Chiacchiera del vicolo – Sessione 22
“Il Sobborgo Delle Meraviglie”
Dalle pagine di “Cicatrici Del Destino”
A cura di Vadania S.
Ivan B. è Uulen Fae, Druido ubriacone
Alessio M. è Davor, il Chierico Rosso
Martina D. è Fresia, Druida “Occhi di falco”
Federico T. è Sylas, “Silver Tongue”
Gianluca G. è Thamior, il Santo
Mikhael P. è Aduial, l’Oscuro
CAPITOLO III
“Giochi di Fiamme e Luce”
Sobborgo Nuxvar si presentò ai nostri occhi come una grande città fortificata, dalle mura invalicabili e le guardie ad ogni angolo, la struttura piramidale imponente e minacciosa come per ricordarci in ogni momento che non eravamo altro se non piccole formiche, agli occhi di chiunque sedesse su quei sommi troni… Devo ammettere che quando Thamior ci aveva detto di venire da qui, inizialmente avevo pensato ad un posto florido, chieto e confortevole, ove chierici e sacerdoti si prendevano cura degli orfani e delle povere creature religiose, mai mi sarei aspettata un tale scempio; le porte della città si aprirono concedendoci l’accesso in quella che sembrava essere una fogna all’aperto, una discarica di creature morenti ed acque lorde, nelle quali i mendicanti e gli straccioni stavano sdraiati in cerca di qualcuno che degnasse loro d’attenzioni, di cure, anche solo di uno sguardo in più… Creature di rango elevato passavano sopra questi poverini come se neanche li vedessero, calpestandoli e, i più fortunati, denigrandoli. Fedele lettore, dubito nella mia lunga vita di essermi mai sentita così piccola, così inutile, non considerata… Thamior ci guidò verso l’interno della gigantesca struttura che componeva il centro del Sobborgo, dove un grosso disco volante di Tenser sembrava essere l’unica cosa a separare quelle povere creature da una vita migliore… Ma non fu solo quello ad attirare l’attenzione dei miei eroi, oh no, ma un banchetto del cambio, che recitava “Banca di Nuxvar” a caratteri cubitali sulla sua sommità, con una minuta quanto dolce elfa come receptionist. Incuriositi, ci avvicinammo a lei, solo per scoprire che qui al sobborgo le monete d’oro valevano poco e niente, sostituite da una curiosa valuta unica di qui: le Monete della Magia, una moneta creata infondendo un incantesimo dentro di essa, il cui valore sembrava essere variabile non solo dato il livello dell’incantesimo, ma anche ad un secondo componente, ben più… particolare. Difatti, per comprare quelle monete, servivano monete d’oro, incantesimi e… parti del corpo. Organi, mani, braccia, persino capelli, sangue o denti. Maggiore era la rarità del “materiale”, e maggiore sarebbe stato il valore della moneta, raccapricciante non trovate? Mentre un brivido freddo mi scuoteva le minute spalle, vidi Fresia scostare i capelli dalla nuca e prenderne due ciocche, acquistando un paio di monete, e subito dopo Sylas dare all’elfetta svariate stille del suo sangue per prenderne altrettante. Non sapevo bene cosa pensare della scena, dunque mi limitai a tacere. Una volta finiti questi macabri scambi, non ci restava che andare al quartiere superiore, quello sacro dal quale proveniva Thamior, e cercare asilo presso il suo tempio, il Tempio di Vorrath. Non avevamo un luogo in cui andare o sostare, e dato quanto erano costose quelle monete, era meglio non sprecarle tutte subito, specialmente non in una locanda. Ad accoglierci tra le fiamme della luce di Vorrath, fu un vecchio nano ricurvo, la barba ormai quasi interamente bianca e gli occhi stanchi, con una tosse da far spavento al ruggito di un drago! Oloric, il maestro di Thamior, sembrava così spento, così stanco… che neanche l’elfo per poco riusciva a spiegarselo. Ci offrì un rifugio, ed anche un’informazione molto importante… sebbene il nostro caro Santo fosse convinto di esser partito appena una settimana prima, sembrerebbe che lui sia mancato da Sobborgo Nuxvar per almeno 10 anni. È quasi come se tutte le vite dei miei osservatissimi eroi fossero legate in qual modo al tempo, al suo scorrere, ma soprattutto alla sua imprevedibilità… Quella notte andammo a dormire con le menti cariche di domande, di dubbi e di ipotesi, tutti senza risposta o certezza alcuna. E che notte fu! Fresia ci svegliò intorno alle 3 del mattino gridando a pieni polmoni, affermando che sette creature avevano cercato di avvicinare le loro ombrose dita verso di lei, ma che la luce di Okna l’aveva protetta e salvata. Pensai ad un qualche strano incubo, non le diedi così tanto peso, quando qualche ora dopo fu Sylas a svegliarsi e gridare, parlando di come il sogno di Fresia lo avesse turbato al punto da fargli avere gli incubi a sua volta! Quando finalmente riuscimmo a cadere in un riposo silenzioso, ormai il sole illuminava la stanza e filtrava dalle nostre finestre. Un po’ stanchi, ma decisi a proseguire, andammo a fare ciò che rende gli avventurieri più contenti che mai… shopping! Il quartiere dei mercanti era pullulante di vita, di oggetti magici, di armature ed armi meravigliose, un vero e proprio gioiellino! Però… le monete che avevamo in tasca non bastavano per comprare nulla di quelle cose!!! Non sapevo bene se desistere o trovare un altro modo, quando nella mia distrazione scorsi con la coda dell’occhio i miei protetti recarsi verso un altro banchetto di cambio! Non sembravano esser stati toccati dal dubbio neanche un po’, ma la gigantesca fila del banchetto li portò a sgranare gli occhi (e borbottare), chiedendosi il motivo di una tale folla. Fu un’elegante donna, con la puzza sotto al naso, a risponderci. “Non sapete che stasera c’è il grande ballo?”, ci chiese, sollevando un sopracciglio in un misto di stupore e saccenza, “i rampolli del quartiere nobiliare sceglieranno le loro spose, finalmente potremo salire di rango!”. Sembrava un’esperienza ghiotta, un ottimo modo per cogliere qualche informazione! E poi… con noi abbiamo Fresia! Non ho mai visto una halfling così aggraziata e delicata (oltre me, si intende), come potrebbero quei signorotti non notarla? Ma avevamo ancora delle cose da fare, prima di pregustare i cibi pregiati ed all’avanguardia di quei rampolli, l’archivio storico del quartiere militare ci aspettava. Salimmo ancora una volta con quello strano disco volante, e per l’ennesima volta ci fermammo al banchetto di cambio; qui non vi era alcuna fila, il banco era desolato ed il tasso di cambio anche piuttosto inferiore rispetto agli altri quartieri, una vera fortuna per noi! I miei eroi ricordarono di avere con sé dei cuori di demone, ed io… beh, fui costretta a separarmi da Harvard, il mio cervello domestico, affinché loro potessero permettersi i biglietti per il ballo, e parte dei loro acquisti! Davor ne approfittò anche per chiedere quante più informazioni possibili sulla valuta, sulle sue fluttuazioni, su cosa accadeva in quel Sobborgo… Terminato il nostro tempo al banchetto, ci separammo: Fresia, Uulen, Davor e Sylas andarono al quartiere dei mercanti, facendo compere, poi andarono a riposare in vista del ballo. Solo Sylas tornò nuovamente al quartiere della legge, incontrando me e Thamior. Avevamo bisogno di più risposte se volevamo esser pronti, quindi andammo diretti verso gli archivi storici, e restammo lì un bel po’ prima di ricongiungerci con i nostri compagni. Alla sera, freschi e riposati stavolta, ci dirigemmo verso il quartiere nobiliare, agghindato a festa con fiori, palloncini e festoni ovunque l’occhio riuscisse a posarsi… ed un ampio altare colmo di sangue, con delle creature incappucciate tutte intorno ad esso.