Emnotork
Anno 1416
Foresta di Khaddag
IN GIOCO:
“Questo mi servirà…”
Neith itzal
IN META:
Stefano, nei panni di Zeledon Ambermoor, Umano Mago
Daniele, nei panni di The Red, Mezz’orco Barbaro
Davide, nei panni di Arjhen Mordiscudo, Guerriero Draconide Vermiglio
Marco, nei panni di Elen d’Amadia, Mezz’elfa Paladina
Lorenzo, nei panni di Neith Itzal, Umano Mago
La lotta continua e finalmente le sorti sono a favore dei nostri eroi.
Arjhen, ferito e stanco usa le sue ultime forze per lanciarsi sulla besta a tre testa che con fiamme, artigli e corna colpisce e combatte senza sosta contro di loro e Red, si lancia contro il mostro, aprendo laceranti ferite sul petto della bestia.
Ed è allora che, vedendola in seria difficoltà, Elen si lancia con tutte le sue forze contro la bestia. Invoca così il favore di Malyniria, così cara a sua madre.
Un tuono di luce scaturisce dal suo spadone e abbatte la bestia e poi Red e Arjhen danno il colpo di grazia.
Neith e Zeledon si sostengono a vicenda e si riprendono dagli attacchi degli altri non morti, ma si ritrovano circondati. Il teschio li tiene sotto scacco con i suoi terribili raggi infuocati.
Una volta annientata la bestia, però, Elen, Red e Arjhen recuperano i fogli del diario del cerusico e partono all’attacco contro gli ultimi non morti. Con tutta fretta, si arrampicano sul muro ghiacciato e salvano i loro compagni rimasti circondati e si concentrano infine sul teschio volante.
Nonostante gli innumerevoli attacchi, magici e non. Il teschio viene più volte abbattuto e lasciato cadere nel lago ghiacciato ora completamente spaccato, ma quiesti ritorna più volte in superficie continuando ad attaccarli.
Zeledon è preoccupato e non riesce a trovare un modo per abbatterlo. È Neith che riesce a ricordare come poterlo abbattere: un liquido santificato è necessario per interrompere le energie negative che animano il non morto.
Si appostano lungo il lago e si preparano ad afferrare il teschio volante.
Appena riemerge, Arjhen scaglia una freccia, con una lunga corda attaccata alla fine. Colpisce il teschio, distratto dagli attacchi di Zeledon. Tirando la corda, Red e Arjhen tentano di portarlo via dal lago e il teschio continua a resistere. Con le pochissime energie rimaste, lo portano a riva e Neith lo tiene fermo. In tutto questo, Elen ha cercato di ricordare un incantesimo in grado di benedire l’acqua e, ricordandosi del suo talismano benedetto, lo usa per benedire l’acqua della sua
otre, sperando possa funzionare.
Elen, con un calcio spacca il teschio e lancia l’acqua sul teschio.
Il teschio si è fermato e, decisi a riprendersi, iniziano a ritrovare l’uscita della grotta.
Ma Neith rimane indietro.
Sapere del funzionamento di quella magia così potente che ha tenuto i suoi compagni in difficoltà per così tanto tempo è per lui di vitale importanza. E forse importante anche per la sua sete di conoscenza e di potere.
Neith prende dei pezzi dello scheletro e li porta via dalla caverna.
Una volta usciti, tutti loro sentono una strana presenza.
Chi sente toccarsi la spalla, chi sente qualcuno spintonarlo…
Cosa stava succedendo?
All’improvviso il viso di Neith è ricoperto da una strana maschera d’ossa…