Chiacchiera del vicolo – Sessione 23
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, La giustizia incendiaria
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
Gianfranco A. nel ruolo di Drake Gileanor, Il furfante dal cuore d’oro
- Gli eroi affrontano la signora della montagna, un temibile esemplare adulto di femmina di troll di montagna dotata di rudimentali ma potenti capacità sciamaniche. Con il gioco di squadra e l’aiuto del fauno Velko riescono tuttavia ad avere la meglio su di lei e sugli spiriti tenuti in ostaggio dal suo potere.
- Esplorando la tana del troll, situata all’interno di antiche rovine all’interno del bacino vulcanico, gli eroi scoprono la presenza di tre giacigli uno dei quali più piccolo degli altri due. Tra i resti dei vari pasti degli abitanti di quella tana vi sono diversi corpi appartenenti senza alcun dubbio ai cacciatori del cuore. Pare che in quel luogo si sia svolto un duro scontro, ma non vi è traccia né dei troll né di umanoidi che ne siano usciti vincitori, solo i segni della lotta e un letto di cadaveri maciullati orrendamente riempie la vista.
- Tra i corpi i guardiani recuperano una mazza, uno strano congegno composto da un’asta e da una sfera perfettamente sferica e lucida posta alla sua estremità.
- Nella tana i guardiani individuano un antico altare attribuito a qualche ancestrale e ferale oggetto di adorazione nella cultura dei troll. L’iscrizione parla di un campione della loro razza che in tempi antichi vagò per il mondo lasciando dietro di sé sette doni destinati al suo successore. Vicino all’altare uno dei guerrieri caduti nello scontro indossa una cintura chiaramente antica, frutto di n artigianato dimenticato dove campeggia, in luogo della fibbia, il volto minaccioso di un troll.
- Gli eroi vorrebbero procedere con l’esplorazione ed il recupero delle ricchezze di quel luogo ma una voce gli intima di fermarsi: è quella del capo dei cacciatori del cuore che, tenendoli a tiro di balestra, domanda loro dove siano i suoi uomini e cosa sia successo in quel luogo. Sgomento, risolutezza ed ira campeggiano nel suo sguardo.