EMNOTORK – “IL BUIO SOTTO LA MASCHERA” – Sessione 48 – 27/02/2023

La Chiacchiera del VicoloDal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da

Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Johnatan B. nel ruolo di Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.


Dopo aver abbattuto i diavoli spinati a guardia delle mura, gli eroi devono meditare sulla prossima mossa: i famigli dei maghi scrutano il campo di schiavi dall’alto e notano altri immondi guardiani dall’altra parte. Si tratta stavolta di creature dalla pelle scura, fasciati da lunghe catene piene di lame di ogni genere.
Zeno decide di infiltrarsi sperando di liberare qualche schiavo e impiegarlo come alleato nella battaglia che li attende, tuttavia i poveri sventurati restano paralizzati dal terrore di essere sferzati e non riescono a fare un passo.
Al contempo, il resto della compagnia forza i portoni e viene subito preso di mira dalla seconda fila di guardiani che li bersaglia con le proprie catene. Lo scontro è duro e le ferite riportate in precedenza non aiutano, ma la caparbietà e la furia degli eroi nel voler liberare quei poveri schiavi è più forte, e infine i Guitti hanno la meglio.
Dopo aver abbattuto tutti i carcerieri, gli schiavi sono finalmente salvi e ringraziano euforici i loro salvatori.
I Guitti però sanno bene che questa battaglia era solo una parte di ciò che li aspetta: gli schiavi gli raccontano infatti che i due maghi che cercano sono ai piani inferiori dove una squadra di genieri nani è a lavoro su qualcosa di cui non sono stati informati.
Lo schiavismo è una pratica diffusa a Seta di Sabbia ma quella povera gente afferma di essere stata inviata lì dopo essere stata arrestata per sospetta Dormienza: oramai le guardie sono così spaventate che dubitano di qualsasi comportamento.
Gli schiavi aiutano gli avventurieri a calarsi giù per il trabucco che porta agli scavi inferiori, pronti ad accoglierli quando tutto sarà finito e promettendo che bloccheranno il portone, facendo di tutto per difendere la libertà ottenuta.
Scesi nella cava, le rotaie dei carrelli attraversano le silenziose pareti sostenute da robuste travi di legno. Tuttavia dalle pareti inizia a sbuffare del vapore violaceo e appaiono anche i minerali che gli eroi hanno già visto in precedenza: elitropi rosa.

Rumori di lavori senza sosta provengono dalle profondità di quel luogo, e quando la volta si allarga i Guitti vedono la squadra di nani intenta ad allargare un foro nella roccia su cui è stato montato un altro trabucco per scendere ancora più giù.
I nani però non sembrano in sé: i loro occhi sono privi delle pupille e il loro sguardo vacuo. Qualcosa sembra controllare le loro menti. Una tenue fiammella bluastra crepita sulla cima del trabucco e quando Zeno la fissa, cade vittima del suo sortilegio: il Grande Turbante cerca quindi di gettarsi nel vuoto ma l’intervento fulmineo di Valente lo salva da morte certa.
Gli eroi si organizzano e cercano di capire di cosa si tratti, ma appena cercano di colpire la fiamma sperando di liberarsene facilmente, la lugubre luce bluastra svanisce per riapparire in una forma più grande e spaventosa: un altro guardiano, stavolta dal mondo degli spiriti, si desta per interrompere il cammino dei Guitti!

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