La Chiacchiera del vicolo,
L’Altrove, Reame dell’Inferius
Girone di Malabranca, VII Cerchio Infernale
Tratto dai Racconti e Canti di:

Bardo e Cantore degli Spiriti,
Cartomante di Professione, Cercatore di Vite.
Così, dal canto innanzi, mossi tornai
a seguir l’Orla Schiera in fosco calle,
ove Jericho per l’aere oscuro stai.
Tristàn, che dianzi alzò le voci gialle,
giacea riverso, smorto e sbigottito,
le brache molli, e l’alma in dubbie falle.
Che vista orrenda l’avea così tradito,
null’uom potea dal labbro suo sapere,
ché gli occhi suoi tremàr d’un mal infinito.
E ‘l Diavol d’Ossa innanzi a lor venne a schiere,
guida nefanda pei vicoli torti
di Malabranca, ove ‘l dolor mai cessa e spère.
Oh Jericho, città dai rossi porti!
Per vie vermiglie, stracolme di catrame,
vibravan lamenti, strazi, pianti forti.
Gli edifici, storti fuor d’ogni sembiante,
pendean come membra d’un corpo disfatto,
e il sangue colava per l’ombre fumante.
Giunti all’estremo della selva ‘ntratto,
sul ciglio d’un’altura videro uscire
braccia e volti, dal sasso in pianto ratto.
Quivi Bitruc le sue magiche ire
sciolse, ché l’aria e ‘l sasso ei trasmutava,
e fece il varco onde potesser gire.
E venne a lor la vista ch’ognun gelava:
Tartaria, nera torre sopra il mare
di catran vivo che ribollendo alzava.
Ella sorgea, gradon sopra gradare,
come città-fortezza al ciel dannata,
tra sciami d’ali e mostri a divorar l’are.
Bitruc, ch’a l’arte è mente insuperata,
tramutò un masso in legno a lor sostegno,
barca d’incanto, al lago navigata.
E con l’arcano d’un remoto ingegno
trasse un lume che l’anima cercava
di Cole, prigionier di tartareo regno.
Varcâr dunque la porta secondava,
tra cunicoli ciechi e buie fratte,
mentre il ribrezzo l’ombre innanzi alzava.
E mostri immondi, creature disfatte,
mosser all’assalto con rabbia scellerata,
ma cadder tutti in lor nefande lotte.
Così, per vie d’orrore e lunga andata,
giunser al loco ove splendea, rinchiusa,
l’anima di Cole dentro pietra dannata.
Un cristallo nero, in foco fuso e infusa,
fu franto da Bitruc, ch’alzar ne fece
l’alma, che al fratel parve sì confusa.
Ma tosto il suol tremò come feroce bece,
e l’ampia sala in crepe si dischiuse,
aprendo un varco d’ombra, fosca e greve.
E d’esso uscì figura mal compiuse,
Diavol di Fossa, general supremo,
che l’aure infernal tutte compiuse.
Allor Bitruc gridò: “Sciocchi, corremo!
Costui n’è oltre forza e mortal sorte!
Fuggite, pria che il mal ci dia il suo remo!”
E il canto qui s’arresta alle sue porte.
La Compagnia dello Scudo di Sion:

Aratrim Kalbordor,
questo Nano Xantrariano con un passato da Campione presso una nota compagnia di mercenari dalla reputazione sanguinaria, ha scelto di voltare le spalle ai suoi vecchi compagni d’arme per mettersi in proprio e combattere per sè stesso e per ideali più nobili.

Sir. William van Anderson,
questo nobile guerriero psionico è cresciuto nel lusso e le comodità di una vita adagiata ed aristocratica. Riunitosi con suo fratello gemello, da cui si era separato da bambino, combatte per suo padre e la famiglia, ambizioso di ripristinare il nome dei van Anderson e salire al trono di Orloch.

Lucas detto “Aquila”,
un Ladro Furfante estremamente timido con un passato da orfanello che ha vissuto di espedienti e si è costruito una reputazione nella criminalità locale di Orloch. Il suo buon cuore ed un senso di gratitudine nei confronti del suo miglior amico di infanzia lo hanno spinto a cercare una vita migliore, unendosi alla Compagnia dello Scudo di Sion per perseguire ideali più nobili.
METAGAME
• La sessione riprende dal capitolo precedente, con la Compagnia dello Scudo di Sion che avanza nei sobborghi oscuri di Jericho, la Città del Supplizio governata da Baal, Signore del Dolore.
• Tristan, visibilmente scosso, viene trovato accasciato al suolo, in stato confusionale, con le brache bagnate di urina. Non riesce a parlare: qualcosa lo ha profondamente traumatizzato.
• La Compagnia, ancora guidata dal Diavolo d’Ossa, prosegue l’attraversamento del girone infernale di Malabranca. Per evitare le pattuglie demoniache che infestano Jericho, i personaggi sono costretti più volte a nascondersi tra le rovine della città, assistendo impotenti a scene di tortura, edifici sanguinanti e orrori indicibili.
• Superata Jericho, il gruppo giunge a un’altura dove le pareti rocciose sono cosparse di arti e volti urlanti. Bitruc utilizza la magia per permettere a tutti di superare il dislivello.
• La compagnia raggiunge infine il Lago di Catrame, al centro del quale sorge Tartaria: una cittadella piramidale nera, infestata da diavoli alati e mostri insettoidi.
• Bitruc trasmuta una roccia in un’imbarcazione di legno e, grazie a un oggetto magico in suo possesso, inizia a tracciare l’essenza dell’anima di Cole per localizzarne la prigione.
• Attraversano il lago e si introducono nella fortezza da un ingresso secondario, percorrendo corridoi oscuri e infestati.
• All’interno affrontano alcuni Immondi Abomini, che riescono a sconfiggere non senza fatica.
• Superate diverse difficoltà, giungono alla Sala del Cuore Perduto: al centro, sospeso da catene animate, fluttua un enorme cristallo nero contenente l’anima di Cole.
• Bitruc distrugge la gemma, liberando lo spirito del ragazzo, che viene immediatamente richiamato da William.
• Ma proprio in quell’istante, il terreno trema: si apre una voragine e ne emerge un Diavolo della Fossa, un generale infernale. Bitruc, terrorizzato, esclama: «È un nemico al di sopra delle nostre forze! Fuggite, sciocchi!».



Una risposta
Ti ho ritrovato fratello… usciremo da queato posto, salveremo la nostra gente e libereremo Orloch da questa invasione cone l abbiamo liberata dal male della terra .. di nuovo insieme… di nuovo uniti