CHIACCHERA DEL VICOLO:
“Questo è per lei.”
La donna avvicina lentamente la propria mano e afferra quella specie di scintilla assorbendola allo stomaco.
“Io ho fatto la mia parte, una volta arrivati alla Chiave mi aspetto la stessa risolutezza.”
“Voci nella città Alta”
VOCI DALLA FORESTA:
Alessandro nei panni di Vazir: Umano Guerriero Mistico
Andrea nei panni di Càlendor: Mezzelfo Paladino Giuramento di Gloria
Enrico nei panni di Salcaren: Tiefling Barbaro Cammino Totemico
Nicola nei panni di Erdan: Elfo dei Boschi Ranger Maestro delle Bestie
Alessandro S. nei panni di Aerandil: Elfo Alto Mago Cantore della Lama
Matteo nei panni di Astharoth: Changeling Mago Scuola di Necromanzia
Inizia con il botto l’attacco alla base nemica della Mano Scarlatta, un assalto che va dal furtivo e silenzioso ad una gigantesca fiammata prodotta da Aerandil. Non manca il supporto di un membro esterno arrivato nel mezzo dell’azione che supporta il gruppo dal retro di una buona copertura. Astharoth questo è il suo nome, venuto a recuperare qualcosa di personale che gli è stato rubato recentemente dai cultisti, attentamente pedinati fino a questo luogo.
Ripulito l’esterno è il momento di entrare, ma nuovamente dietro la porta dell’edificio protetto non vi è altro che uno specchio nero, come molti già incontrati.
Un piano viene imbastito al meglio delle capacità sia di combattimento, sia di cammuffamento; ma una volta entrati non vi è nessuno ad attenderli, se non una litania di sottofondo. Un calderone pieno di sangue sta bollendo, immediatamente rovesciato da Vazir che, assieme ad Erdan, recupera dal fondo un mucchio di ossa spolpate, un armatura rovinata e un simbolo sacro di Okna: è il corpo di Alan. Poco distanti sono rinvenuti anche i corpi di Liarthuk e Ugum chiusi in delle vergini di ferro e completamente disanguati.
Non c’è tempo di piangere però, la litania è sempre più forte, Astharoth la sente risuanere e ci mette poco a tradurla: “Richiamiamo su questa terra la moglie dell’Immondo.”
Come sono aperte le ultime due porte che dividono il rituale dalla stanza appena esplorata scoppia lo scontro.
Incantesimi, esplosioni, colpi di spada, frecce e prove di pura forza rendono quel piccolo luogo base di una sfida che rimarrà nelle corde dei Bardi di Castel Dinitro per molti anni. Aerandil si trova contro un fastidioso incantatore che usa il fuoco al meglio delle proprie capacità, mentre Erdan affronta a viso aperto Liamel Vask, ex-Sandorax, per chiudere il conto aperto la scorsa volta; nel frattempo Vazir e Salcaren impiegano tutta la loro forza per tentare di portare via Lady Roxanne dal centro del rituale in svolgimento passando attraverso un muro di fiamme vive e combattendo contro il barbaro che li aveva derubati la prima volta. Nel frattempo Astharoth cerca di bloccare il rituale per più tempo possibile creando una zona di silenzio attorno all’incantatore che tiene aperto il suo grimorio continuando a ripetere la litania. Elenya sebbene non avesse riposato e ancora stanca della sera precedente tiene botta per tutta la durata del combattimento continuando a curare e offrire supporto nel modo migliore possibile.
La scontro si conclude nel dolce amaro, purtroppo il rituale si conclude con successo, sostituendo al corpo della giovane Roxanne quello di Telhona e il ritualista riesce ad andarsene grazie ad un anello del richiamo, nonostante ciò Liamel viene ucciso assieme al furioso paladino e a tutti i servitori della Mano Scarlatta.