Emnotork – “I mari della sventura” – Sessione 9 del 09/10/2023

Emnotork, Miraggi di Velen
Mare degli Spiriti occidentale,
Cittadella di Am’Darràgh,

Diario di bordo di Kenneth Tannen,
Capitano della Lama degli Oceani:

Ed eccomi qui, a compilare ancora una volta le pagine di questo diario mentre alcuni dei miei ragazzi sono scesi nelle profondità degli abissi grazie alla magia di una strega dei mari. Sebbene le capacità di Madama Ecate siano sempre impeccabili, non nascondo la mia irritazione nel fatto che per liberarci di una strega, ci siam dovuti rivolgere ad un’altra strega. A questo punto avrei preferito che Saphyra o Edward avessero potuto sistemare la faccenda con i loro poteri magici, quanto meno non ci saremmo dovuti appellare a qualcuno esterno alla ciurma, ma la verità dei fatti è che quei due sono a malapena due apprendisti. Sarebbe un complimento per Saphyra se la paragonassi ad una fattucchiera di strada; Edward? Sì, la sua magia è utile, ma non credo che i suoi poteri possano rivaleggiare con quelli di una strega potente come Ecate, o come quella dannata Fey. Però gli riconosco il coraggio; si sono recati là sotto senza pensarci due volte, consapevoli che potrebbero non tornare mai più. Ed è la terza volta che lo fanno. Hanno coraggio da vendere, questo glielo concedo ed è una delle ragioni per cui gli do la mia fiducia. Sono un branco di idioti, Saphyra è ritardata e suo fratello non è da meno, ma incomincio a capire perché quel vecchio diavolo di William avesse deciso di adottarli. Edward? Sa il fatto suo ma mi spiace dirlo; senza i suoi poteri, chiunque nella ciurma potrebbe tirarlo giù con una coltellata ben assestata. Non durerebbe dieci secondi contro Conan. Ed il nuovo arrivato? Quel mezzelfo devo ancora inquadrarlo. Sembra che sia un tipo con le palle, ma la sua sbruffonaggine non mi piace per niente. Quest’oggi gli ho dovuto far sanguinare il naso con un pugno e puntare la pistola sulle palle per fargli capire che non scherzo. Ero sinceramente tentato di premere il grilletto e fargli saltare i gioielli di famiglia, ma se poi mi crepava non mi sarebbe stato più utile. Inoltre, voglio comunque dargli una possibilità, poiché ho bisogno anche di tipi come lui.
Una volta liberi da questa maledizione, mi divertirò assai nel guardare quella schifosa Fey morire tra atroci dolori. Ecate ha detto di aver bisogno del suo cuore e del suo sangue. Non ho idea di cosa debba farci, ma il solo pensiero che la fey faccia una brutta fine mi da un piacere piuttosto difficile da descrivere.  Prima di consegnargliela però, ho intenzione di divertirmi un po’ con quella fey. Oh, sì, mi divertirò parecchio con lei. Ecate vuole la fey? Gliela consegnerò, ma non ho mai promesso che lo avrei fatto in un solo tempo. Gliela consegnerò un po’ alla volta. La fey deve conoscere il significato di due parole: Paura e Dolore. Ed io ho intenzione di fargliele conoscere bene entrambe.
Quindi, ragazzi miei, sbrigatevi a tornare in superficie con il Cuore degli Abissi tra le mani. Sbrigatevi perché non vedo l’ora di vedere di che colore sia il sangue di una fey.

La Ciurma della Lama degli Oceani:

(Matteo F. nel ruolo di):
Saphyra “La Sirena” Turner,
una giovane piratessa che ha stretto un patto con una oscura entità degli abissi marini per padroneggiare una antica forma di magia arcana. E’ la sorella di Eric il Rosso.
(Nino S. interpreta):
Eric “il Rosso” Turner,
un pirata ladruncolo molto abile con lo stocco e nel passare inosservato. Fratello di Saphyra, assieme a lei ha passato la maggior parte della sua vita in mare.
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Stregone-della-Tempesta.jpg

(Luca A. è l’alterego di):
Eward “La Tempesta”,
uno stregone pirata che ha ereditato nel sangue i poteri magici dell’aria, del vento e della tempesta.

(Danilo F. nella parte di):
Elyndor Mantonero,
un mezzelfo ranger guidato da un irrefrenabile desiderio di viaggiare ed ossessionato da una terribile profezia che si è promesso di scongiurare.

METAGAME:

  • La sessione inizia da dove era terminata l’ultima volta. Il gruppo si trova ad Am’Darragh, presso Madama Ecate, una strega disposta a liberare la ciurma dalla maledizione scagliata dalla fey Aerlis. La strega ha detto ai PG che dovranno recuperare il “Cuore degli Abissi” ed in più, la strega  vuole anche qualcosa in cambio.
  • I PG tornano alla Vecchia Polena per parlare con il capitano Tannen e riferirgli che la strega vuole incontrarlo. Prima di parlare con lui però, lo attendono assieme al resto della ciurma, bevendo rum fino a ubriacarsi. Al ritorno del capitano si crea una incomprensione tra lui e Elyndor, mandando Tannen su tutte le furie. Elyndor si becca un pugno in faccia, una pistola puntata sui gioielli di famiglia ed una minaccia diretta da parte di Tannen. Dopo che gli animi si son calmati, il gruppo torna da Ecate assieme a Tannen.
  • Dopo una lunga ed interessante chiacchierata con Ecate, (durante la quale Elyndor fa un patto con lei, facendosi liberare dal marchio magico che lo vincolava ad un altro patto con la Fey),alla fine la Strega spiega ai PG che ha bisogno del gioiello noto come Cuore degli Abissi per spezzare la maledizione. Inoltre, vuole anche che loro le portino viva la Fey, avvisandoli di una cosa; se spezzeranno la maledizione e le consegneranno la vita della Fey, ciò genererà comunque conseguenze future con il popolo Fey dell’Isola di Fang. I PG si dividono, tra chi non è più sicuro di voler spezzare la maledizione in questo modo, e chi invece non ha paura di affrontare certe conseguenze. Il capitano Tannen ascolta i pareri dei PG e alla fine si convince che un patto con Ecate è meglio che continuare a stare al gioco della Fey.
  • Ecate conduce i PG presso un piccolo santuario di Malvar fuori città. Lì, la strega fa mangiare ai PG una speciale alga magica che permette loro di respirare sott’acqua e nuotare agilmente, rendendoli in pratica creature anfibie. La donna spiega ai PG che dovranno recarsi presso un Santuario sommerso, nel quale dovranno affrontare alcune prove. Tuttavia, trovandosi sott’acqua, non potranno parlare, né comunicare con loro in alcun modo. Inoltre, seppur la donna inviti loro a viaggiar leggeri, dirà di portarsi appresso comunque qualche arma. Non si sa mai. La strega richiama alcune creature del mare che portano i PG presso il suddetto santuario.
  • Raggiunto il Santuario, i PG trovano l’ingresso chiuso, con alcune iscrizioni nella lingua Marinide. Saphyra è l’unica del gruppo a conoscere questa lingua, così riesce ad interpretare il significato delle iscrizioni. E’ chiaro che questa prima prova richieda una sincera fede nei confronti di Malvar, combinata con il toccare il suo emblema inciso sulla porta d’ingresso. Lei, Elyndor ed Edward pregano Malvar, Sapyhra stessa tocca anche l’emblema ma non accade nulla, poiché le loro preghiere sono vuote e prive di fede. Al contrario, Erik è invece un reale fedele di Malvar così, dopo averlo pregato, tocca l’emblema il quale consentirà l’apertura magica della porta di ingresso del santuario.
  • I PG entrano nel santuario venendo risucchiati da un vortice, per finire in un complesso sommerso di camerate e corridoi illuminati da coralli luminescenti e numerose alghe. Impossibilitati sempre a parlare tra loro, i PG comunicano a gesti, talvolta capendosi, altre volte generando malintesi e intanto esplorano l’ambiente fino a quando non giungono in una camerata con un altare ed alcune lastre al suolo con degli ideogrammi in lingua Marinide. Saphyra inizia a leggerli ed interpretarli, comprendendo che dietro di essi si cela un enigma. Sull’altare è iscritto (sempre in Marinide) l’enigma che permette di comprendere il modo di risolverlo, assieme ad un misterioso pugnale cerimoniale completamente d’oro. Saphyra usa il pugnale per tracciare i segni sulle lastre a terra, seguendo le indicazioni dell’enigma.
  • Le deduzioni di Saphyra sono esatte e risolve correttamente l’enigma; immediatamente i livelli delle acque che sommergono il complesso si abbassano fino ad arrivare alle caviglie dei PG, i quali ora sono liberi di parlare e guardarsi meglio attorno. Sull’altare è comparsa una grossa perla luminosa che però, viene avvolta da un vortice d’acqua il quale prende la forma di una grossa entità elementale acquatica. L’entità minaccia i PG, accusandoli di aver profanato un luogo sacro. Lo scontro è inevitabile. Fine episodio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *