra sopra la Luna ed alcune scintille magiche sopra la stella cadente). Aperta la porta i PG recuperano una gemma che useranno per aprire magicamente un’altra porta sigillata.
- Ad un tratto i PG giungono in una sala dove si ritrovano circondati da un cerchio di fuoco ardente. Anche in questo caso devono risolvere un semplice rompicapo per disattivare il cerchio di fuoco, ossia riempiendo una bacinella d’acqua e farla bollire.
- Infine, l’ultimo rompicapo spingerà i PG a sistemare alcune piastrelle nell’ordine giusto.
- Alla fine il gruppo giunge al cospetto dell’Oracolo delle Sabbie, il quale non solo rivelerà ai PG il luogo dove dirigersi per la battaglia finale….ma informerà loro che quello sarà per loro un viaggio senza ritorno, indipendentemente che abbiamo successo o meno in quest’impresa. Fine.


Una risposta
Di certo non sono intelligente ma Beh viste le premesse e il chiaro monito dell’oracolo é meglio che me torni a Velen perché dovrei aiutare fare qualcosa che mi porterà a morte certa? Per fermare il vuoto ? Che fino ad ora ci ha presi sonoramente a calci nel culo.
Mah… no non è la strada giusta per me.