Chiacchiera del vicolo
GDR 1
“Darren e la scala dei 1000 dolori”
10 di Mekonor 1415 Emnotork
Articolo di Alendir, lo spettro
Ajiwa viene informato, con la solita dialettica balbettante tipica di Mazimbo e Ki’temm’uhurut, di un fatto certo. Zima, lo spirito dell’acqua sta ritornando e i primi segni sono all’interno delle Miniere di Huna, nelle profondità dei Monti Nagura. Lo sciamano era stato il responsabile del rituale che aveva intrappolato lo spirito e questo ritorno preoccupa non poco, anche perchè si vocifera che anche Aryn, il drago dell’acqua stia tornando in forma fisica. Le due cose potrebbero avere a che fare l’una con l’altra o rappresentare una curiosa coincidenza.

I giardini di Utre non navigano in un momento di quiete da troppo tempo. La guerra con i goblin, poi la riappacificazione, le guerriglie al confine con gli stregoni del fuoco, l’entità che si muove sui monti nagura e gli incanti necromantici dei seguaci del re vampiro li hanno fatti precipitare in una morsa senza precedenti.
I nostri eroi tuttavia, partecipano solo in parte a tutte le vicende dei Giardini di Utre, hanno la soluzione al secondo indovinello presso la Torre di Darren alla quale decidono di tornare. Hanno aspettato già troppo tempo nonostante avessero la risposta. Purtroppo per loro, si trovano ancora e una volta ad avere a che fare con un evento imprevedibile. Darren sceglie Attesor, solo lei viene convocata presso una delle sue altre case segrete, si tratta di una torre invisibile che sovrasta la capitale del Regno del Re Ragno, ovvero Synistas.




Darren premia così la risposta corretta, portando solo Attesor alla sua presenza e iniziandola al metamorfismo. La prima trasformazione è quella in Aquila e il primo potere sta nel vedere ed ascoltare molto ma molto lontano.
Attesor a seguito della prima parte dell’addestramento torna a congiungersi con il suo gruppo che nei giorni passati ne ha viste di cotte e di crude
Risolto l’enigma, il gruppo era rimasto orfano di Attesor ma ben deciso a continuare la sua investigazione nella torre, quando si rendono conto che nuovi stregoni del fuoco insieme a due giganti stanno attaccando. Decidono di sfoderare il loro talento militare e tra un colpo del sole di Okoko, uno di nebbia di Ki’temm’uhurut, e un “Te possino seccare le palle” di Mazimbo, tipica maledizione dello Junkrat, riescono ad avere la meglio.
Dopo attenta riflessione procurata da un colpo di calore, Okoko, colui che porta il sole convince gli altri a ritornare ai Giardini di Utre. Vuole conferire con Ajiwa, troppe cose sono cambiate, da quando sono saliti. Pensavano di aver risolto la situazione con gli stregoni del fuoco e invece questi sono tornati in gran numero e vogliono prendere la Torre di Darren.
Lo stregone sa difendere le sue case, ma lasciare loro troppo l’iniziativa potrebbe essere deleterio.
Tornati ai Giardini, trovano un Ajiwa disperato. Non sa più a che santo votarsi, i non-morti alle porte, il risveglio di Zima, gli Shoren del deserto sempre più attivi e minacciosi e come se non bastasse, Pappagorgia è stato rapito! Era l’unico alleato sul fronte che i Giardini di Utre avessero.
Ajiwa prova a convincere il gruppo a salvare Pappagorgia, unico ad avere grande ascendente sul suo popolo, ma Okoko e il sole hanno deciso altrimenti, le mani blu andranno a chiedere aiuto a Bracodonio presso il Monte Roccianuvola.
Il viaggio tra una preghiera e l’altra, rivela i suoi impedimenti. La strada più breve, lontana dalle solite “rotte” sotterranei degli Shoren, prevede di tagliare verso il cuore dell’altopiano dello Junkrat, presso l’altopiano che è disposto nel centro. Arrivati lì i nostri eroi trovano la scala dei 1000 dolori. Si tratta di mille gradino che permettono di accedere all’altopiano.
Ogni gradino è un dolore diverso ed ogni gradino salito è un giovamento per Il re vampiro. C’è una forte energia necromantica, un vincolo magico, che rafforza le truppe e il comando del re, presso Castello Crothander a scapito di chi compie il cammino della scala. Le energie fisiche dal gruppo, vengono guadagnate altrove. Il gruppo non è consapevole dell’incanto, almeno non fino in fondo. Percorre i primi 50 gradini e poi vaglia la possibilità di intraprendere una via alternativa per una grotta sotterranea vista da Attesor in forma d’aquila.
Alla prossima puntata
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