EMNOTORK – “IL BUIO SOTTO LA MASCHERA” – Sessione 51 del 20/03/2023

La Chiacchiera del VicoloDal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da

Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Johnatan B. nel ruolo di Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Danilo F. nel ruolo di Drugan Gambalunga, il selvaggio nano barbaro benedetto dalla Folgore di Weinal.


Vazir, dopo aver ucciso brutalmente uno dei sicari, afferma di essersi allontanato per cercare Camelia che nel mentre sembra essere scomparsa.
I sicari confessano che avrebbero dovuto portare via Zeno a tutti i costi e spaventare gli altri senza doverli uccidere. Un tipo losco e incappucciato pare averli pagati in anticipo per questo lavoro. Ad incarico ultimato li avrebbe attesi nel suo nascondiglio di cui conservano la mappa. Della donna dicono di non saperne niente.
Zeno va su tutte le furie e senza perdere tempo incarica Vazir di riprendere a setacciare tutta Seta di Sabbia in cerca della ragazza, chiedendo ovunque trovi persone a cui chiedere.
I Guitti decidono invece di occuparsi subito del losco committente, speranzosi di trovarlo nel suo covo in attesa dei sicari.
La mappa sembra però essere molto vaga e senza un percorso ben delineato, difatti, quando gli eroi raggiungono il vicolo citato, devono indagare con attenzione per accorgersi di un mattone segreto che apre un passaggio sotto la città.
A quanto pare si tratta di una vecchia miniera usata per i lavori sotterranei dovuti al canale di Quata: quando la marea è bassa i cunicoli possono essere adoperati, ma quando la marea sale quel luogo pare si trasformi in una trappola mortale, pronto a soffocare anche gli avventurieri più esperti.
Una parte sembra sia interrotta da una parete crollata, mentre l’altra scende a spirale verso il basso, fin quando gli avventurieri non si imbattono in un vecchio deposito che sembra ora ospiti un misterioso culto minore dimenticato.
Sulle pareti di roccia ci sono muschi e licheni che fanno presagire il cambio della marea a diverse altezze, ma in un punto ben preciso è stato allestito un piccolo altare con offerte bislacche e variegate verso l’iconografia di un grottesco goblin gigantesco.
Mentre gli eroi cercano di studiare la statua, devono anche occuparsi di copiose trappole di ventura piazzate un po’ ovunque, quando alla fine vengono colti di sorpresa da un manipolo di goblin selvaggi che cala già dondolandosi per il cordame sparso per il tratto della miniera che penzola dai sostegni del soffitto: i goblin, capeggiati dal loro leader, dapprima credono che gli eroi siano lì per porgere omaggio alla loro divinità, ma poi un fraintendimento porta i due schieramenti alle mani.
Dopo averli umiliati a suon di sfere infuocate, i goblin ammettono la superiorità del nemico permettendogli di passare nella zona proibita.
Una serie di gabbie e carrucole portano gli eroi a risalire uno strapiombo circolare che sembra corrispondere al covo citato dai sicari.
Girando per le sale del nascondiglio, i Guitti trovano refurtiva ma nessun occupante. In una stanza trovano addirittura un archivio in cui pare che il losco figuro ne seguisse i movimenti da parecchio, addirittura da Ambros. L’interesse appare spiccato per Zeno, Mordecai e Lunlelm, ma il mistero sembra ancora indistricabile.

Superata una falsa facciata verso un’attività che sembra essere una taverna vuota, quello che gli eroi identificano come il losco figuro incappucciato è lì ad attenderli, comodamente seduto su un tavolo. Accanto a lui, tre pericolosi scheletri corazzati torreggiano al centro della taverna, apparentemente immobili.
L’uomo, stupito che non si tratti dei sicari che aspettava, scende dal tavolo ringraziando gli eroi per avergli comunque portato ciò che desiderava: Zeno Endimion!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *