Emnotork, Miraggi di Velen
Città di Velen,
Diario di :

Capitano della Lama degli Oceani
Dopo cinque giorni di navigazione siamo finalmente arrivati a Velen. Non posso dire di essere entusiasta di aver approdato nella capitale dove vive una tra le più grosse spine nel culo che ci saremmo mai potuti ritrovare, i Mortèt, tuttavia ammetto di preferire il rischio di imbattermi in loro (ed in tutte le rotture di coglioni che ne conseguirebbero), piuttosto che avere a che fare con ciò che ci siamo lasciati alle spalle quando siamo fuggiti da Am’Darràgh. Mi rode il culo ammetterlo ma è esattamente ciò che abbiamo fatto; ce la siamo data a gambe e ora, quella creatura di nome “Jenna”, sarà andata su tutte le furie. Ecate garantisce che la sua magia sia stata sufficiente da far perdere le nostre tracce ma dentro di me c’è qualcosa che gratta abbastanza forte da farmi venire il dubbio che forse sarebbe saggio non abbassare la guardia.
Tuttora non sono certo di aver fatto bene a caricarmi quella strega nella nave; di sicuro i suoi poteri ci fanno comodo, ma non posso dire di fidarmi completamente di lei ma se persino Ecate è fuggita terrorizzata dal potere di Jenna, allora deve essere davvero temibile la creatura che si cela dietro questo nome. Jenna, chi sei veramente? Soprattutto, CHE COSA sei? Non erano umani quegli occhi che ho visto attraverso il vortice d’acqua evocato da quel catino quand’eravamo al palazzo del Lord Ammiraglio e, sinceramente, non appartenevano ad alcuna razza che io conosca, quindi continuo a domandarmi…che cazzo di creatura si nasconde dietro quel nome? E fin dove possono arrivare i suoi poteri? Persino l’Ammiraglio Darràgh e i suoi non morti piegano la testa di fronte ad essa. Ecate ha paura del suo potere ed io stesso ammetto di avere i brividi ogni qualvolta chiudo gli occhi e richiamo nella mente il ricordo di quella voce mostruosa. Qualsiasi cosa sia Jenna, una cosa è certa: prima o poi ci reclamerà. Ecate ha ragione, dobbiamo liberarci di lei se vogliamo essere realmente liberi. E’ per questo che continuo ad essere sospettoso…siamo realmente riusciti a fuggire, oppure Jenna ci ha volutamente lasciati andar via? E se così fosse…perché?Mentre Ecate pensa ad un modo per liberarci di lei io devo occuparmi dei miei uomini. Ho nominato Eric mio nostromo ed il resto del gruppo, come miei primi ufficiali. Se lo meritano anche se non tutti spiccano d’intelligenza. Abbiamo bisogno di armi, rifornimenti e uomini ed ho chiesto loro di recuperare tutte e tre le cose. Spero che riusciremo a trovare tutto qui a Velen ed alzare le vele entro e non oltre tre giorni. Mi rende nervoso stare qui e voglio allontanarmi il più possibile da Am’Darràgh.
La Ciurma della Lama degli Oceani:
METAGAME:
- I PG si svegliano dopo una notte passata alla Lama degli Oceani, la loro fidata nave pirata. Il giorno seguente, al loro risveglio, il capitano li convoca nella propria cabina dove i PG troveranno Dama Ecate ad attenderli. A quanto pare anche la donna vuole andarsene da Am’Darràgh. Sembra abbia avuto problemi con “Jenna”, la misteriosa creatura femminile alla quale persino Darràgh e i suoi non morti hanno chinato il capo. Quella creatura, qualunque cosa sia, sembra essere dotata di un immenso potere e, stando alle parole di Ecate, sembra avere un legame con il mare.
- Ecate aiuta la ciurma ad allontanarsi da Am’Darràgh usando il Cuore di Lysandra per potenziare i suoi poteri e generare una tempesta estremamente potente, che permette di coprire la fuga e far perdere le proprie tracce a Jenna.
- Il giorno seguente la loro fuga, mentre la Lama degli Oceani naviga in mare aperto, i PG parlano con il capitano decidendo la loro prossima destinazione: la città di Velen, nella speranza di fare rifornimento di armi, provviste, materiale di manutenzione per la nave e, soprattutto, uomini da unire alla ciurma.
- Cinque giorni dopo la nave arriva a Velen. I PG entrano nel porto tramite scialuppe, lasciando la nave distante dalla costa e senza bandiera pirata esposta. La magia di Ecate permette loro di eludere i controlli portuali e dirigersi in locanda per mangiare e riposare dato che oramai è calata la sera. Si dirigono all’Orca Rossa dove vengono serviti da Dazhiir il locandiere.
- I PG passano una buona serata, mangiando la famosa zuppa di baccalà e ceci speziati di Dazhiir, anguilla arrosto e zuppa di molluschi, il tutto accompagnato da ettolitri di birra. Wulfila, Eric e Sigrun fanno anche conoscenza di qualcuno singolare, un halfling con un nome estremamente lungo (Hilbert UIthbert Major Kerillot Flixgerard il Terzo, per gli amici “Ermellino”) ed un nano musone suo compare (Sodek). Il piccolo halfling, dopo aver riempito di chiacchiere i PG (soprattutto Wulfila, totalmente ubriaco) riesce a convincerli ad acquistare ben tre copie di uno dei suoi manoscritti (Cronache degli Eroi dei Miraggi di Velen: Volume 1 Caccia al Grande Scorpione) prima di venir trascinato via dal suo amico nano, totalmente spazientito.
- La mattina dopo i PG si riuniscono attorno una buona colazione per decidere quali saranno le loro prossime mosse tra cui: raggiungere il Gran Bazar, cercare un posto dove arruolare potenziali futuri pirati, trovare un’armeria (o un aggancio al mercato nero) per l’acquisto di armi da fuoco e, infine, Wulfila vorrebbe sfruttare la sua posizione di chierico di Malvar recandosi al Tempio di Kyon.



