Borgo Nero Porta del Gelo – Sessione 02
Giuseppe R. nel ruolo di Samael
Pasquale D. nel ruolo di Yousef
Luigi M. nel ruolo di Kor’gart
Cristian C. nel ruolo di Bosconovitch
- Dopo che il pugnale che ha ucciso Wabba è sparito, Kor’gart si guarda la mano e vede per qualche istante un marchio con un teschio spaccato, dopodiché Samael si fa garante del gruppo con le guardie e decidono di investigare sull’accaduto. Proprio in quel momento notano un passero che da un mobile della stanza vola fuori la finestra, sparendo dalla loro vista.
- Dopo aver incontrato per strada Yousef, che in precedenza aveva derubato Bosconovitch, e costringendolo a seguirli, decidono di andare alla locanda La Notte. Passano la notte lì e alla mattina interrogano Goy (e Goy Junior) sui fatti della notte precedente. Lui afferma di non sapere molto sui simboli ma consiglia agli eroi di recarsi da Alexander, uno studioso di storia e araldica del luogo.
- Alexander si rivela essere un barbaro molto erudito, e rivela agli eroi che il simbolo è legato al dio della non morte Graverk, il quale si dice sia stato risvegliato. Poi consiglia di visitare il tempio di Okna per maggiori informazioni.
- Durante il tragitto per il tempio vengono attaccati da un gruppo di cultisti di Graverk, e dopo averli sconfitti catturano uno di loro, Timothy.
- Portano Timothy al tempio di Onka dove lo interrogano e lui rivela, prima di suicidarsi, che il pugnale serviva in realtà per ricaricare i rubini del dio Graverk, con il potere di riportare in vita i defunti come zombie, e sospettano che sia implicato un druido (il passero).
- Mentre si recano alla locanda, salvano una giovane donna in pericolo, la quale gli indica l’indirizzo di un druido che abita nelle vicinanze.
- Il druido è Halsin, che si rende disponibile a curare Kor’gart, ferito dal precedente scontro. Parlando rivela che forse il druido che stanno cercando è Granus, che da tempo ha smarrito la retta via per praticare strani rituali.
- Il gruppo si reca a casa di Granus e, dopo un’irruzione, lo sconfiggono e recuperano dal camino una pergamena che recita: “I rubini magici sono il sommo dono del dio Graverk, ma alcuni hanno bisogno di essere riattivati. Dai miei studi sono riuscito a ricreare un pugnale in grado di assorbire una vittima sacrificale per poi sparire, riattivando l’artefatto. Sia Gloria a Graverk, e venga la non morte sulla terra. La sacra reliquia, ora attiva, e stata consegnata a…” il resto della pergamena è bruciato.