EMNOTORK- CRONACHE DI ORLOCH: Fiori d’Acciaio- Sessione 78(06/07/2025)

La Chiacchiera del vicolo,
Miraggi di Velen,

Regno di Orloch, Contea di Altivalli

Tratto dai Racconti e Canti di:

Elias “il girovago”,
Bardo e Cantore degli Spiriti,

Cartomante di Professione, Cercatore di Vite.

Or torna il cor, ove già si fermava,
a narrar l’alte gesta e i fatti santi
de’ prodi eroi che ’l nome lor portava
di Scudo de Sion, sì chiari e tanti.

Quand’ultima novella avea parlato
di due fratelli, Van Anderson nomati,
Annaleena e Cole, ch’eran fuggiti a lato
col mappale che due reliquie han tracciati.

Verso la torbida Palude si son mossi,
ove rito empio cuor malvagio cela;
ne l’ombra del destin che li ha scossi,
vaga visïon si fa fiera e più vela.

E mentre il figlio con lo padre scende,
ché Sion l’an conduce in parte occulta,
tre cavalier, dal fato già possende,
ad un mercato vanno in cosa adulta.

Aratrim, Tristan e Lucas, trio fedel,
trattavan con Marduk, bestia caprina,
cui Rinhal fece appressar con suon di ciel
aprendo porta arcana e non latina.

Fuor del tempo e lo spazio han camminato,
ove la bottega a lor si palesava;
ivi il demon venditor li ha tentato
con merce che l’anima insidiava.

Ma l’oro ancor bastò, benché ambïssa
Marduk spirti e corpi e più peccato;
ché Rinhal con parola assai premissa
contenne il suo voler mal orientato.

Così, con l’arme nuove, si partirono,
mentre Lord Sion al figlio suo mostrava
cripta segreta, ove le ossa giacquero
d’Ander, ch’armi sante già brandava.

«Discendi or tu», così parlò il signore,
«ove la spada sacra attende il degno;
sangue e coraggio, luce nel tuo core,
faranno di te l’erede e non lo sdegno.

Ma s’ancor tornerai, sarà con ferro;
altrimenti, figliol, sarà lo sprezzo,
ché sola morte resta a chi è superbo,
e questo addio mi taglia il petto grezzo.»

Sì disse, e con abbraccio e doglia pura
lasciò che William in solitaria scese,
ove le fiamme e l’aura eran paura
e spirti ignoti su di lui sospese.

Sopra un pontil che fiamma e metallo cela,
la spada si mostrò, luce pulsante;
William la prese, e l’anima più vela
si sentì degna in quel lume vibrante.

Ma la voce di dentro lo richiamò:
«Se dal cammin de la luce ti sviassi,
da me sarai lasciato, e l’ombra avrà
le tue ossa e li tuoi spirti più bassi.»

Gran carico su spalle già dolente
di dubbi, d’ira e di passion confuse,
camminava egli in bilico pendente
tra luce e buio, ove la vita s’usa.

Or giunse il dì che ognun dové partirsi,
il Tecnowagon pronto si mostrava;
ma l’arte infame e oscura a’ lo colpirsi
l’avea guasto: niun cuore più pulsava.

L’energia era tolta, i cavi rotti,
e sol tecnomante l’avria sanato;
ma giorni e giorni eran già distrutti,
e il tempo corto v’era a lor donato.

Allor con cavalli e vettura addobbata
per sette giorni di cammino greve,
lasciaron la cittade già stimata
e mossero ad Altivalli tra le neve.

Portando con lor la cassa che racchiude
le spoglie del buon Aslan, or defunto,
su cui il vecchio Lyor veglia e non delude,
sì giorno che notte, con animo giunto.

Dopo sei dì giunsero a Grandalbero,
ove li pianti e l’ira fu gran mossa;
ché i genitori, stretti nel pensiero,
videro il figlio e la lor vita scossa.

Dolor, rabbia e parola mal concessa
a William l’han donato in ricompensa,
ché il ritardo fu pena assai commessa
e la morte sembrava senza senso o mensa.

Ma Lyor, lo vecchio, dardo più acuto,
sputò parole dure come ferro:
«Morì pe’ terra che a lui non fu dovuto,
per voi, per gente, per vostro atto d’erro.»

William tacque, ché colpa lo schiacciava,
e sol gli amici, cuor più saldo e netto,
gli furo accanto mentre il duol crepava
l’onore e il sangue in volto già riflesso stretto.

Ai funerali, Aslan fu donato
alla Madre Terra, in rito antico e sacro,
e un melograno nacque profumato
sopra la tomba in segno d’amor magro.

Nel dì seguente, Vargas, druido antico,
parlò con lor con voce già cortese:
di William disse: «Non sei nemico,
ma Eroe che molto il popolo già attese.»

E lor narrò ch’altri eran già partiti
per la Palude, in numero assai grave;
novella oscura per gli animi smarriti,
ché niuno là ci va se senno trave.

Fu chiaro allor: Annaleena e Cole
eran tra lor, mossi da destino;
sì presser la mappa, e senza parole
si fecer guida a quel cammin divino.

Lyor, che promesse avea giurato,
li scortò fin al limitare estremo;
e là, col cor, egli parlò accorato,
di voce aspra, non già di suon supremo:

«Or ci lasciam. Mio giuramento è vanto,
ma mai passerò oltre tal confino;
la vita del mio Aslan è già tanto,
e null’anima più cederò a destino.»

«Quel che v’aspetta è morte e disperanza,
ché palude non dona se non duolo;
acquitrin scuro, marcescenze e danza
di spirti neri che ghermiron suolo.»

Così parlò, e li eroi se ne varcâro,
entrando ove la luce più non pare;
tra fango, nebbia, spiriti si dannaro,
ma il lor cammin non può più ritardare.

La Compagnia dello Scudo di Sion:

(ALAN G. interpreta)
Aratrim Kalbordor,
questo Nano Xantrariano con un passato da Campione presso una nota compagnia di mercenari dalla reputazione sanguinaria, ha scelto di voltare le spalle ai suoi vecchi compagni d’arme per mettersi in proprio e combattere per sè stesso e per ideali più nobili.
(MARCO C. interpreta):
Sir. William van Anderson,
questo nobile guerriero psionico è cresciuto nel lusso e le comodità di una vita adagiata ed aristocratica. Riunitosi con suo fratello gemello, da cui si era separato da bambino, combatte per suo padre e la famiglia, ambizioso di ripristinare il nome dei van Anderson e salire al trono di Orloch.
(MAURO V. nel ruolo di):
Lucas detto “Aquila”,
un Ladro Furfante estremamente timido con un passato da orfanello che ha vissuto di espedienti e si è costruito una reputazione nella criminalità locale di Orloch. Il suo buon cuore ed un senso di gratitudine nei confronti del suo miglior amico di infanzia lo hanno spinto a cercare una vita migliore, unendosi alla Compagnia dello Scudo di Sion per perseguire ideali più nobili.
(SERGIO L. nel ruolo di):
Tristan Torrenera,
Un Arciere Arcano appartenente ad una nota e rispettabile famiglia di mercenari che combatte non solo per denaro ma anche per nobili ideali.

METAGAME

• La sessione si apre con la Compagnia dello Scudo di Sion ancora all’interno del Protettorato, nei momenti successivi alla scomparsa di Annaleena e Cole. I due si sono allontanati misteriosamente durante la notte, portando con sé la mappa completa per raggiungere il sito rituale nella Palude di Torval. William è visibilmente scosso e tormentato dalla decisione del fratello.

• Aratrim, Tristan e Lucas, nel frattempo, vengono condotti dalla maga Rinhal attraverso un portale dimensionale che li trasporta in una bottega extradimensionale fuori dallo spazio e dal tempo. Qui incontrano Marduk, un mercante infernale dalle fattezze caprine, noto per i suoi prezzi esorbitanti e la tendenza a barattare oggetti con frammenti d’anima.
• Dopo varie trattative e qualche intervento strategico di Rinhal, il gruppo riesce a evitare contratti demoniaci e conclude l’affare utilizzando solo oro. I tre ottengono armi e oggetti magici di valore e lasciano la bottega indenni.

• Parallelamente, Lord Sion conduce William nelle cripte segrete della casata Van Anderson. L’ingresso viene sbloccato solo grazie all’anello di famiglia, rivelando una camera sacra che custodisce la Spada di Ander, una reliquia ancestrale.
• William discende da solo nelle cripte, supera un ponte sopra metallo fuso e giunge di fronte alla spada, che riconosce il suo sangue e la sua luce interiore. L’arma si attiva e lo avverte mentalmente: se dovesse mai tradire la via della Luce, essa lo abbandonerà per sempre.

• Riunitisi, i PG scoprono che il Tecnowagon è stato sabotato: il nucleo di potenza è stato rimosso e i condotti principali distrutti. Servirebbe un tecnomante e diversi giorni per ripararlo. Dato che il tempo stringe, la Compagnia organizza un’alternativa: un carro trainato da quattro cavalli con provviste per sette giorni.

• La Compagnia parte quindi verso sud, lasciandosi alle spalle Sion. Con loro c’è anche la bara contenente il corpo di Aslan, vigilato costantemente dal nonno Lyor.

• Dopo sei giorni di viaggio giungono a Grandalbero, dove la famiglia di Aslan li accoglie con dolore e ostilità. I genitori del defunto sono distrutti e riversano su William la loro rabbia per il ritardo nella consegna del corpo.
• Lyor, in particolare, accusa apertamente William e il gruppo di aver trascinato il nipote in un conflitto che non gli apparteneva. William non replica, visibilmente distrutto dal senso di colpa, ma riceve conforto da Aratrim, Tristan e Lucas.

• I PG partecipano al funerale druidico di Aslan. Il suo corpo viene sepolto e, grazie al rito sacro dei Druidi, dal terreno sorge immediatamente un maestoso albero di melograno, simbolo della vita che rinasce dal sacrificio.

• Il giorno seguente incontrano il Gran Druido Vargas, già noto alla Compagnia dalle campagne precedenti. L’anziano li conforta, esprime stima nei confronti di William e li aggiorna su movimenti sospetti: un numeroso gruppo di persone è stato visto dirigersi verso la Palude di Torval pochi giorni prima.

• La Compagnia intuisce che si tratti proprio di Annaleena e Cole. Vargas fornisce una mappa rudimentale della regione e Lyor mantiene la promessa di scortare i PG fino al confine con la palude.
• Dopo quattro giorni di marcia, giungono al limitare della Palude di Torval, dove Lyor si congeda in modo freddo e definitivo, ribadendo il suo dissenso e rifiutandosi di seguire oltre.

• La sessione si chiude con la Compagnia che si addentra negli acquitrini misteriosi della palude. Nessuno sa cosa li attenda là dentro. La tensione è altissima.

Una risposta

  1. Col cuore pesante e una promessa ci siamo lasciati alle spalle il Protettorato.
    La spada di Ander veglierà e guidera la mia mano…e quel che deve esser fatto sarà fatto…Non sono sicuro di esserne pronto ma andrà fatto..

    Col cuore pesante e un giuramento ho salutato Aslan… la sua morte non sara vana… il cerchio andrà chiuso…

    Fratello o cugina… amati o odiati che siano… l ho giurato a me stesso, e davanti all altare nella cripta.. proteggero e onorero il nome che porto… non importa quale sara il prezzo…

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