Emnotork – Il Ritmo Della Libertà – Sessione 19 – 17.04.2024

Chiacchiera del vicolo – Sessione 19

“Sputagli ancora”

Dalle pagine di “Cicatrici Del Destino”

A cura di Vadania S.

Ivan B. è Uulen Fae, Druido ubriacone

Alessio M. è Davor, il Chierico Rosso

Martina D. è Fresia, Druida “Occhi di falco”

Federico T. è Sylas, “Silver Tongue”

Gianluca G. è Thamior, il Santo

Mikhael P. è Aduial, l’Oscuro

CAPITOLO III

“Giochi di Fiamme e Luce”

Ora, fedele lettore, ti chiederai a buon ragione a cosa mi riferissi alla fine del capitolo precedente, tuttavia è opportuno specificare che per saperlo dovrai attendere l’uscita del mio prossimo manoscritto, Tra Tentacoli E Rane, che tratterà unicamente degli avvenimenti di quella serata. Ho ponderato che questa soluzione fosse di gran lunga la migliore, dato anche il… contenuto, per così dire. Ma bando alle ciance…

Con un furioso mal di testa, una fame che a malapena mi teneva in piedi e delle occhiaie da sembrare un ghoul, mi recai a far colazione al piano di sotto di Villa Scaglia, trovando con mio sommo stupore e piacere i miei cari compagni già assittati al tavolo; Sylas si copriva il collo con fare nervoso e sembrava non poco paranoico, Uulen giocherellava con la nuova e ritrovata mano, Fresia come me mostrava un discreto accenno di dolore al capo, e Davor… faceva ciò che Davor sa fare meglio, e fa ogni giorno, ovvero lucidare la spada in modo quasi maniacale e ripetitivo. La colazione passava tanto lentamente quanto i minuti quando si attende che l’acqua in una pentola raggiunga l’ebollizione, eppure il mio sguardo non riusciva a distogliersi da un losco figuro seduto non troppo lontano da noi. E non dico che è losco perché era un elfo oscuro! Nossignori! Lo dico poiché stava in silenzio a fissarci, alternando lo sguardo tra noi ed una strana lettera che reggeva tra le mani! Quando si decise ad avvicinarci, infatti, non potei non sussultare appena, seppur la reazione più esilarante fu quella di Sylas, che scattò come un giocattolo a molla affermando qualche frase sconnessa… poveraccio, l’allergia sembrava star giocando brutti scherzi su di lui! L’elfo oscuro si presentò come Aduial, e si scoprì essere il ragazzo di cui ci aveva parlato il Metamorfista quando aveva detto che presto avrebbe mandato qualcuno ad unirsi al gruppo di avventurieri per darci una mano; agiva come la più misteriosa delle creature, rifiutandosi di dirci qualsiasi dettaglio su di lui e parendo particolarmente chiuso. “Chissà, forse è solo timido!” pensai tra me e me, di certo essere al cospetto di una vera e propria Dea della scrittura dev’essere imbarazzante per la gente comune… Cercai di non farci caso più di tanto, quando un incantevole elfo entrò a Villa Scaglia, avvolto da una luce abbacinante e oh, fedeli lettori, credetemi quando vi dico che ci volevano occhi per guardarlo! Ma, come tutte le cose belle… le delusioni non tardarono ad arrivare. Thamior, l’elfo brillante, non esitò molto a rivelarsi come prete di Vorrath, ed infrangere così ogni mio sogno e possibilità di ehm… conoscerlo più a fondo, per così dire! Fu uno scambio molto acceso di motivi e scelte, di storie e silenzi, e di conoscenze soprattutto. Difatti, apprendemmo che lo stesso dio Vorrath sembrava starci aiutando nel nostro viaggio, ed aveva condotto da noi Thamior proprio dalle Dita di Vorrath fino a noi per guidarci e stare al nostro fianco; era cresciuto a Sobborgo Nuxvar, ai piedi della catena montuosa e da un nano che professava il credo del Dio della Luce. Insomma, non solo sarebbe stata un’egregia guida, ma si prospettava anche diventare il nuovo miglior amico di Davor! Non tardammo ulteriormente nel consumare il nostro pasto, ma prima di partire avevamo un ultimo preparativo da compiere, grazie alle brillanti idee della mia compagna halfling: ricordava di aver trovato delle erbe medicali al Vuoto e il Castagno, dunque ci recammo lì per raccoglierne e prepararci al lungo viaggio che ci aspettava. Devo ammettere che mi divertii non poco ad osservare Fresia, Uulen e Sylas quasi sfidarsi a chi trovasse più erbe utili per le pozioni, dato che una dolce umana, Sumire “degli angeli”, ci disse che potevamo crearne qualcuna grazie alle piante presenti negli ampi e curati giardinetti; la raccolta fu prospicua, e scoprimmo anche che delle creature provenienti dallo Junkrat avevano fatto incetta di ogni sorta di erbe in grado di restituire il potenziale magico a chi le consumava, pagando anche una penale per non averne lasciate neanche un po’ agli altri avventurieri! Non sapevo ancora se questa informazione ci sarebbe stata utile o meno, ciononostante la tenni a mente per un eventuale futuro, specialmente nel lungo tempo passato sul carretto nel nostro viaggio, passando per Sobborgo Luthani ancora una volta e poi proseguendo per svariati giorni di marcia. Sostavamo unicamente per dormire o riposare un po’ con le nostre lepri, facendo sogni un po’ movimentati, o piacevoli… sembrava il viaggio sarebbe andato avanti senza troppi intoppi, quasi troppo bello per esser vero. Infatti… quando arrivammo nei pressi delle Antiche Rovine, e Uulen pensò bene di creare un’oasi tutta per noi, durante la notte delle misteriose e ridenti creature emersero dalle ombre della notte, accerchiandoci…

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