La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da
Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla musica sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Tommaso F. nel ruolo di Seraphius Torbrand, il solitario veterano dei campi di battaglia dalle profonde cicatrici di guerra.
Federico F. nel ruolo di Aurel Oleksander, l’agile mezzelfo dalla mira incredibile e dal passato misterioso.
Liberato Lester dalla sua forma mostruosa, i Guitti lo interrogano con attenzione: pare che l’uomo sia un’apprendista alchimista e che si sia unito all’insediamento di Samson da alcuni mesi per studiare la radice bianca. Quello che la gente non sapeva è che Lester avesse trovato un accampamento in cui un uomo si era impiccato. Lui, sperando di onorarne la memoria, conservò l’amuleto che portava al collo come ricordo e seppellì il corpo sotto delle rocce con un taccuino che recava le sue ultime parole: il suo nome era Oleksander.
Aurel si fa livido in volto e sollecita Lester di segnare sulla loro mappa il punto esatto dell’accampamento e di consegnare l’amuleto al suo gruppo.
Intanto gli avventurieri si decidono a lasciare quel luogo ma solo dopo essere andati in avanscoperta per assicurarsi che il passaggio verso la superficie sia sicuro per i sopravvissuti. Una volta scassinata la serratura del cancello delle segrete, i Guitti procedono lungo una serie di scalinate squadrate fino a raggiungere una grotta irregolare in cui sembrano confluire diverse pozze d’acqua sotterranee. Purtroppo, sembra che le scosse provocate dalla battaglia nella gola di sangue abbiano innescato dei crolli, rendendo impossibile trovare un passaggio verso l’esterno.
La ricerca è estenuante, ma quando gli avventurieri notano ossa di goblin sparse per terra e robuste radici spuntare dalle pareti rocciose è troppo tardi: delle mostruosità giganti simili ai Viticci-vipera già affrontati in precedenza irrompono dagli spessi muri di roccia e terriccio per divorare l’intera compagnia. I mostri assaltano a sorpresa gli eroi spezzandoli in due fazioni, ma una buona difesa tattica e gli incantesimi di Lunlelm questa volta mettono fine alla battaglia senza ingenti danni.
Una risacca d’acqua sotterranea viene tuttavia notata da Aurel che vi si immerge con attenzione per vedere dove porta. Il suo occhio attento fende l’oscurità e scopre un passaggio attraverso la corrente che pare condurre verso il sottobosco, forse utilizzato dai goblin per scendere nel sottosuolo a caccia di risorse come le pietre preziose che i Guitti hanno trovato sui loro scheletri.
Il passaggio è sicuro ed Edoril e Lester, ora risoluti più che mai a tornare dai loro cari, calmano gli animi dei sopravvissuti promettendogli che vedranno ancora il loro insediamento. Il pensiero di Aurel è simile al loro: il mezz’elfo deve assolutamente raggiungere l’accampamento citato da Lester e mettere le mani su quel taccuino…