Chiacchiera del vicolo – Sessione 27
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
- Gil si sveglia nel cuore della notte, i suoi compagni dormono sonni agitati, le stelle hanno abbandonato il buio cielo ed uno scheletro giace rannicchiato ai piedi del suo letto. La creatura gli indica silenziosamente la pergamena trovata sull’uomo vestito di blu. Nel testo criptico ed intraducibile, miracolosamente, gli occhi di Gil riconoscono delle parole che insieme raccontano di una profezia antica i cui effetti si svolgono e si svolgeranno sotto i suoi occhi. Gil insieme a Campanella prova a svegliare i suoi compagni, invano. La fata dice di percepire un’energia familiare, qualcosa dall’altrove non dissimile dal Colui che canta sta bussando ad una porta ed attende che questa venga aperta. Gil si dirige verso il lago nelle vicinanze dove sotto un sole oscurato che fatica a sorgere numerosi corpi si alzano e cercano di raggiungere la riva. Gil li combatte con ogni mezzo e solo un paio sfuggono ai suoi incantesimi. Non sono non morti, qualcos’altro li anima, qualcosa di alieno. Gil si risveglia nel suo letto, la pergamena è fuori posto, dei corpi della notte scorsa non vi è traccia, ma non è stato solo un sogno.
- Ilios e Gil si dirigono da Abramo per organizzare la partenza e recuperare preziose informazioni. Abramo li rende partecipe del fatto che nessuno degli uomini su cui ha effettuato autopsie e che mostravano segni di fervore religioso presentavano tracce di lumache dal guscio blu, lo strano animale non sembra collegato a questo fenomeno. Li informa inoltre che il vuoto mentale, la potente droga mnemonica, è una sua invenzione ottenuta stabilizzando gli effetti psicotossici delle lumache con una potente droga, la meraviglia. I cacciatori del cuore ne hanno accumulata molta e a basso costo durante il periodo del grande gelo sicuri di poterla rivendere a Latavia ma per qualche ragione la città risultava impenetrabile ad ogni tentativo di metterla sul mercato, perfino i criminali più scellerati della città rifiutavano i soldi facili che la sostanza prometteva. Ciò ha lasciato Abramo con una ampia disponibilità di materia prima per i suoi esperimenti che hanno appunto condotto alla creazione del Vuoto mentale.
- Ignigo, Filavandrel ed Eren raggiungono Kastella nella vecchia palestra fuori l’accampamento come d’accordo. Li avverrà il rito che Kastella ha preparato per Ignigo, una cerimonia della fede di Biazo attraverso la quale divinare l’anima del partecipante e mettere a nudo la sua persona, un rito che può salvare ma anche distruggere. La cerimonia è un sacro incontro di arti marziali con un Vero Atleta e Kastella è proprio un rappresentante dei campioni di Biazo. L’incontro volge a Sfavore di Ignigo che colpo dopo colpo apprende gli errori della sua condotta agli occhi degli dèi e viene spogliato della sua investitura divina, in un ultimo atto di coraggio però non mostra segni di resa e solo la sua volontà lo salva dalla caduta. Biazo lo ha spogliato dell’investitura ma ha anche aperto la porta della consapevolezza, c’è una strada per meritare il potere della vera fede e solo coltivando il suo corpo come una giovane pianta e brandendo saggiamente la sua mente come fosse una spada affilatissima Ignigo ritroverà la forza del suo giuramento.
- Gli eroi lasciano l’accampamento e si dirigono verso Latavia dove ad attenderli non c’è solo una preoccupatissima Vivienna ma anche un arrogante ed indaffarato artigiano.