EMNOTORK – “IL DESTINO DI MOLTI” – Sessione 107 al 20/05/2024

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da

Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla musica sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Tommaso F. nel ruolo di Seraphius Torbrand, il solitario veterano dei campi di battaglia dalle profonde cicatrici di guerra.
Simone O. nel ruolo di Elamyar, lo scaltro furfante spadaccino dalla lingua lunga alla ricerca di edonismo, fama e oro.
Lorenzo C. nel ruolo di Darvin Everwood, il fiero e sprezzante abiuratore della prestigiosa accademia Solcan.

Sulla strada per il Palazzo Arboreo i Guitti sentono grida d’aiuto, scoprendo che si tratta di un gruppo di elfi attaccati da misteriose creature del Vuoto. Alcuni vengono trascinati nella fenditura dalla quale sono sbucati e solo in tre riescono a salvarsi. Abbattute le orrende mostruosità, gli elfi descrivono di una grande scossa di terremoto e la profonda fenditura aperta sotto ai loro occhi, poi, l’assalto dei mostri dal sottosuolo.
Gli elfi vengono portati al Palazzo Arboreo dove i Guitti si confrontano con Sylania, ora in salute, e il re e la regina. Riportati i fatti di Jorff e Alkasar, gli eroi riprendono il cammino verso il tempio di Okna ma lo trovano seppellito sotto le macerie: Burmag afferma di aver assistito al crollo in prima persona e che successivamente lo spirito di Lunlelm gli sarebbe apparso con un messaggio rivolto ai suoi compagni: i Guitti non dovranno mai cercarlo poiché, per debellare il potere del cristallo corvino che ha permesso la diffusione della peste e la corruzione dell’Adras, il necromante ha lo avrebbe portato nei regni del Vuoto per sigillarlo.
Appreso della perdita, volenti o nolenti i Guitti devono desistere dal recupero del necromante mentre Sylania, che si era recata con loro, riceve un messaggio dalla somma sacerdotessa Leyawin del tempio di Weinal.
Raggiunto il tempio con il teletrasporto della sorella della regina elfo Jolana, Leyawin e Bolvann trovano una scusa per allontanare Seraphius che nel mentre si è ricongiunto con la figlia Elara, rilasciata dopo i controlli del Concilio. Dopo un’attenta analisi al corpo di Jorff, del cui recupero erano stati avvertiti da Valente, vengono a scoprire che la seduzione del Vuoto aveva ingigantito un piccolo risentimento del passato, portandolo alla pazzia. Persino Jorff, che aveva finto di essere posseduto dall’Adras corrotto, infine lo era davvero. Seraphius, dicono ai Guitti, dovrà saperlo solo quando i suoi compagni valuteranno sia arrivato il momento giusto. Intanto, un lontano cugino di Bolvann il taumaturgo ha fatto ritorno al tempio: si tratta di Dain, uno zelota di Weinal. Il tempio vorrebbe si unisse ai Guitti per sugellare una forte alleanza tra Malvar e Weinal stessi, attraverso la presenza del paladino e dello zelota. Zeno accetta così come il resto del gruppo, mentre Seraphius successivamente viene ufficialmente nominato nuovo sovrintendente dal Concilio dei Dodici. Il vecchio guerriero decide di restare ad Althea assieme alla sua famiglia come mentore di Calil, speranzoso che un giorno possa trasmettergli tutti i valori e le conoscenze necessarie a sopravvivere.

Poi, Zakaras Endimion, padre di Zeno, richiede un incontro con i Guitti direttamente alla capitale Seta di Sabbia. Senza indugiare oltre e dopo aver dato l’arrivederci al vecchio Seraphius, i Guitti, con Dain tra le proprie fila, utilizza il cerchio di teletrasporto di Althea per raggiungere quello di Casa Endimion.
In uno dei grandi giardini della tenuta, Zakaras e Valiris, genitori del rampollo, attendono gli eroi ma non sono i soli: sul patio subito a fianco ecco che fa la sua entrata il Barone dei Poveri in carne ed ossa, figura che nemmeno Elamyar e Darvin avevano mai visto di persona.


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