Chiacchiera del Vicolo – Sessione 3
“Spalle Larghe”
Dai Registri di Mesrel, L’Inquisitore
La Diciannovesima Brigata
Edoardo L. è Klaus Roxim
Emilia M. è Maellartach Blackthorne
Eleonora S. è Lilith Zephyra
Giuseppe C. è Garrosh Mukudur
Non avrei mai pensato che quei quattro vagabondi potessero spingersi tanto lontano, dando lustro alla mia scelta, favorita dalla sfacciata fortuna che da qualche alba mi assiste; tutti i miei sforzi hanno finalmente dato i loro frutti, portandomi ad intingere questo pennino in quelle che sono boccette ricolme d’inchiostro perfettamente sistemate sul mio nuovo scrittoio, gentile omaggio di quella che è la nuova carica che mi impegnerò a svolgere, da oggi fino al giorno della mia dipartita, in nome del tribunale di Synistas, rendendo conto del mio operato direttamente al Gran Giudice Julius Olvia.
Non ho alcuna intenzione di sprecare questo prezioso inchiostro, decantando ulteriormente le mie lodi, ma mi sento di dover riempire la prima pagina di questo mio nuovo primo registro, dall’elegante corvina rilegatura, riportando la scoperta di parte di quella che, consultando i vetusti diari dei precedenti inquisitori, dovrebbe essere la Diciannovesima Brigata al servizio del Sorvegliante di Neikra; la compagine ancora non è a conoscenza di quello che potrebbe essere un incarico ben remunerato e duraturo, anche se, grazie agli ultimi loro ritrovamenti si sono imbattuti in quelle ammantate figure, che molti degli abitanti del Porto di Riva Alta hanno denunciato vagare per gli stretti vicoli, con fare minaccioso e dai vestiti sempre impregnati di un forte odore di sangue.
Appostare acuti paladini del Tempio di Malvar ad osservare le strade dello straordinario porto di Synistas, non aveva dato molti riscontri, anche perché, seppur agghindati di un semplice vestiario, l’aulica favella e le disciplinate maniere, devono aver insospettito gli inquietanti individui; la mia squadra ha invece saputo individuare la giusta direzione che ha condotto l’inquisizione a comprendere l’insana indole di uomini e donne votate ad una corrotta visione della vita, pronte a sacrificare persone ed animali in nome di chissà quale diavolo o demone; la squadra, dopo esserci separati all’interno di uno dei numerosi cunicoli che si diramano al di sotto della città, è stata affidata alle attenzioni di Iamoth, mio fedele compagno di venture e sventure, che mi tiene costantemente aggiornata riguardo i loro spostamenti.
Attualmente la Diciannovesima Brigata si trova impegnata nell’esplorazione di quello che si direbbe essere un monastero perduto, antico luogo di culto che date le numerose decorazioni, sembra essere stato consacrato in tempi remoti al Dio del Mare; nonostante l’interesse e l’accurata ricerca da parte di Klaus, l’impazienza ed il vociare di Garrosh ha evitato alla compagine l’effetto sorpresa, concedendo tempo ai pericolosi viandanti incappucciati di preparare il loro assalto nei confronti dell’inquisizione; le innumerevoli stanze sono state ben scandagliate dall’occhio attento di Lilith, che sembrava essere particolarmente furente, ma la cosa che più di tutte ha destato l’attenzione di Iamoth sono state le parole pronunciate da Maellartach che ha compreso come quel posto, ricolmo di effigi dedicate ad una religione benevola, fosse stato completamente dissacrato.
Il loro vagare per quei saloni, li ha condotti prima verso uno strano altare al di sopra del quale si trovava un largo piatto d’oro ricolmo di sangue fresco, poi verso quella che è sembrata essere una stanza in cui innumerevoli fonti scritte, tra libri e pergamene, mostravano l’anatomia di uomini, donne ed animali; il corposo vociare, che ancora una volta spinge Garrosh ad avanzare incurante del pericolo, conduce l’intero gruppo ad avanzare tra le macerie di quello che un tempo deve essere stato uno splendido santuario dedicato a Malvar; una figura incappucciata sembra allontanarsi sotto l’altare, mentre altre non hanno alcuna intenzione di risparmiare la vita della brigata.