Emnotork – “Dov’è il vento quando non soffia?” – Sessione 77 – 03/05/2024

“È cossì diversso da tutto cio che ho vissto nella foressta o in qualunque altro possto naturale…”

Termik Swamp

Brezza Leggera, un gruppo formato da

Stefano C. nel ruolo di Zeledon Ambermoor, un Umano Mago/Warlock
Daniele M. nel ruolo di The Red, un Mezz’orco Barbaro/Guerriero
Luca Z. nel ruolo di Termik Swamp, un Lucertoloide Druido
Lorenzo S. nel ruolo di Ren Ji “Jimmu”, un Umano Monaco
Valerio M, nel ruolo di Finamin Gardal, un Halfling Ladro

Finamin è il primo ad individuare quello che è a tutti gli effetti il cuore della creatura e che per poter aiutare quell’essere di metallo e legno e pietra fin troppo simile ad una persona reale bisogna agire: apre il congengno arcano e l’halfling fatto di carne, magia e battute taglienti lascia spazio alla mente del mago, Zeledon. Il quale capisce che bisogna trovarte una fonte di energia. Nonostante sia così lontano dall’essere un essere naturale, Termik è colui che provvede a dare energia al corpo con la propria magia, che nelle inscrizioni su cuore sembra debba essere “qualcosa legato alla luce”. E così si risveglia l’essere, dalla carnagione scura, dai lunghi capelli neri e ricci e dalle vesti da lavoratrice di campagna. È red a riconoscere che su alcune delle altre inscrizioni presenti tradotte dai cervelloni del gruppo, sembra formarsi il codice 3L-1S3, che tanto ricorda il nome Elise.

Elise si risveglia e si meraviglia nel trovare delle persone, in un posto a cui nessuno accedeva da molto a causa dall’acqua che bloccava il passaggio del portone in ferro. Lei sembra non ricordare molto di quello che le è successo, si ricorda soltanto che dalle stesse macchine contro cui il gruppo ha combattuto, è dovuta fuggire. Guidati da Elise, il gruppo si orienta nelle gallerie, finché un’enorme citta di ferro e acciaio non si profila davanti a loro e completamente disabitata. Come se non bastasse, su un enorme lago di liquido argenteo al centro della città, si trova un Worth spalancato, da cui però non fuoriesce alcuna minaccia. Ciò che intimidisce un poco il gruppo sono gli enormi umanoidi in ferro che girano per la città disabitata. Elise li avverte che si tratta dei Guardiani Ferrosi, anche se non ha idea di come si ricordi queste informazioni. Mentre tentano di nascondersi tra le abitazioni, una mano esce da una porta e si stende, pronta ad indicare un riparo al gruppo.

La donna che li ha aiutati racconta di provenire da Volzag e che alcuni anni fa si allontanò dal villaggio poiché in colpa per aver generato una bambina che non poteva mantenere. Per il rimorso, si è trovata costretta a viaggiare con delle carovane. Trovandosi nella Foresta della Vita dopo tanto viaggiare, cadde in un pozzo. O almeno il gruppo aveva sentito dalla stessa donna, la quale qualche secondo dopo inizia a variare il tempo di permanenza nella città chiamata Città del Metallo Sacro.

Capendo che i bagliori del Worth generano delle perdite di memoria e confusione, come successe a Red sulla Costa di Gravhark, consigliano a Pamela di riposare nel frattempo che pensano ad un modo per far riacquistare la memoria ad Elise. Red, Termik e Ren Ji, decidono così di riposare assieme a Finamin e Zeledon ma per poi esplorare la città. Nell’esplorarla, si ritrovano contro i guardiani e nel tentativo di capire come aggirarli, questi li attaccano. Dalle luci magiche emesse dal centro delle loro fronti di metallo, sembrano creare delle interferenze con la magia dei nostri eroi, i quali sono costretti a dover usare le maniere forti…



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