Emnotork – “I cacciatori della Folgore” – Sessione 48

La Chiacchiera del Vicolo

Emnotork

Data di Emnotork: 7° giorno del mese di Hander, anno 1416

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim


In Meta:
Marco è Ruzzolo detto mestolo, il gerriero nano con la passione per la cucina
David è Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Stefano è Remo Greyforge detto rantolo, fiero chierico nano devoto a Weinal
Davide è il vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Massimo è Rotolo, il burbero nano druido dall’animo ferino e lo spirito selvaggio


Dopo essersi liberati degli assassini senza la possibilità di interrogarne nemmeno uno, gli Agenti della Folgore fanno finalmente ritorno a Primo Ghiaccio: l’insediamento è stato protetto dagli Ispr di Melin mentre Kordius è finalmente rinvenuto anche se ancora in condizioni precarie.
Ulgrim, sopravvissuto all’attacco degli assassini, si ricongiunge con suo cugino Yorgoraz e presta il suo Magliofuoco per tentare di scongelare i soldati ghiacciati. Con somma gioia di tutti gli abitanti dell’insediamento, il nano riesce a rimuovere il ghiaccio dai propri alleati lasciando congelato il resto dei nemici, pronti a liberarsene più avanti.
Molti sono in condizioni critiche: battiti rallentati, tremiti o perdita di memoria, tuttavia la maggior parte della milizia è ancora viva e illesa.
Ma il tempo di festeggiare è breve poiché il primo paladino Yorgoraz è stato informato da alcuni dei suoi ranger in esplorazione che Balthaz è stato visto nelle vicinanze. Sembra che viaggiasse con due nani in direzione opposta al santuario del dio del sangue in cui giace il pozzo. Dicono di aver visto anche un anello violaceo e brillante al suo dito.
Dalla direzione pare che Balthaz si stia dirigendo verso un intricato dedalo di caverne che sfociano in un ghiacciaio sotterraneo. Il motivo è ancora sconosciuto. Kordius chiede agli eroi di portargli la testa del traditore e informazioni che rivelino i piani di Wizzock, ovunque si trovi.
Gli Agenti ripartono subito dopo una necessaria notte di sonno sulle tracce dei tre nani, imbattendosi nelle loro tracce e in quelle più grandi di orchi di Karrakadez.
Una volta identificata la caverna giusta ed eluso le trappole che vi erano state piazzate, gli avventurieri scendono nelle profondità del ghiacciaio fin quando le tracce non seguono una biforcazione. Tra le due, viene scelta quella che ha un forte odore di morte.
Il passaggio conduce ad una grotta al cui centro c’è un altare scolpito nella pietra e un misterioso tomo dai poteri oscuri.
Dalle parole scritte al suo interno, gli Agenti apprendono la storia delle sfere armillari. Una tecnologia che i giganti Ritth ricevettero dagli Adamdar dissidenti che si erano rivoltati contro il proprio re corrotto. Nel tomo si parla di una sfera armillare enorme capace, con i giusti comandi, di trovare qualsiasi cosa sotto la terra. Le tracce di picconi e altri strumenti da minatori fa presagire al gruppo che Balthaz sia qui per trovare la sfera armillare.

… ma quando gli Agenti della Folgore si allontanano dal tomo dopo averlo letto, scoprono troppo tardi di aver spezzato un sigillo necromantico molto potente: dal ghiaccio sorgono rapidamente i corpi avvizziti di pericolosi ghoul, seppelliti tra quei ghiacci forse da millenni. La battaglia è inevitabile e i ghoul si dimostrano ben più potenti di qualsiasi avversario abbiano mai affrontato… sarà la fine dei nani? Quel luogo sarà la loro tomba di ghiaccio?

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