La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei NANI, formata da
Marco B. nel ruolo di Ruzzolo detto mestolo, il gerriero nano con la passione per la cucina
David B. nel ruolo di Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Stefano L. nel ruolo di Remo Greyforge detto rantolo, fiero chierico nano devoto a Weinal
Davide B. nel ruolo del vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Massimo M. nel ruolo di Rotolo, il burbero nano druido dall’animo ferino e lo spirito selvaggio
I soldati di Balthaz vengono uccisi ed il gigante esiliato grazie alla trama di Weinal che Remo Greyforge gli scaglia contro.
Tuttavia il tempo è tiranno e il piccolo Otto riesce per un soffio a scendere nel crepaccio e recuperare il nucleo scintillante della gigantesca sfera armillare incastonata nel ghiaccio.
Quando però l’enorme costrutto ritorna dal suo esilio, gli eroi sono costretti a darsi alla fuga una volta costretto il capitano Balthaz, ormai sconfitto, a seguirli.
L’elementale di ghiaccio è talmente enorme che non riesce ad attraversare la spessa parete del ghiacciaio, dove invece i nani riescono a scivolare oltre: Il possente Kahr del clan del Pugno Gelato li spalleggia nella fuga recuperando il vecchio Tobia ferito gravemente.
Fuori dalla caverna, con ancora i boati provocati dal gigante ghiacciato che riecheggiano dalle profondità del sottosuolo, Khar afferra la slitta degli avventurieri, prossimi all’ipotermia, per ricondurli il prima possibile a Primo Ghiaccio.
La folle corsa del gigante salva loro la vita e quando Kordius, Yorgoraz e Drashar vedono Balthaz in catene, chiedono subito spiegazioni del suo tradimento. Balthaz, smascherato, rimuove il trucco dal suo volto rivelandosi un Adamdar.
Davanti allo stupore generale il nano nero afferma che tutto ciò che ha fatto è stato per il suo padrone Wizzock, Adamdar anch’egli.
Il suo scopo era trovare il nucleo della sfera armillare per apprendere da essa le coordinate di una miniera dimenticata dal tempo sotto la quale, sembra, sia rimasto un deposito di Ethereum, rarissimo minerale dalle capacità incredibili.
Balthaz viene giustiziato in pubblica piazza per alto tradimento e il gruppo decide di interrogare il sommo sacerdote Soleman e la saggia Melin, ex Agenti della Folgore, per apprendere la volontà di Weinal sulla loro prossima mossa.
Il gruppo pare convinto ad attraversare il portale e a tornare a Snubekk con il nucleo, così da impedire a Wizzock di mettere le mani sul giacimento di Ethereum altrimenti introvabile. Ma alla torre di Melin, Weinal viene interrogato dalla preghiera dei suoi adepti più fedeli e la sua sacra parola impone agli avventurieri di recarsi alla miniera di Ethereum e di usare l’arma del nemico contro di lui. Weinal comanda inoltre ai nani che Wizzock, l’Adamdar reietto, venga catturato e risparmiato per un piano più grande.
…senza mettere in dubbio la parola del Dio della Folgore, la compagnia decide di mettersi subito in marcia per il luogo indicato dalla sfera armillare riparata da Drashar il druido. Il luogo, che pare trovarsi appena ad est della foresta di Melin, viene identificato alla base di una grande conca naturale in cui gli eroi trovano con sommo stupore delle torri allo sprofondo. Queste costruzioni fanno presagire al gruppo che un’antica struttura giace a diversi metri di profondità sotto il livello della conca stessa.
Scesi sulle plance di pietra delle torri, i nani notano un’antica iscrizione incisa su una piastra di roccia incrostata di ghiaccio: che i nani stiano per fare una grande scoperta storica?