Emnotork – “I mari della sventura” – Sessione 7 del 26/10/2023

Emnotork, Miraggi di Velen
Mare degli Spiriti occidentale,
Isola Sperduta,

Diario di Jeff il Prescelto,
Sacerdote di Malvar:

Trovo incredibile ciò che abbiamo vissuto negli ultimi due giorni.
Non mi soffermerò nel trascrivere di ciò che abbiamo trovato all’interno di quel sepolcro e del perché ci troviamo in una situazione così spiacevole; la verità dei fatti è che le conseguenze delle nostre azioni ci si sono rivoltate contro e, adesso, ci ritroviamo a dover obbedire ai capricci di una Fey iraconda, che per vendicarsi del fatto di essere stata rapita per essere veduta al mercato degli schiavi, ha deciso di scagliare un maleficio, una maledizione su di noi e la nostra nave.  Piuttosto, sono state le sue assurde richieste ad avermi spinto a voler iniziare a trascrivere ciò che ci è accaduto su questo diario. Dovevamo dirigerci al cuore dell’isola, penetrare la Montagna di fuoco e cercare un fantomatico “Santuario ardente” in cui avremmo dovuto riportare un idolo d’oro che abbiam recuperato per conto degli uomini-rana. A quanto pare, anche su di loro incombe una maledizione e la Fey ha deciso che dovremo essere noi a liberarli. Gli uomini-rana però, hanno seri problemi di convivenza con una tribù di coboldi che ha occupato i territori del vulcano in cui ci siamo diretti e ci è stato gentilmente chiesto di far piazza pulita, con un monito ad accompagnarci: ovvero che i coboldi adoravano un non specificato “dio della montagna” il quale avrebbe potuto essere un drago. Nulla di più sbagliato, ma su questo ritorneremo a parlarne in un secondo momento.

Abbiamo trovato un complesso di grotte e tunnel, all’interno del vulcano e credetemi, abbiamo dovuto eliminare diversi coboldi, ma abbiamo trovato cose interessanti là sotto. I coboldi erano dediti alle pratiche e le usanze religiose tipiche di un culto di natura draconica, i segni che abbiamo trovato erano fin troppo evidenti. Abbiamo anche udito una voce tutt’altro che umana, parlare nell’antico idioma dei draghi, proprio agli stessi coboldi in fase di adorazione (prima che li massacrassimo dal primo all’ultimo, per inciso). Anche se queste creature non costituivano pericolo per Malvar ed il suo regno, ho partecipato alla loro epurazione e non mi pento di aver dato il mio contributo per aiutare la ciurma a ritornare in mare. Fatto sta, che nelle profondità di quel luogo, abbiamo trovato antiche rovine di ciò che rimane di una città sotterranea oramai scomparsa. Là sotto, ci siamo scontrati con il “dio della montagna”; nientemeno che un orribile e grasso dragonide vermiglio, che per qualche motivo era riuscito a sfruttare il suo ascendente per far credere ai coboldi di essere un dio-drago, sfruttandoli per farsi portare cibo di cui si ingozzava giorno e notte.
Abbiamo ammazzato quel ciccione e ci siamo impossessati del forziere con il tesoro contenuto al suo interno. Sebbene i miei compagni volessero tenersi tutto per sé, non condivido la loro avidità, giacché sarebbe più saggio fare in modo che parte di questo tesoro sia donato al capitano ed il resto dell’equipaggio. Non tanto per una questione di equità, quanto più per garantirci una posizione di privilegio. Sono sempre dell’idea che sia meglio fare in modo che siano sempre gli altri ad avere un debito con me e non il contrario. Ad ogni modo, adesso che abbiamo ripulito quel luogo ed aver riportato l’idolo dove dovevamo portarlo, possiamo ritornare al villaggio degli uomini rana, recuperare la Fey ed andarcene da qui, nella speranza che quella creatura mantenga la parola data.  
Tra l’altro, abbiamo trovato qualcosa di molto interessante là sotto; uno strano uovo nero, piuttosto grosso e pesante. Ce lo siamo portati appresso, ma non sono sicuro di voler sapere cosa uscirà fuori, una volta che l’uovo si schiuderà. Avverto presenza di vita al suo interno, ma la sensazione che provo nel toccarlo non mi piace per niente. Che Malvar mi dia il coraggio di affrontare qualsiasi creatura uscirà da quell’involucro al momento della schiusa.

La Ciurma della Lama degli Oceani:

(Matteo F. nel ruolo di):
Saphyra “La Sirena” Turner,
una giovane piratessa che ha stretto un patto con una oscura entità degli abissi marini per padroneggiare una antica forma di magia arcana. E’ la sorella di Eric il Rosso.
(Nino S. interpreta):
Eric “il Rosso” Turner,
un pirata ladruncolo molto abile con lo stocco e nel passare inosservato. Fratello di Saphyra, assieme a lei ha passato la maggior parte della sua vita in mare.
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Stregone-della-Tempesta.jpg

(Luca A. è l’alterego di):
Eward “La Tempesta”,
uno stregone pirata che ha ereditato nel sangue i poteri magici dell’aria, del vento e della tempesta.

(Andrea D. interpreta):
Milo “il nano”,
un halfling trovatello divenuto bardo ed entrato nella ciurma della Lama degli Oceani più per casualità che per scelta.
(Danilo F. nella parte di):
Elyndor Mantonero,
un mezzelfo ranger guidato da un irrefrenabile desiderio di viaggiare ed ossessionato da una terribile profezia che si è promesso di scongiurare.

METAGAME:

  • La sessione inizia da dove era terminata l’ultima volta. Il gruppo si trova nel covo dei coboldi nel cuore di un’isola misteriosa e, oltre a sterminarli uno per uno, i PG hanno il compito di riportare presso un santuario l’idolo d’oro a forma di rospo, in modo da liberare gli uomini rana da una maledizione che li affligge.
  • Il gruppo decide di recarsi ai livelli inferiori di quel complesso di tunnel, dopo aver ripulito il livello in cui si trovano da qualsiasi presenza cobolda.
  • Raggiunti i livelli inferiori, i PG iniziano ad esplorare una serie di ampie grotte con le rovine e le fondamenta distrutte di una antica città sotterranea consumata dal tempo. Impossibile capire a quale civiltà fosse appartenuta, ma di certo non è opera dei coboldi.
  • Ad un tratto i PG si ritrovano ad affrontare alcuni coboldi alati che gli bloccano il cammino, ma le creature saranno eliminate piuttosto rapidamente.
  • Dopo una lenta esplorazione il gruppo giunge finalmente presso il Santuario Ardente, dove hanno modo di conoscere finalmente il “dio della montagna” adorato dai coboldi; nientemeno che un grasso ed avido dragonide dalle scaglie vermiglie, che era riuscito a convincere i coboldi di essere una specie di divinità, costringendoli a razziare e consegnargli puntualmente cibo e doni in modo da farlo ingrassare fino a divenire la palla di lardo che i PG affronteranno in un cruento combattimento.
  • Durante lo scontro, Edward e Milo per poco non ci lasciano le penne, ma il dragonide alla fine sarà ucciso.
  • Dopo un riposo breve, il gruppo recupera un forziere pieno d’oro ed oggetti preziosi, tutti tesori che il dragonide deve aver accumulato nel tempo. I PG lasciano l’idolo d’oro che avevano con sé presso il Santuario Ardente, così come è stato loro richiesto e qui, recuperano anche uno strano oggetto degno della loro attenzione; un misterioso uovo nero contornato di venature violacee luminose, freddo e caldo allo stesso tempo se lo si tocca. Che sia davvero un uovo? Oppure qualcos’altro? I PG decidono di portarlo con sé, assieme al forziere, mentre si apprestano a lasciare questo posto per fare ritorno al villaggio degli uomini rana. Fine.  

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