– Riccardo: Bruttor
– Lorenzo: Celeo
– Filippo: Zora
– Francesco: Kal’Gas
– Sergio: Murzill
– Luca: Ian Moone
Regno del Re Ragno, Provincia di Kargrand, Castel d’Onice
1416, 23 di Haldinar
Raccontato da Jacque, il cantastorie di Velen
Una volta a Valle Sulfura, la valle che circonda Castel d’Onice, ci si imbatte in una vecchia conoscenza: Lazimi! Un bardo della confraternita dei viandanti che racconta al gruppo che c’è stato un bel da fare in città. A quanto pare il ponte che collegava la parte interna, cioè proprio il castello, alla seconda cinta muraria è stato distrutto e ora stanno tentando di ripararlo. Qualcuno sospetta che sia stato un elementale.
Lazimi, dopo aver stretto amicizia con Celeo, gli regala un Flautino Bicamerale, che Celeo passa a Murzill come fosse un regalo di natale riciclato.
Dopo un breve scambio di battute con due bambini del posto che hanno rubato un tortino dal carro, il gruppo procede dove si trova il ponte.
Il mastro carpentiere nano del luogo parla chiaramente del fatto che il ponte è stato distrutto e a quanto pare non si sa né come, né perché, ma non può essere un normale sabotaggio. Spiega che c’è un secondo passaggio, più antico, della vecchia Tela del Ragno, il gigantesco sistema di condotti sotterranei della Regina Ragno, ormai in disuso e non più usato da quando il Castello di Castel d’Onice è sprofondato.
Proprio così, metà del castello è finita nella roccia fusa, anche se il gruppo non sa perché.
Mentre ci si avvia all’entrata di questa labirintica tela, un banditore annuncia che per la cattura di un certo gnomo di nome Murzill c’è un riscatto di 300 monete d’oro. A quanto pare ha rubato un incantesimo al famoso Gedfrin Glowe, che si trova (a suo dire) all’interno del castello, insieme alla famiglia Brightwood.
Dentro il vecchio tunnel con mille svolte e pericoli, il gruppo si imbatte in un mostro che si muove come un pipistrello e che sembra un mantello volante. Sconfitto lui e altri fastidiosi elementali, scoprono che dentro il tunnel c’è una stanza nascosta da un muro di fuoco e che c’è una nicchia nascosta, che teneva nascosto un arco di fattura elfica (elfi oscuri). Ian lo prende.
Dopo qualche minuto di esplorazione in aggiunta, si esce fuori e finalmente il gruppo si ritrova davanti a Castel d’Onice. La roccia fusa è ovunque e il castello, pendente all’orizzonte, appare come un sinistro presagio.