Chiacchiera del Vicolo
Walter Antonio C. è Waler Creel
Stefano G. è Recupero
Marcello R. è Maldrek Vheratil
Alessandra G. è Sheera Kestan
Giorgio M. è Zillen Inbar
Terminato il periodo di riposo e di guardie, i Cercatori si interrogano sul da farsi. Tra chi vorrebbe tornare al campo della Spedizione e chi vorrebbe seguire Maldrek nella sua vendetta, solo Sheera si accorge che qualcosa non va attorno a loro; rumori di movimenti in acqua, che lei, prontamente, fa notare agli altri Cercatori, mettono tutti sull’attenti.
I due fuggitivi del giorno prima, probabilmente, sono tornati dai loro alleati ed hanno avvertito dell’attacco e della successiva caduta del forte, motivo per il quale, ora, i Cercatori sono vittime di un grande assalto anfibio su più fronti. Lo scontro è ancora più sanguinoso e violento di quello affrontato il giorno precedente a causa della sorpresa, del numero degli assalitori, dalla presenza di un enorme granchio d’assalto e, inoltre, dallo sfortunato posizionamento dei Cercatori. Più volte i Cercatori si sentono sconfitti ed altrettante si avvicinano alla vittoria e così per vari minuti di sudore, sangue ed acciaio.
Dopo numerosi caduti in entrambi gli schieramenti, estremi tentativi per sopravvivere ed un innumerevole numero tra assalti e difese, Recupero rimane l’ultimo in grado di combattere; grazie ai grandi poteri ed alla volontà ultraterrena, riesce a piegare l’anima dell’ultimo nemico sconfitto in maniera tale che combatta per lui. Waler si riprende dallo svenimento e, trascinandosi verso i propri compagni caduti, sussurra un’ultima parola guaritrice verso Maldrek ed inizia, disperatamente, a tamponare le ferite dei suoi alleati. Maldrek, come onda possente dell’oceano in tempesta, si abbatte sull’ultimo nemico, ancora impegnato con recupero e l’anima schiavizzata. Quell’uomo-pesce, però, è molto più impegnativo del previsto e tra morsi, veleno e tenacia donata dalla disperazione, non solo non sembra voler cedere, ma riesce quasi a ribaltare le sorti di quell’ultima schermaglia. Ecco, però, che si odono arrivare pesanti passi di gente in armatura dal tunnel a nord, quello che porta al campo della Spedizione, sotto gli occhi dei due Cercatori e dell’ultimo uomo-pesce, ecco palesarsi i due figli di Nodaak. La visione dei rinforzi permette di vincere lo scontro a livello morale ancora prima di riprendere a menare fendenti.
Eliminato l’ultimo uomo-pesce, subito Maldrek fa in modo che non muoia, ma che svenga soltanto; egli ha delle domande da fare e non sembra avere né pazienza, né, tantomeno, voglia di porle con calma e gentilezza. Viene però richiamato dalle urla disperate di Recupero il quale, discusso con Waler e Vjerni, uno dei due figli di Nodaak, ha appena scoperto che Zillen è l’unico a non avercela fatta. Egli è morto.
Vengono inutilmente provati rimedi per comuni ferite come pozioni, piccoli incantesimi, balsami ed erbe, ma tutto risulta inutile. Ecco allora, borbottando un secco:”Mi dovete dell’oro, molto”, che Vjerni si avvicina al corpo di Zillen ed inizia un lungo rituale. La corazza d’odio e vendetta indossata da Maldrek fino a quel momento dello scontro si incrina e quasi si sbriciola quando, forse senza rendersene conto, dalle labbra di quel guerriero votato al Mare si possono sentire le strofe del poema presentato al Re Ragno qualche giorno prima riguardanti proprio Zillen. Dopo infiniti attimi di silenzio, si sente rumore di respiri ove prima non c’era altro che sangue e carne fredda.