EMNOTORK – “IL BUIO SOTTO LA MASCHERA” – Sessione 43 – 23/01/2023

La Chiacchiera del VicoloDal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da

Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Johnatan B. nel ruolo di Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.


La melma senziente risulta difficile da tenere a bada ma con la strategia giusta i Guitti di Zeno riescono a contenerla. Dopo aver appiccato le fiamme al magazzino dei T’han, recuperato gli ingrendienti e trafugato un bel bottino di monete d’oro, gli avventurieri lasciano quel luogo per tornare verso le fogne.
Per evitare di tornare sui propri passi e di fare brutti incontri, gli eroi prendono un’altra strada che li porta vicino al vicolo dove hanno fronteggiato le guardie cittadine. Ora deserto, il vicolo ricorda loro che il mercato delle Tende dista poco da quel punto, per cui tornano velocemente da Talgor facendo attenzione a non incappare in altre guardie.
L’occultista è stupito nel vedere che qualcuno sia riuscito a penetrare in un magazzino dei T’han e a privarli di alcune delle loro merci più rare, ma il tempo è tiranno e Talgor si mette subito a lavoro.
Nell’attesa gli avventurieri vengono indirizzati da Pristine, il fabbro della piazza, che pare debba un favore al vecchio occultista. Nonostante i modi sgarbati Pristine si rivela una donna di parola ma soprattutto un fabbro eccezionale: dopo aver riparato la corazza di Zeno, sistemato il bastone di Lunlelm e venduto a Gerbo un’arma portentosa, Pristine caccia tutti facendo presente che il suo debito con Talgor ora è cancellato.
L’occultista ultima finalmente il decotto Strappa-anime, ma il difficile viene ora: bisogna farlo ingerire al posseduto. Entrare nella tenuta Endimion appare impossibile, tuttavia gli eroi si ricordano di Camelia, una delle governanti della tenuta che li ha già aiutati in passato.
Talgor augura a Zeno e ai suoi compagni di riuscire nella loro impresa, anche per Seta di Sabbia.
Raggiunto il Molo alticcio, la taverna ai moli in cui Camelia va spesso a trovare la madre Raladasan, i Guitti di Zeno vengono accolti da guardie di Seta di Sabbia armate che intimano loro di entrare in silenzio.
Una volta dentro Zeno alza la voce per farsi riconoscere e per tutta risposta Camelia e Raladasan appaiono dal retrobottega felici di vederlo ancora in vita.
Le guardie sono in realtà alcuni membri dei Druidi delle Sabbie sotto il comando di Vazir, il braccio destro del Decano Ram-Jaaz in persona.

…Prima l’Ordine di Tergnuseth, poi il Grande tempio blu di Malvar e ora i Druidi delle Sabbie… che i T’han rappresentino un problema ben più profondo di un caso di possessione?

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