Emnotork – “I Segreti di …” – Sessione 6 – 20/01/2023

CHIACCHERA DEL VICOLO:

La maggior parte delle volte i mostri li creiamo noi da ricordo inesatti, questo supponendo che i mostri non esistano veramente e i nostri ricordi siano effettivamente sbagliati.

“Voci nei bassifondi”

VOCI DALLA FORESTA:

Giovanni nei panni di Alan: Umano Chierico della Tomba

Alessandro nei panni di Vazir: Umano Guerriero

Bernardo nei panni di Liarthuk: Tiefling Stregone Origini d’Ombra

Andrea nei panni di Càlendor: Mezzelfo Paladino

Il gruppo si riunisce la mattina successiva anticipando l’appuntamento a prima dell’alba, Càlendor ha una pessima sensazione, crede che il suo maestro Sandorax sia in pericolo.

Triss, come da accordo, li accompagna fino alla parte più povera di Castel Dinitro e insegna a Liarthuk alcune scorciatoie sicure in caso debbano ripassare in futuro; poi saluta tutti quanti facendo presente che se avessero mai bisogno di una figura nella città bassa possono contare su di lei.

Il luogo in cui si trovano è veramente desolato, non pare nemmeno parte di Castel Dinitro, cadaveri di uomini e donne morti assiderati lasciati in strada, gruppi di bambini ammucchiati sotto stracci e paglia per stare al caldo, sbandati ad ogni angolo… una visione di grande tristezza.

L’unica cosa che desta alcuni sospetti è un ragazzo che fa la guardia alla porta di un casolare in decadimento, è magrissimo e tiene in mano un bastone. Dopo una chiaccherata, per un paio di informazioni, Càlendor e Alan capiscono che ha visto Sandorax, ma chiaramente non si fida di loro e cerca di non mostrare il suo timore.

La tensione viene spezzata nel momento in cui un uomo in armatura completa con grado di “Maggiore”, riconosciuto istantaneamente da Vazir, esce dalla casa togliendosi l’elmo: è proprio il maestro che ha insegnato molto Càlendor.

Entrano per discutere al sicuro, ma dopo qualche passo nella struttura Liarthuk si sente schiacciato da una presenza magica soffocante, tutta quella forza proviene da una singola donna in gentile attesa, vestita in pesantissimi abiti invernali e uno spadone sulla schiena. La donna descritta ‘sta dando da mangiare a dei bambini da una ciotola in legno.

La discussione con Sandorax è particolarmente lunga, Càlendor gli racconta quasi tutto ciò che sa, ma il maestro non sa rispondere a tutte le sue domande e molti argomenti nemmeno li conosce a pieno. Viene fuori il discorso del “giustiziere notturno” che l’uomo vede come una figura importante ormai, ma destabilizzante; esce anche il discorso dei Segreti, ma consiglia di fare molta attenzione a parlare di argomenti così preclusi e, infine, Càlendor fa pervenire la sua preoccupazione riguardo alla vita del proprio maestro. Sandorax non è preoccupato per la propria vita, anche perché l’avventura lui l’ha vissuta in passato e quando giungerà la sua ora, accetterà tale destino, ma è preoccupato del malcontento soprattutto se sfruttato da persone con forti interessi. Un unica domanda però lo scontro a riguardo, come potrebbero mai fare dei poveracci rancorosi ad attaccare un esercito, che conta di figure estremamente pericolose e potenti. Poi salutando esce e pedinato da Liarthuk fino alla prima caserma, superata la conta muraria, inizia a dare istruzioni per i turni di guardia ai suoi sottoposti.

Nel frattempo, Vazir, Càlendor e Alan si rimboccano le maniche e danno una mano alla donna che distribuisce il cibo. Il Caporale la riconosce grazie la notizia di giornale letto due giorni prima, è Yicia Leegion. Yicia è contenta di avere qualcuno che l’aiuti, in questa maniera ci metterà molto di meno, ma allo stesso tempo ammette che tutto questo lavoro è pera maggior parte inutile; i bambini e gli anziani già malnutriti moriranno in ogni caso. Ciò nonostante ha fiducia che c’è una ragione dietro a tutta questa miseria; si chiede se il Conestabile eletto da poco avrà peso nel portare la voce della città bassa.

Liarthuk si riunisce al resto del gruppo e ripartono verso l’archivio, qui Virgil è impegnato nell’analisi di uno specchio assieme ad una Aasimar, la quale vola dagli avventurieri appena questi varcano la porta d’entrata. Si presenta sotto il nome di Estya, è contentissima di vederli di persona e Virgil gli ha parlato dei loro recenti successi, spera un giorno che essi diventino persone importanti, in modo da poterne scrivere un racconto; poi lascia tutto in mano all’archivista uscendo dal portano volando. 

La figura è la migliore cacciatrice di taglie e ha fatto richiesta per un compito speciale, recuperare un eretico scappato dalle segrete che si sospetta essere nascosto in un ex covo di cultisti. Questo perché il carceriere, purtroppo da fatica ad individuarlo con sicurezza, inoltre fare agire le guardia nella città bassa creerebbe eccessivo scompiglio.

Si parte quindi per la missione e, come da indicazioni, Liarthuk risale all’entrata segreta del luogo. La prima cosa notata da Vazir è che di certo il posto non è stato frequentato per molto tempo, ma la polvere spostata da indizi di un recente passaggio; inoltre, il luogo è abbastanza interrato da passare su di una fossa nera.

Lo stregone trova un masso su cui vi è stata impressa un aura di evocazione e malsanamente il guerriero spostandola evoca due piccolo l’elementali della terra, accompagnati da un altro fatto di spazzatura e poltiglie.

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