La Chiacchiera del vicolo,
Miraggi di Velen, Regno di Orloch,
Regione di Altivalli, Borgo di Grandalbero
Diario di:

Gran Druido del Circolo di Grandalbero
Finalmente la Compagnia dello Scudo di Sion è giunta a Grandalbero. Avevo inviato il buon Faenir ad andare loro incontro assieme ad un gruppo di quindici ranger ed è stata una fortuna che io sia stato così previdente da inviar loro in soccorso, giacché i nostri beniamini hanno subito un agguato da parte di un gruppo di ferocissimi Morlac. Eppure son convinto che l’intervento dei nostri guardiacaccia sia stato alquanto relativo; quei giovani coraggiosi sanno il fatto loro e riconosco in loro un certo valore. Non mi pento di aver chiesto loro aiuto, seppur debba ammettere di non essere del tutto felice nel ritrovarmi in debito con le genti del Regno. Noi siamo sempre stati un popolo libero ed indipendente e temo che in futuro, arriverà il momento in cui ci sarà richiesto di onorare il debito morale che stiamo contraendo accettando l’aiuto di queste persone. D’altro canto però, la salubrità delle nostre terre e la salvezza delle nostre genti vengono ben prima del mio personale orgoglio. Il nostro Arcanalbero è malato e la nostra magia non è in grado di sanarlo. La magia stessa sembra non rispondere bene alle nostre invocazioni; essa è divenuta instabile e dopo aver parlato con la Compagnia dello Scudo, ho motivo di credere che tutto ciò non abbia realmente a che fare con il male del nostro albero, quanto più con qualcosa che abbia intaccato la Trama. Ovviamente sono solo speculazioni, fino a prova contraria, ma la testimonianza dello Scudo di Sion è sufficiente da farmi salir la pulce nell’orecchio. In fondo, coincide molto bene con le ipotesi azzardate da me e gli altri druidi del circolo. La Compagnia dello Scudo parla di alcuni pilastri di cristallo, frammenti della grande roccia di fuoco che un anno fa cadde dal Grande Squarcio che aprì il cielo e devastò le terre ad ovest di Orloch. Sembra che questi cristalli siano in grado di distruggere la trama, avvelenare la vita ed alterare la materia. Diversi animali ed altre creature sembrerebbero aver subito mutazioni a seguito di una prolungata esposizione a questi cristalli. Che ci sia un nesso tra di essi e la malattia del nostro Arcanalbero? Temo di sì. Attendo solo che la Compagnia dello Scudo ci dia conferma a riguardo. Nell’indomani si mobiliteranno per la Grande Valle Verde, il cuore di Altivalli. Laggiù, nei pressi di Teschioroccia, potrebbero trovare delle risposte. D’altro canto è laggiù che è stata segnalata una maggior concentrazione di Morlac. E’ arrivato il momento di ripulire la valle e l’aiuto di queste persone sarà fondamentale affinché l’impresa riesca. Che Okna e Malyniria ci assistano in questi tempi bui e che ci guidino verso il successo. Che l’Equilibrio naturale sia ripristinato.
La Compagnia dello Scudo di Sion:

Cole “Cenere” van Anderson
separato da suo fratello William quando era un infante, ha passato la sua infanzia in mezzo al crimine e i bassifondi di Orloch, divenendo un abile ladro. Soltanto di recente si è riunito a suo padre e suo fratello, venendo riconosciuto dalla famiglia e recuperando il suo cognome, seppur non abbia alcun titolo nobiliare riconosciuto. Adesso mette le sue abilità da ladro al servizio della sua famiglia.

Sir. William van Anderson,
fratello gemello di Cole, da cui si è separato quando erano infanti e che ha creduto morto per tutta la sua giovinezza, questo nobile guerriero è cresciuto nel lusso e le comodità di una vita prettamente adagiata ed aristocratica.
Ora che si è riunito con suo fratello Cole, combatte per suo padre e la sua famiglia, ambizioso di ripristinare il nome dei van Anderson ed ambire al trono di Orloch.

Fabian di Collevento,
un mezzelfo originario di un villaggio distrutto dalle forze del Vuoto, ricevendo la salvezza soltanto grazie alla fede riposta nel Dio Aenerion. Divenuto Chierico devoto al Dio del Tempo, ha accettato di divenire la guida spirituale ed il cronista dei Van Anderson, con lo scopo di registrare la storia della famiglia e, nel contempo, serve la comunità secondo i Dogmi del suo Dio.

Aron Namazian “Lo Zingaro”,
un artista nomade che ha stretto un patto con un Genio dell’Aria per ottenere poteri magici e conoscenze occulte da combinare con il suo straordinario talento artistico da bardo. Dopo aver perso il suo clan a seguito della Guerra contro il Vuoto che ha coinvolto Orloch nel 1416, i Van Anderson si sono presi cura di lui; come forma di ringraziamento, ha deciso di mettere al loro servizio le proprie arti.

Jack di Altocolle, detto “il curioso”
Un giovane cronomante il cui talento nelle arti arcane e la cui straordinaria intelligenza, sono pari soltanto alla sua arroganza e spavalderia.
METAGAME:
- La sessione riprende dal capitolo precedente; i PG sono impegnati in un violento scontro contro un gruppo di cinque Morlac, uno dei quali di dimensioni considerevolmente superiori rispetto agli altri.
- I Morlac sono nemici furiosi, violenti e brutali. La loro forza è superiore persino a quella degli orchi, così come la loro ferocia e la loro resistenza. In più, sembrano trarre forza dalla loro stessa furia, a tal punto da poter recuperare parte dei danni subiti grazie ad essa.
- I PG sono messi alla prova, ma riescono a muoversi bene, con tattica, astuzia ed efficacia. Tuttavia le loro forze vengono spinte allo stremo e se riusciranno a sopravvivere, sarà soltanto grazie al tempestivo intervento di una pioggia di frecce che darà il colpo di grazia ai Morlac ancora in piedi.
- Dopo la morte dei nemici compariranno coloro che hanno aiutato (e salvato) i PG; un gruppo di quindici ranger di Grandalbero capeggiati da un elfo di nome Faenir, capo caccia della comunità di Grandalbero. Faenir condurrà i PG al villaggio dove ad attenderli ci sarà Demetrio Vargas.
- I PG parlano con il Gran Druido il quale li farà sottoporre a cure magiche da parte dei druidi locali. I PG spiegano con maggiori dettagli le ragioni che li hanno spinti lì e, parlando con Demetrio, capiranno quale sia il problema di Grandalbero; i Morlac. In più, l’Arcanalbero da cui dipende la fertilità della terra su cui sorge il borgo, si è gravemente ammalato. I PG sospettano che c’entri la presenza di un altro pilastro di cristallo.
- I PG ottengono alcune informazioni; mesi addietro Grandalbero e Altivalli hanno avuto problemi con alcuni briganti, scomparsi con l’arrivo dei Morlac. Forse uccisi dagli umanoidi, o forse sono gli stessi umanoidi, mutati a causa della vicinanza di uno dei Pilastri. Sarà davvero così? Entrambe le ipotesi sono valide. In ogni caso ai PG viene segnalato che i Morlac sono concentrati nella Grande Valle Verde, presso Teschio-roccia, un complesso di grotte locale. I PG accettano di aiutare Grandalbero nell’eliminare i Morlac e individuare la presenza di un eventuale Pilastro. A confermarne la presenza il fatto che nella Valle dove si dovranno recare, la Trama magica sembra essere instabile.
- I PG si recano alla Taverna del Druido per rifocillarsi e riposare, consapevoli che il dì seguente li attenderà una giornata molto lunga e molto pesante. Fine.
Una risposta
Vino… dolce nettare è da quando ho lasciato il Protettorato che nn ne apprezzavo il gusto.. Eppure qualcosa mi turba, nemmeno le dolci note di Aaron stasera sono di conforto, il mio occhio va a quell ammaccatura nella mia corazza, il pensiero a quelle dannate bestie e solo il ricordo di quel gigantesco morloc affolla la.mia mente di oscuri presagi. Giurerei di aver colpito quelle bestie con tt le mie forze, fino al punto da nn sentire quasi piu le braccia, eppure non cadevano. Fabian e i suoi poteri l ha reso cieco eppure nonostante quello se nn era per quei ranger forse non avrei potuto salvare la mia compagnia. Lo ammetto le parole del Gran druido non mi hanno sfiorato, alberi magici arcanalberi tutti termini che vanno oltre la mia comprensione… una cosa è chiara vi è una valle piena di quelle bestie… e a quanto pare nessuno che li ha affrontati ha capito come ucciderli piu velocemente… se quel cristallo è laggiù temo che per qualcuno di noi questa potrebbe essere l ultima bevuta insieme… Ma forse tutto sommato è solo il vino.. forse solo la stanchezza che parla… forse…