EMNOTORK – -I pilastri della fiamma- – SESSIONE 24 – 07.09.2023

Chiacchiera del vicolo – Sessione 24

Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal

Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re

Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, La giustizia incendiaria

Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore

Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole

Gianfranco A. nel ruolo di Drake Gileanor, Il furfante dal cuore d’oro

  • Gli eroi nel mentre dell’esplorazione della tana del troll di montagna, vengono colti di sorpresa e ad armi spianate dai cacciatori del cuore, il gruppo di briganti che tormenta negli ultimi tempi la cittadina di Latavia ed i territori che circondano il monastero. Questi, guidati dal loro leader, accusano gli eroi dei numerosi morti all’interno della tana affermando che il troll non li avrebbe mai attaccati e di certo non volontariamente visto che erano già svariati mesi che quegli uomini erano di stanza lì.
  • Gli eroi riescono a introdurre il ragionevole dubbio sulla loro innocenza ed Ilios viene scelto in qualità di rappresentante del gruppo per discutere in separata sede con la leader dei cacciatori del cuore i termini di una possibile resa. Viene stabilito che a loro non sarà fatto del male né sottratto alcun bene. Gli eroi verranno invece sequestrati e scortati bendati all’accampamento segreto dei briganti: a quanto pare ci sono argomenti che la leader desidera discutere lontana da occhi indiscreti e la mancanza di “segni” sul corpo degli eroi insieme alle parole di Ilios la convincono che questi potrebbero essere “utili al suo scopo”. Intanto, senza consultare i suoi compagni, Selene, la druida alla guida dei Cavalcacolline, riesce a riscattare la libertà esclusiva del suo gruppo lasciando indietro gli eroi in un gesto apparentemente fuori luogo e contrario al suo precedente comportamento che sorprende tanto gli eroi quanto gli stessi membri dei Cavalcacolline.
  • Gli eroi giungono all’accampamento dei cacciatori del cuore, sito a valle delle montagne dove sorge il monastero di latavia, nei pressi di un delta. In un luogo discreto vengono spogliati e controllati attentamente dalla leader dei briganti e da un suo svampito collaboratore che poco sembra avere a che fare con la vita da criminale, un mago cerusico di nome Ambramo. Il mago preleva inoltre dei campioni del loro sangue che fa reagire con un marcatore ottenuto a partire dai gusci blù della strana lumaca che gli eroi hanno individuato nelle profondità del lago. Dopo i due attenti esami gli eroi risultano “puliti”, la leader può spiegare la situazione.
  • La leader racconta di non possedere memorie a lungo termine. Ricorda di essere stata ripescata diversi anni prima insieme ad Abramo da un gruppo di banditi dei quali in seguito si sarebbe guadagnata il rispetto e poi il comando e che sarebbero cresciuti in numero e potere sul territorio fino a divenire i tenuti cacciatori del cuore. Tutto ciò che aveva con sé era una lettera ottenuta da una pagina di libro strappata in fretta e furia che le spiegava come Latavia fosse in pericolo, che le lumache dal guscio blu erano la soluzione e di non essere avventata poiché vi erano degli ostaggi di mezzo. La leader non ricorda il suo nome né tantomeno di essere mai stata a latavia ma sia la grafia della lettere che la città le suscitavano sentimenti forti. Gli unici ricordi che ancora accompagnano sia lei che Abramo sono conoscenze tecniche di ingegneria e medicina relative ad una professione che non ricorda di aver mai esercitato e dei frammenti di ricordi, dolorosi, dove ricevevano tormenti fisici non chiari. Nell Espandere la sua attività criminale, reclutando alcuni evasi dal carcere di Latavia, la leader è riuscita a venire a conoscenza di terribili torture e ritmi di lavoro disumani a cui sono sottoposti i detenuti che lavorano presso le miniere della città. Le sue indagini e la scienza alchemica di Abramo hanno inoltre portato alla luce due fatti: tutti i detenuti e molti abitanti della città con cui siano entrati in contatto presentano misteriose cicatrici in qualche punto del corpo; il sangue coloro che presentano questi segni sembra reagire in qualche modo con la magia insita nelle lumache blù; chi presenta questi segni esprime anche un notevole e spesso inspiegabile zelo religioso; la somministrazione in dosi molto concentrate di Vuoto mentale,una potente droga ricreativa ottenuta dai gusci della lumaca blu, danneggia la memoria di chi la ingerisce ma nel processo riporta la personalità alla sua condizione originaria cancellando l’innaturale zelo religioso.
  • Gli eroi riconoscono nella grafia della lettere la stessa mano che ha scritto il messaggio d’aiuto sugli stivali di Ilios e giungono ad un accordo: questi indagheranno sulle vicende di Latavia e le condizioni di vita dei suoi abitanti a patto che la leader tenga tranquilli i suoi uomini e tenga fuori i civili dagli scontri che potrebbero generarsi in futuro. La leader accetta e comunica loro una voce secondo la quale ai piani alti del monastero qualcuno non gradisce con la nuova madre superiore al comando, questa persona potrebbe rivelarsi un utile strumento di indagine se adeguatamente circuita.
  • C’è un’ultima questione da risolvere però. La leader non può lasciare andare gli eroi come se niente fosse. A quanto pare i suoi uomini erano molto legati al troll la cui tana era protetta dai cacciatori del cuore sia per assicurarsi sia che non uscisse dai suoi terreni di caccia divenendo una minaccia per la valle sia per garantire che nessuno ne scoprisse l’ubicazione esatta dal momento che la minaccia di un troll di montagna dalla posizione sconosciuta era più che sufficiente a dissuadere I paladini di Latavia dallo spingersi troppo il lá nella ricerca dell’accampamento dei briganti. Per poter essere rilasciati senza che la leader ci perda la faccia è necessario che gli eroi facciano credere di essersi uniti alla causa dei briganti di rovesciare Latavia e si guadagnino il loro rispetto… e la leader dei briganti sa esattamente come otterlo.

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