Emnotork – I Miraggi di Velen: L’Ira di Malvar  – Sessione 21

La Chiacchiera del vicolo,
GDR 39, Sessione 21
Emnotork,
QUOTOR, 29°giorno, A.D. 1415
Testimonianza di Ophelia Occhiblu

Salve! Sono sempre io, la splendida e simpaticissima Ophelia Occhiblu, cantastorie itinerante di Puntafaro e cercatrice di avventure a tempo perso (ovvero, quando non sono costretta a lavorare per chi-di-dovere).
Le cose si stanno mettendo davvero male per Puntafaro, eh sì! Dopo due giorni e due notti di burrasca, ecco che una bonaccia ha portato un velo di nebbia ad oscurare l’orizzonte. Se prima le acque non erano navigabili per via della tempesta, adesso non lo sono per via del fatto che non c’è nemmeno uno sbuffo di vento a gonfiar le vele! Come se non bastasse, i pescatori sono tornati con le reti vuote! Non c’è pesce nel mare ed un silenzio inquietante alberga per tutto il porto! Che sia l’Ira di Malvar che continua a farsi sentire? Probabile! Almeno c’è una buona notizia: gli eroi che hanno liberato la città dai non morti, la Compagnia di Velen, stanno indagando sul furto che ha coinvolto i due templi del paese, il Tempio di Malvar e quello di Weinal. A quanto pare c’è un giro di contrabbando legato ad oggetti d’arte e sacre reliquie, un giro di vendite nel mercato nero che deve essere fermato. Da quanto è stato scoperto con le indagini, a quanto pare è stato Manlio de’ Principi
, figlio di don Carmine de Principi, a svaligiare entrambi i templi delle loro reliquie e dei loro strumenti sacri. Evidentemente quell’infingardo di Manlio non aveva tenuto in considerazione il fatto che, FORSE, un gesto del genere avrebbe potuto offendere LEGGERMENTE il Dio dei Mari e quello della Folgore. No eh? Evidentemente era troppo difficile arrivarci. Ad ogni modo, oramai quell’idiota di Manlio ha le ore contate. Già mentre vi sto raccontando questo, la Compagnia di Velen si sta dirigendo a Boscofresco per fermare la compravendita della refurtiva, recuperarla e riconsegnarla ai legittimi proprietari, sperando che tutto ciò avvenga prima che sia tardi. Non si può competere con l’ira di un Dio e se quel chierico delle sacre acque, Feon Moss, ha detto la verità allora dobbiamo seriamente preoccuparci, perché se le sacre reliquie di Malvar non saranno riportate presto all’interno della Chiesa delle Sacre Acque, allora il Dio del Mare distruggerà Puntafaro. Se ciò accadrà, sarà la fine per tutti i suoi abitanti. Oh beh, QUASI tutti, a dire il vero; io ho già preparato armi e bagagli in maniera preventiva. Non sia mai che le cose dovessero mettersi male; sarò la prima ad alzare i tacchi prima che sia la fine di tutto. Voglio bene a Puntafaro, ma col cavolo che sono disposta a giocarmi le penne per l’incoscienza di qualche imbecille! Ma sarà meglio essere ottimisti, suvvia! Speriamo che la Compagnia di Velen ci salvi tutti! Oramai abbiamo le ore contate! Bisogna solo aspettare! Suvvia, non fate quelle facce lunghe, non volevo di certo angosciarvi. Andrà tutto bene (si vabbeh!), facciamoci un goccetto e non pensiamoci! Tanto, prima o poi, toccherà a tutti (Tiè! Magari prima a voi, poi a me! Mi sembra giusto, no?).

Protagonisti:

Derrin Malarosa
Galrock della Tempesta di Sabbia
Feon Moss
Mathàn il Barbaro
Nym Ràca
Ugarth il Mezzorco
  • La sessione incomincia da dove è terminato il capitolo prededente: usciti dal Nicariddo, i PG hanno ricevuto un biglietto con un invito ad incontrarsi con “qualcuno” presso la locanda Il Canto della Sirena a mezzanotte.
  • Arrivati sul posto, i PG incontrano una ragazzina che si presenta con il nome di Ophelia “Occhiblu”. Ophelia spiega ai PG di lavorare per qualcuno intenzionato a volerli aiutare e, per questo, darà ai protagonisti un paio di indizi su cui investigare: Salvo ‘a Scaracchia, il tipo con cui i PG avevano dialogato presso il Nicariddo, è senza dubbio tra i ladri che hanno partecipato alla rapina del tempio di Malvar. Inoltre, il reggente di Malvar, Orazius Morenus, è un noto frequentatore della bisca, il che significa che potrebbe sapere più di quanto sostenga.
  • Sebbene insospettiti e diffidenti, i PG decidono alla fine di dare ascolto alle indicazioni di Ophelia.
  • Grazie ai suggerimenti di Ophelia, i PG raggiungono la casa di Salvo ‘a Scaracchia. Dopo aver appurato che il loro uomo non sia ancora rincasato, decidono di aspettarlo nascondendosi in un vicolo. Salvo arriva a notte inoltrata, completamente ubriaco. I PG lo accerchiano e, con un escamotage, riescono a portarlo dentro casa e parlarci.
  • Dopo un paio di minacce fatte bene e, soprattutto, uno sfogo di rabbia da parte di Feon Moss, alla fine Salvo cede e confessa di aver partecipato passivamente alla rapina, aiutando i ladri giusto come palo incaricato a offrir loro una copertura mentre loro saccheggiavano il tempio. Salvo confesserà i nomi degli altri ladri: Beppe, Gaspare e Manlio de’ Principi, figlio di don Carmine de’ Principi, uno degli uomini più potenti e ricchi di Puntafaro.
  • La mattina seguente il gruppo si avvia al Tempio di Malvar per parlare con Orazius Morenus. Il chierico, parlando con Feon, confessa alla fine di avere il vizio del gioco e di aver accumulato un debito di duemila monete con Manlio de’Principi. Da qui, i PG hanno una ulteriore prova legata al furto delle reliquie di Malvar.
  • Il gruppo, grazie ad Orazius Morenus, riesce ad avere un incontro con don Carmine de’ Principi. Il padrino dei de’Principi tuttavia, si rifiuterà di credere alla confessione dei PG senza uno straccio di prova che dimostri la colpevolezza di suo figlio.
  • Il gruppo si divide: metà vanno alla ricerca di Gaspare, uno dei “picciotti” di Manlio dopo aver saputo che lavora al porto. Feon e Derrin invece si dirigono dal Podestà di Puntafaro, don Calogero Cozzamara, per denunciare il fatto.
  • Mentre Feon e Derrin si impegnano a parlare con il Podestà di Puntafaro (scoprendo, per inciso, che anche il Tempio di Weinal ha subito un furto simile a quello che ha coinvolto il Tempio di Malvar) e convincerlo del fatto che c’è un pericolo imminente che potrebbe portare Puntafaro alla distruzione, il resto del gruppo rintraccia Gaspare, il quale alla fine cede e rivela ai PG dove possono trovare Manlio: a Boscofresco, dove per il tramonto ha un appuntamento con un misterioso compratore per vendergli la refurtiva.
  • Il gruppo è pronto per lasciare Puntafaro e avviarsi a Boscofresco, ma prima di partire vengono raggiunti da Ophelia Occhiblu, la quale li invita a seguirla poiché il suo “datore di lavoro” vuole conferire con i PG. Dopo un po’ di tentennamenti iniziali, il gruppo decide alla fine di seguirla.
  • Ophelia conduce i PG al cospetto di Lord Salazard T’Han, presso la sua maestosa villa. Il nobile dirà ai PG di volerli aiutare, in cambio di un paio di accordi e promesse da parte loro: assicurarsi che Manlio sia consegnato alla giustizia VIVO e, nel frattempo, togliere di mezzo in maniera definitiva (uccidendolo) il suo misterioso compratore. Fatta esclusione di Feon, il resto del gruppo accetta.
  • Il gruppo esce dalla villa di lord T’Han, pronti per prendere i cavalli che il lord ha messo loro a disposizione per raggiungere in fretta Boscofresco. Mentre i PG si dirigono verso le scuderie però, Feon Moss ha un malore che lo fa cadere in uno stato di Trance. Parlando con una voce ultraterrena, dirà le seguenti parole che metteranno in allerta i PG, consapevoli di doversi sbrigare poiché la fine del paese è vicina: “Se entro la prossima Alba la Sacra Croce del Mare non sarà riportata nel mio Tempio, manderò il KRAKEN a sfogare la sua ira e distruggere Puntafaro”.

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