EMNOTORK – “IL FATO DEGLI INSEPOLTI” – Sessione 74 del 25/09/2023

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da

Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla musica sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Tommaso F. nel ruolo di Seraphius Torbrand, il solitario veterano dei campi di battaglia dalle profonde cicatrici di guerra.

Gli eroi si guardano attorno, storditi e spaesati, senza trovare ne Gerbo, ne Zeno. L’isola non sembra eccessivamente grande, per cui ciò che resta del gruppo decide di continuare ad esplorare la spiaggia.
Poco dopo, gli avventurieri incappano in un piccolo accampamento dal quale sembra gli occupanti siano scappati in tutta fretta: il cibo è stato trafugato e il fuoco spento alla svelta. Ad un tratto, vicino ad un grosso guscio di tartaruga marina, dalla sabbia chiara della spiaggia si solleva un’aberrazione mostruosa dalle fattezze vagamente umane: il suo aspetto grottesco ricorda molto un granchio di mare, il cui carapace sembra avvolgere il suo corpo in una corazza spessa e resistente.
Dietro ai Guitti interviene anche un misterioso guerriero dall’età veneranda, brandendo una lunga spada con l’unico braccio che sembra essergli rimasto. I suoi movimenti e le sue tattiche suggeriscono agli eroi che si tratti di un grado militare elevato, tanto che con i suoi consigli lo scontro prende da subito una piega favorevole. Gli eroi tuttavia non sono da meno e, tra incantesimi e fendenti, lo scontro dura una manciata di secondi.
L’uomo si presenta come Seraphius Torbrand, un avventuriero giunto su quell’isolotto per aiutare gli abitanti con un virus che sembra abbia colpito molti di essi. Tuttavia il guerriero attempato non ha incontrato anima viva da quando è arrivato, se non un accampamento pieno di provviste ed equipaggiamento che pare nessuno sia ancora tornato a reclamare.
Lunlelm intuisce che la conformazione del corpo del nemico provenga da qualcuno che una volta era un uomo, le cui mutazioni lo hanno reso un animale dal puro istinto di predatore.
Seraphius scorta i Guitti all’accampamento, vicino ad una piccola cascata di acqua dolce, dove la compagnia fa una conoscenza più approfondita. Il guerriero scopre delle avventure dei Guitti e della loro missione, e quest’ultimi del desiderio di Seraphius di sistemare le cose ove possibile.
Dopo aver prestato loro riparo e un pasto caldo, la compagnia decide di procedere assieme per ritrovare Zeno e Gerbo da un lato, e aiutare gli isolani a liberarsi del virus dall’altro. Valente è convinto che sia stato Malvar a trasportare la nave verso l’isola con i poteri liberati da Gerbo durante lo scontro con l’aberrazione tentacolare.

L’alba seguente gli eroi, rifocillati nel corpo e nella mente, riprendono le ricerche assieme al guerriero esperto di sopravvivenza, che dopo quasi una giornata tra radici, piante e sottobosco, scorge un barile su un albero. Lo sguardo degli avventurieri cade quindi sulla scogliera dalla quale l’albero si affaccia, mostrando il relitto del mercantile sul quale sono probabilmente arrivati sull’isola.
Lo scafo è squarciato e la nave sembra deserta. Qualcuno tuttavia, dopo aver attraccato, pare abbia ripreso a caricare il ponte dell’imbarcazione con artiglieria da combattimento via mare.
Dopo una breve indagine ad opera del famiglio di Lunlelm, Blashirk, il gruppo scopre che un sopravvissuto c’è: si tratta di uno dei marinai che era stato aizzato contro i Guitti nello scontro sulla nave. Liberato l’uomo malconcio dall’albero maestro che lo immobilizzava sotto una roccia, gli avventurieri lo interrogano per capire cosa sia successo: il marinaio dalla pelle scura si presenta come Yashod, ed appare spaesato e stupito quanto loro. Il suo ultimo ricordo è che, come tutte le settimane, aveva rimediato un lavoro di carico e scarico merci commissionato da un tipo alto e incappucciato dal mento sottile e la pelle chiara. Ricorda solo che nave è salpata, poi la sua mente ha dimenticato ogni cosa fin quando non è stato salvato dagli avventurieri.

Durante l’interrogatorio però, Seraphius che stava facendo da vedetta si accorge che qualcuno li sta osservando… gli occhi ambrati di un goblin luccicano al tramonto e gli avventurieri vedono la creatura cercare di fuggire nel sottobosco.

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