Chiacchiera del Vicolo
Sessione 29
Dal diario di Evendat
Daniele Pagnoni come Konrad
Francesco Milone come Inutaav
Lorenzo Cavazzola come Y’Golonac
Marco Cantini come Xariar
Marco Filippi come Stranger
Enrico Lacognata come Moutè Perenosh
“Caro diario;
Oggi la nottata non è stata particolarmente divertente.
Questa casa nuova mi piace un sacco, posso andare dove voglio e nessuno bada mai a me.
Faccio come mi ha detto la mamma: ascolto, osservo e imparo.
Nonno Erlock è rimasto tutto il tempo nella biblioteca.
È stato l’unico a notarmi, mi ha fatta avvicinare e mi ha raccontato di come presto avremmo avuto dei nuovi animali per il serraglio, li ha chiamati “grifoni”, e ha detto che andremo a prenderceli in un posto chiamato Rocca del Falco.
Non vedo l’ora di giocare con i grifoni!
Quando mi sono stancata di studiare con nonno Erlock, ho fatto una capatina al laboratorio di Konrad.
Vederlo che lavora è divertente, ma ho trovato lui e l’Umano Nuovo intenti a studiare dei cadaveri avvolti nel ferro, mi annoia sentirli parlare di cose scientifiche quindi sono tornata alla torre.
La mamma era da sola nel suo studio e non volevo disturbarla, quindi sono scesa nella mia stanza a giocare.
A un certo punto però mi sono preoccupata perché la mamma si è allontanata con tutti i suoi scheletri ed è tornata solo dopo molto tempo, in lacrime, ferita e insieme allo zio Xariar e a Konrad.
È strano vedere la mamma essere debole, di solito è lei a ricordarmi che devo sempre essere forte.
Forse è per questo che non mi ha detto nemmeno una parola quando è tornata.
Non ho pianto però.
Mentre la mamma era via zio Xariar è andato a trovare Golonac sulla sua torre.
Doveva avere freddo perché quando lo zio è sceso la torre stava andando a fuoco.
Stranger era tutto preoccupato, ma c’era Miriam a controllare che non scoppiasse un incendio, me lo ha detto quando è venuta a trovarmi, prima di andare a dormire.
Mentre mi rimboccava le coperte ha detto qualcosa sul non voler disturbare zio Xariar ancora per un pò, ma non ne ho capito molto sinceramente.
Buonanotte;
Tua, Evendatt.”