Emnotork, Miraggi di Velen
Granducato di Orloch
19°giorno di HALDINAR, Anno del Demiurgo 1416
Testimonianza di Imanuel Cantanebbia
Miei cari avventori,
quest’oggi desidero raccontarvi una storia. Si narra che un tempo il mondo fosse molto più freddo rispetto a come lo conosciamo oggi. La temperatura era molto più vicino a quella che stiamo vivendo con il Grande Gelo e le terre conosciute avevano un aspetto completamente differente; a quel tempo, umani e giganti condividevano numerosi territori e non erano gli unici. Tra le razze non umane che popolavano Emon-Tork, ce n’era una che diventò motivo di leggenda: i Rhona. Nei Rhona, si narra che scorresse sia il sangue degli uomini che il sangue dei giganti del gelo. Figli dell’Acqua, i Rhona erano un popolo tanto brutale quanto saggio. Si narra che la loro abilità nella forgia e nella guerra fosse eguagliata soltanto dalla loro capacità di cantare storie e filastrocche tramite le quali tramandavano la loro storia e la loro conoscenza. Infatti, si dice che i Rhona non avessero una lingua propria, né possedessero il dono della scrittura e, forse, questa è la principale ragione per la quale si sa ben poco su di loro.
Perché vi sto parlando di tutto questo? Beh, parlando con il sacerdote del tempo, Ticandrius Morgarius, ho appreso che la ragione della scomparsa dei Rhona sia da associare ad un aumento globale delle temperature climatiche. I Rhona avevano un grande legame con il freddo e la loro scomparsa avvenne proprio quando il mondo iniziò a riscaldarsi, nello stesso periodo in cui foreste e pianure verdeggianti scomparvero per lasciare spazio alle smisurate distese desertiche che distinguono regioni come i Miraggi di Velen. Secondo Moragius, i Rhona non sarebbero in effetti scomparsi, ma sarebbero semplicemente caduti in un profondo letargo secolare. Si dice che essi siano rimasti in attesa, in attesa che il mondo tornasse ad essere meno caldo e che le temperature globali calassero quanto bastasse da garantire loro un clima sopportabile. Ebbene, chi ci dice che questo Grande gelo non abbia risvegliato questo popolo? In verità vi dico che ho udito alcuni profughi giunti ad Orloch in questi ultimi tre giorni, profughi provenienti da Althea, Porta del Gelo e Velen. Profughi provenienti da tre luoghi differenti, eppure, tutti e tre mi han raccontato di alcuni fatti aventi elementi comuni, pur trattandosi ciascuno di un fatto totalmente avulso rispetto agli altri. In sintesi, mi han parlato di individui grossi, molto più grossi di un essere umano e persino di un orco, dalla carnagione celestina ed una parlata tinta di un accento sconosciuto. Che i Rhona siano davvero tornati? Chissà che non ne vedremo mai uno aggirarsi qui ad Orloch. Certo, con le nuove leggi imposte dal Granduca non so quanto un Rhona possa essere il benvenuto qui…ma riterrei decisamente poco misericordiosa, la scelta di negare l’accesso in città ad una razza tanto antica quanto misteriosa, la quale meriterebbe di essere oggetto di studio e non di discriminazione, per come la vedo io.
Cambiando discorso per rispondere ad una vostra domanda…no, miei cari avventori, i Protettori di Orloch non sono ancora tornati. Si trovano da qualche parte ad ovest, tra le colline rocciose dei d’Arthus…e a proposito dei d’Arthus, alcuni minatori giunti in città parlano di cose strane che accadono laggiù. Intanto, lord T’Han ha fatto giungere da Seta di Sabbia una enorme quantità di legname che sta distribuendo tra la popolazione. Con il nuovo editto, il sovrano ha imposto il razionamento delle scorte alimentari e di qualsiasi altra tipologia di provvista in atto. Cosa vuol dire? Semplice, amici miei, vuol dire che avremo cibo e legna gratuitamente, ma nulla di tutto ciò sarà di nostra proprietà. Sarà il sovrano a decidere quando e quanto potremo mangiare o quanta legna potremo bruciare, di conseguenza vi conviene essere molto parsimoniosi con le vostre riserve perché una volta esaurite, dubito che riuscirete ad ottenerne altre in tempi brevi. Il nuovo editto parla chiaro; la vendita clandestina di cibo, legname, materiale medico, pellicce, pellame, vestiti o qualsiasi altro materiale combustibile sarà punita con trenta colpi di flagello ed una condanna di sette giorni e sette notti alla pubblica gogna, praticamente una condanna a morte per chiunque dovesse finirci. E’ praticamente impossibile sopravvivere alla gogna per tutti quei giorni di esposizione dal grande gelo. Già sono state cremati e gettati in mare i corpi di una dozzina di persone che hanno subito una condanna anloga per le ragioni più disparate. Lord T’Han avrà le risorse e i mezzi per salvare il Granducato, ma devo ammettere che non ci va per niente leggero, quando si tratta di applicare pene per chi infrange la legge. Devo ancora capire se devo identificarlo più come un tiranno o semplicemente un sovrano molto astuto.
Protagonisti:

Inquisitore di Orloch,
questo insolito Elfo silvano senza memorie del suo passato, ha da sempre servito il Dio della Folgore come suo chierico, vivendo tra gli esseri umani.

geniale Mago di razza Svirfneblin che ha scelto la vita in superficie per approfondire e condurre i suoi studi magici.
Protettore di Orloch e Rettore della Grande Biblioteca di Orloch.

un soldato in congedo che ha giurato di combattere in nome del Dio del Tempo.
Cavaliere e Protettore di Orloch.

META GAME:
- La sessione ricomincia esattamente da dove era terminata nell’episodio precedente: i nostri eroi si trovano nelle miniere di Carbonpietra dei d’Arthus alle prese con una infestazione di creature insettoidi. Hanno appena scoperto una specie di tomba di ghiaccio nella quale riposa una grossa creatura.
- Mentre i PG sono impegnati a parlare, il blocco di ghiaccio va in frantumi e da esso fuoriesce un Rhona di nome Arghè. Parlandoci, i PG capiscono che il Rhona si era ibernato molti secoli fa, proprio con lo scopo di sorvegliare l’ingresso che conduce nel Sottomondo, così da impedire agli insettoidi di risalire.
- Il Rhona si unisce al gruppo. In quel preciso istante, mentre stanno ancora parlando, uno sciame di insettoidi fuoriesce assalendo il gruppo. Inizia così un combattimento piuttosto duro, ma altrettanto rapido che termina con il trionfo dei protagonisti.
- Dopo aver ucciso gli insettoidi, il gruppo ritorna ad esplorare il complesso minerario. Ad un tratto giungono presso un tunnel che scende nelle profondità della terra, in un punto in cui terminano le miniere ed iniziano grotte naturali. Qui il gruppo si sofferma; il Rhona spiega che quel tunnel conduce nelle regioni del Sottomondo, con un alto rischio di perdersi. Anche Bitruc, originario del Sottomondo, conferma il rischio di perdersi e di incappare in numerosi pericoli. Aramil insiste nel ritornare in superficie e fare ritorno ad Orloch; Ergon si trova d’accordo con lui.
- Mentre il gruppo è ancora indeciso sul da farsi, odono un rumore di batter d’ali. In breve tempo, un enorme sciame di mostruosità insettoidi giungono dal tunnel, oltrepassano il gruppo volando sopra le loro teste ed iniziando a risalire le miniere verso la superficie.
- Il gruppo inizia a correre, risalendo anch’essi in superficie per inseguire gli insettoidi.
- Giunti in superficie però, degli insettoidi non c’è nessuna traccia. E’ buio serale, fa molto freddo e le strade del villaggio di minatori sembrano deserte.
- Girando per il villaggio, il gruppo giunge ad un tratto dinnanzi la taverna dove un gruppo di persone si è ammassato attorno a due corpi. Avvicinandosi i PG esaminano i corpi riconoscendo due guardie del villaggio. Apparentemente non presentano ferite e non è chiaro se siano morti o privi di coscienza. Mentre i PG sono ancora impegnati a esaminare i corpi odono la voce di qualcuno gridare “Ehi, venite tutti qui! Ne ho trovato un altro!”. Fine sessione.

