La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da
Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla musica sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Tommaso F. nel ruolo di Seraphius Torbrand, il solitario veterano dei campi di battaglia dalle profonde cicatrici di guerra.
Lo scontro si conclude con la vittoria degli eroi, ma non senza riportare ferite. Ad un tratto, dall’altra parte del fiume tortuoso si palesa un mezzelfo di nome Aurel. Sembra che Nonnafuoco della tribù di Blatta il goblin lo abbia messo sulle tracce dei Guitti per trovare qualcosa: l’arciere difatti, afferma di voler raggiungere i ruderi dell’insediamento di umani che commerciavano con i goblin per trovare tracce del proprio passato, a lui nebuloso.
Dopo aver raggiunto i ruderi però, la compagnia si accorge che un rituale di sangue è stato appena officiato e un corpo bruciato è tutto ciò che ne resta. Delle tracce indicano la direzione dell’insediamento e quando gli avventurieri lo raggiungono scoprono la devastazione che si è abbattuta su di esso: tetti scoperchiati, edifici di legno e mattoni crollati e suppellettili di ogni genere gettati alla rinfusa dappertutto. A una prima analisi i Guitti capiscono che qualcosa ha attaccato i popolani che si sono affrettati a prendere ciò che potevano per scappare. Molte tracce indicano che alcuni sono stati portati via e quando Aurel scova una sopravvissuta su un albero, cerca di salvarla quando per lo stupore non rischia di cadere giù dall’arbusto.
La ragazza afferma che è lì per trovare il suo fratellino Calil a sua volta fuggito dal loro nascondiglio per salvare la piccola Oliv. Un certo Samson, un anziano del villaggio, ha trincerato i sopravvissuti nelle catacombe sotto il cimitero del villaggio sperando che chi li ha attaccati desistesse.
Quando i Guitti trovano i due bambini svenuti sotto a un’asse di legno però, il nemico torna a far piazza pulita di ciò che è rimasto: si tratta di mostruosi viticci viventi dall’istinto di serpi predatrici.
La battaglia è durissima e il numero degli avversari più la preoccupazione per i ragazzi mette i Guitti in seria difficoltà. Con la giusta strategia, tuttavia, l’assalto viene respinto e tutti i viticci ridotti in cenere o tranciati di netto.
La ragazza, presa fiducia verso il gruppo di eroi, si presenta come Magdalen che, dimostrandosi dapprima sprezzante e diffidente, alla fine li ringrazia per l’aiuto e per aver salvato il fratellino Calil. Seraphius il guerriero riconosce il valore del bambino fuggito dal nascondiglio per salvare la piccola Oliv e gli dona una delle sue asce, asserendo che il suo sogno di diventare un avventuriero può avverarsi. Convinti che i Gutti siano la risposta ai problemi del villaggio, i ragazzi raccontano loro di come molti genitori siano morti mentre altri catturati per loschi fini. Tuttavia, non sanno quanti siano ancora vivi o dove siano stati portati.
Per sincerarsi che il resto dei popolani sia ben nascosto, i Guitti decidono di farsi condurre al cimitero per far visita alle catacombe e parlare con il vecchio Samson, dopo che Magdalen confida ad Aurel il mezzelfo che un membro della propria comunità porta un amuleto identico al suo…